Nel cuore pulsante della città, nei grattacieli che si stagliano su vicoli vocianti e caotici, il tribunale di Napoli echeggia con le sue tre ‘torri’ – contraltare alla confusione del quartiere intorno. Nei suoi labirintici corridoi, fra avvocati
freschi di barba e giudici donne eleganti e ben curate, nell’imperturbabilità della giustizia, si aggira una figura
silenziosa e attenta, Lucia, interprete della sezione penale, anello di congiunzione tra il mondo legale e una realtà spesso celata alle persone comuni. Attraverso il suo sguardo, ci addentreremo nei racconti dimenticati, gli avanzi di giustizia, appunto: nel dolore di una donna umiliata e picchiata dal suo uomo, ma poi fiera nella sua denuncia e infine finalmente libera; nelle speranze infrante di una giovane francese violentata in crociera con i suoi genitori, in tribunale in cerca della giustizia necessaria a dimenticare la vergogna; nelle traversie talvolta sorprendenti di coloro che partono in cerca di asilo e giustizia, e che semmai intravedono nell’umanità del giudice un barlume di speranza e una soluzione degna.
Lucia non è solo un interprete, il suo sguardo su quelle storie, il suo entrarci in punta di piedi e solo di passaggio, tiene il lettore in un ritmo leggero e veloce, prendendolo per mano e conducendolo a toccare l’umanità più intima delle situazioni che incontra, lasciandolo con la sensazione di aver partecipato di persona, di essere lì, proprio lì in aula con lei. Perché Lucia sa raccontare cose che non sono scritte nei verbali, ma nei cuori sì.
Chi è Mariafrancesca Villani
Mariafrancesca (Checca) Villani, è nata a Napoli il 21 ottobre 1961. Dopo il Liceo Linguistico, si diploma alla Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori di Napoli. Finiti gli studi si trasferisce ad Antigua, capitale dello Yachting a vela delle Antille Minori. Qui gestisce insieme a due amici l’Abracadabra-Bar Ristorante Boutique, e dove resta per dieci anni, anche appassionandosi alla vela.
Al suo rientro a Napoli, nel 1995, lavora in diversi campi, fra cui alcune società della Fondazione Idis, Città della Scienza, Bidonville. Dal 1997 al 2010 lavora nel campo dello spettacolo con differenti mansioni: redazione, casting, produzione e location manager, presso la Rai e la Film Commission Regione Campania.
Dal 2013 è traduttrice e interprete presso il Tribunale e la Procura di Napoli; traduttrice freelance per L’Institut Français Grenoble di Napoli. Collabora, come volontaria, alle pubblicazioni dell’Istituto Buddista Soka Gakkai, sempre come traduttrice.
Nel 2006 ha un tumore al seno, che rappresenta un profondo punto di svolta nella sua vita. È durante quel periodo così difficile, che immagina il futuro che poi descriverà nel primo libro, solo dodici anni dopo. La ricerca disperata di una speranza dentro di sé, in quel lontano e buio 2006, quello sforzo di far si che l’impossibile diventasse possibile, le fa concepire l’immagine di un futuro, preciso e dettagliato. Immagine che non abbandonerà mai durante tutti questi anni; diventerà La Camorra Si studia in Terza, breve ma intensa opera letteraria che restituisce al lettore il sapore di quella speranza.
Ha sposato l’attore Patrizio Rispo nel 2001, con il quale ha due figli, Giordano e Tommaso

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!