A me gli occhi
filosofia
Salani Editore
7 ottobre 2021
cartaceo
200
Prefazione di Paolo Mereghetti
Postfazione di Simonetta Sciandivasci

Trama di “A me gli occhi” di Francesco Tullio Altan
I protagonisti delle immagini di Altan siamo noi: esseri umani fragili, disincantati, velenosi. Personaggi costantemente alle prese con difficoltà grandi e piccole del quotidiano, e disperatamente somiglianti fra loro.
Altan plasma immagini nitide e potenti che illuminano, confortano, pungolano. È dotato di purezza di pensiero e si muove volentieri fuori dal seminato. La sua è letteratura illustrata. Non ha bisogno di tante parole per riuscire a dire più di tutti noi su qualsiasi argomento.
Intuito fulminante, tratto essenziale e definito, due battute ben assestate dal retrogusto amaro, ritmo musicale. Insieme a un’ironia che taglia la vita come burro. Sono questi gli ingredienti base di un segno ormai inconfondibile, un caposaldo della vita italiana, di resistenza e di passione civile.
L’ultima raccolta delle immagini di Altan – scelte e suddivise per sezioni da lui stesso – fotografa il punto esatto in cui siamo arrivati, e ci lascia sospesi per un breve istante nell’aria, prima di riportarci a terra e restituirci con intelligenza il senso della realtà. Non senza un beneficio terapeutico.
Chi è Francesco Altan?
Francesco Tullio Altan è nato a Treviso nel 1942. Ha studiato architettura a Venezia e poi si è trasferito in Brasile, dove ha cominciato a disegnare fumetti. Tornato in Italia ha iniziato a collaborare con Linus, e per il Corriere dei Piccoli ha creato la Pimpa. Fumettista, disegnatore e sceneggiatore di successo, Altan collabora anche con L’espresso e la Repubblica.

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.