“Almanacco dei viventi” di Maurizio Maggiani pubblicato da Feltrinelli

L’innesco è quasi casuale: per la prima volta Maurizio Maggiani vede raccolte in un unico archivio digitale le fotografie disperse di una vita. Ritratti di uomini, donne, bambini, di animali, ma anche campagne e fabbriche, Appennini e periferie, stazioni, pievi, gamelle di operai, bandiere e guerre, inverni senza neve, solitudini e piccole comunità.
Ogni scatto chiama una storia, una storia personale che si riverbera in una più grande: le poche righe previste come accompagnamento alle immagini diventano così racconti in cui passato e presente si illuminano a vicenda.
Almanacco dei viventi è una collezione di “straordinari dettagli del vivere”: opere dell’uomo e della natura, miti arcaici, popolari e contemporanei. E vita, soprattutto vita: queste pagine sono, scrive l’autore, “cinquant’anni di storia del mio rapporto con la realtà dei viventi che ho incontrato”. E un invito al lettore perché affianchi il proprio sguardo a quello dell’autore, aggiunga la propria storia alla sua.
Da una prospettiva felicemente obliqua, sempre di sbieco, mettendo insieme passione civile e poesia, Maurizio Maggiani fa della memoria una pratica di rivolta e della realtà un cantico delle creature laico, “nell’oggi e nell’ovunque”, per tener saldi la dignità del lavoro, la gentilezza e la fragilità del nostro esistere. Questo libro è un esercizio di attenzione, perché, come scriveva Simone Weil, bisogna “apprendere a essere attenti per poter essere, più tardi, giusti”. Un rendere giustizia alla vita, al vivente.
“Sì, c’è vita su questo pianeta e dappertutto odore di questa vita, tracce, orme e vestigia, c’è amore per questa vita e sollievo nel toccarla e vedere che ancora ce n’è. E non finisce mai di bastare.”

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.