
Una delle storie d’amore più struggenti di sempre raccontata in rima: “Chi ha ucciso Euridice?” di Vincenzo Tagliaferri. Edito lfapublisher.
Orfeo, il mitico cantore della Grecia che incantava qualsiasi cosa o creatura con la potenza della sua musica, sfiderà con essa il regno dei morti “infettandolo di vita”. Tutto ciò per cercare di persuadere il freddo signore degli inferi Ade e riportare così alla luce la sua amata Euridice, morta per il morso di un serpente. Un viaggio dunque nell’ignoto che sfocerà nelle proprie emozioni e nelle proprie paure.
Non si sarebbe dovuto voltare durante la risalita alla vita, non avrebbe dovuto guardare Euridice in volto se non dopo esser giunti in superficie; almeno questi erano i patti con Ade, il signore delle tenebre… Ma poi cosa accadde? Perché ti voltasti, oh prode Orfeo? Perché “gettasti nel passato il tuo amor”?
Il libro è un esperimento letterario in cui si tenta di riportare in vita attraverso i versi e la rima un modo antico di raccontare. Infatti l’autore è in realtà un musico e attraverso un linguaggio attuale che strizza l’occhio al passato, tenta di conferire una certa musicalità atavica all’incedere narrativo, provando, come lui stesso dice, “a suonare le parole”.
Per quanto riguarda la storia, è la storia di Orfeo ed Euridice, frutto di ricerche approfondite sul mito e le varie storie ad esso collegate, a cui l’autore ha inserito piccole idee proprie che non sconvolgono tuttavia il racconto ma che lo arricchisce, come per esempio la vicenda del lago d’Averno che fa diventare ciechi chi ne fissa il fondo per troppo tempo o quella del Cocìto, il gelido fiume di confine con il regno dei morti che, se un vivente vi si bagna, lo gela all’istante intrappolandolo in un gelido limbo tra la vita e la morte. A corredo, nelle note a piè di pagina, i vari miti greci che in qualche modo si collegano alla storia principale. Sarà Orfeo stesso a svelarci nel monologo finale il motivo per cui si è voltato.
Chi è Vincenzo Tagliaferri
Vincenzo Tagliaferri nasce l’01/01/1984 ad Acerra (NA). Sin da piccolo si cimenta nello scrivere racconti e creare personaggi di fantasia. Quello dello scrittore era il primo mestiere che ha fatto parte delle fantasie lavorative del piccolo Vincenzo per poi cambiare man mano che cresceva e scopriva il mondo. Nel 1997 frequenta il liceo scientifico Brunelleschi ad Afragola durante il quale scopre però un interesse per la musica fino a procurarsi una chitarra e imparare a suonarla. Durante gli anni dell’università di lingue, culture e letterature moderne europee alla Federico II, insieme all’apprendimento di inglese, spagnolo e un francese elementare, si cimenta anche nello studio della chitarra e nel componimento di brani musicali, sia strumentali che con testo. Questo influenzerà molto il suo modo di scrivere, permeando di musicalità molti dei suoi scritti attraverso la rima e il verso.
Nel 2014 una sua breve poesia “Scrivo perché” (non in rima) viene inclusa in una raccolta chiamata “Il Federiciano” della Aletti Editore; riceverà un attestato di merito. Ed è proprio la brevità unito poi all’uso costante della rima e del verso a caratterizzare gli ultimi lavori.

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!