“Come pesci nell’acqua scura” di Onda Riku pubblicato da Mondadori

È una notte di inizio estate a Tokyo.
Aki e Hiro si ritrovano per l’ultima volta nell’appartamento che hanno condiviso. Domani le loro strade si separeranno definitivamente.
Gli operai hanno già portato via i mobili e dal soffitto pende soltanto una nuda lampadina. La casa appare vuota, uno spazio spoglio e geometrico che diventa il palcoscenico di un tesissimo dramma a due personaggi.
Seduti l’uno di fronte all’altra, con una valigia usata come tavolino improvvisato e una cena d’addio che richiama gli spettri del passato, Aki e Hiro danno inizio a una logorante partita a scacchi psicologica.
Un anno prima, un’escursione in montagna si conclude con la morte inspiegabile della loro guida.
La polizia archivia il caso come un incidente, ma il loro legame si spezza sotto il peso del sospetto: ciascuno considera l’altro un assassino ed è deciso a estorcergli una confessione prima dell’alba.
Chi è il colpevole?
Che cosa è successo davvero lungo i sentieri immersi nel silenzio dei boschi?
Durante un serrato duello verbale, scandito da una tensione crescente, Aki e Hiro fanno riaffiorare ricordi che si sovrappongono e si contraddicono, portando alla luce i segreti e le ipocrisie su cui hanno costruito la loro intera esistenza.
Già nota per i suoi gialli raffinati, Onda Riku regala ai lettori un thriller psicologico magistrale e claustrofobico.
Un gioco di specchi ipnotico che trascina il lettore in un abisso profondo e ambiguo, dove le verità sommerse guizzano come pesci nell’acqua scura e subito scompaiono.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.