Non passerai Book Cover Non passerai
Barbara Emme
Romanzo rosa
self publishing
15 giugno 2020
eBook

Sono nata a Sarajevo e sono cresciuta in un orfanotrofio fino a che la guerra del 1997 non ha spazzato via quella parvenza di normalità che noi bambini avevamo conquistato e costruito a fatica.
L’estate dei miei dodici anni ho conosciuto Kurt, un ragazzino di quattro anni più grande: lui mi ha salvata, in ogni senso. Purtroppo sono entrata nel mirino di Markus Goji, un malvagio e pericoloso trafficante di armi e droga, diventando la sua ossessione.
Lui mi brama, lui mi vuole, perché sono l’unica cosa che non è riuscito a ottenere: gli sono sfuggita dalle mani come un granello di sabbia, per questo Kurt mi ha spedita in Francia dopo avermi regalato una nuova identità. Diversi anni dopo, una sera al pub dove lavoro, i miei occhi hanno incrociato quelli scuri e magnetici di Drew Miller e io mi ci sono persa, e tra le sue braccia, sono tornata a vivere e ad amare.
Ma non è ancora il mio momento di essere felice: Drew nasconde un segreto e il mio passato mi aspetta dietro l’angolo, più spietato e crudele che mai.

Mi chiamo Jordan Keller, e questa è la mia storia

 

 

Dischiusi leggermente le labbra e assaporai la sua pelle. Quel tocco così leggero fece ribollire tutto il mio corpo e pensai che se era bastato così poco per farmi vacillare, potevo solo immaginare l’effetto che mi avrebbe provocato se mi avesse dato di più. In quel momento mi fu chiara una cosa: ero totalmente e inesorabilmente spacciato.

 

Una storia d’amore particolare, nata nel periodo post bellico a Sarajevo. L’assedio di Sarajevo, avvenuto durante la guerra di Bosnia ed Erzegovina, è stato il più lungo nella storia bellica della fine del XX secolo (aprile 1992/febbraio 1996). Vide scontrarsi le forze del governo bosniaco, che aveva dichiarato l’indipendenza dalla Jugoslavia, contro l’Armata Popolare Jugoslava  e le forze serbo-bosniache, che miravano a distruggere il neo-indipendente stato della Bosnia ed Erzegovina e a creare la Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina.

Nella fase post conflitto, la città distrutta era sotto “assedio” di piccole bande di ragazzi, per lo più minorenni o di età di poco superiore, che, utilizzando la forza data dal gruppo stesso, effettuavano scorrerie depredando, a volte con violenza inaudita, i poveri cittadini che incrociavano lungo il loro tragitto.

Durante una di queste “escursioni”, Kurt, un ragazzo costretto dalla vita a entrare in una gang capeggiata da Markus, si imbatte per caso in Jordan e da quel momento deciderà di rivestire il ruolo di fratello maggiore…

Mi stavo inoltrando in acque troppo torbide per me, e ne ero ben consapevole, ma non riuscivo a farne a meno. Più sentivo di sprofondare in quel vortice, più mi crogiolavo nel suo tumulto. Volevo precipitare, volevo provare sulla mia pelle che cosa significasse toccare il fondo, perché ero pienamente consapevole che poi la risalita sarebbe stata ancora più esaltante.

 

Vorrei descrivere meglio i personaggi principali ma rischierei di spoilerare una parte molto importante del romanzo, pertanto quello che posso dire è che sono veri, reali, interagiscono con il lettore, grazie anche all’utilizzo del POV alternato che permette di comprendere pienamente i sentimenti, le sensazioni e gli stati d’animo dei vari personaggi.

La scrittura fluida, ricca e mai noiosa ti trasporta sino al termine del romanzo dandoti l’opportunità di “assaporare” i vari avvenimenti e lasciandoti spiazzato di fronte all’ennesimo colpa di scena.

Nelle prime pagine ho avuto qualche difficoltà a inquadrare i vari attori, probabilmente ero poco attenta, e ho dovuto un paio di volte rileggere alcuni capoversi ma poi sono stata letteralmente travolta dalla storia e sono arrivata a leggere la parola “ringraziamenti” senza neanche rendermene conto.

Spero che Barbara Emme abbia pensato a un seguito basato sul personaggio che appare nelle ultime righe, in quanto sono molto curiosa di sapere se ci saranno sviluppi oppure dei ribaltamenti….

Gli presi il viso tra le mani e lo baciai cibandomi di quell’alito di vita, lo imprigionai dentro di me e non lo lasciai più andare. Fu in quel momento che capii qual era il vero significato della parola felicità: l’avevo davvero toccata con mano.

Scritto da:

Cristina Marangio

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.