La ragazza che giocava a scacchi ad Auschwitz
narrativa contemporanea
Newton Compton
7 marzo 2022
cartaceo, ebook
472
Maria fa parte della resistenza clandestina polacca nella Varsavia occupata dai nazisti. Per questo motivo, una volta scoperta, viene arrestata dalla Gestapo e deportata ad Auschwitz come prigioniera politica, mentre la sua famiglia viene giustiziata.
Il destino di Maria sembrerebbe segnato, ma quando lo spietato vicecomandante del campo, Karl Fritzsch, viene a sapere del suo straordinario talento negli scacchi, decide di intrattenere i soldati del campo sfidandola a un estenuante e sadico torneo. E la posta in palio è la sua vita.
Così, una mossa dopo l’altra, mentre gioca per salvarsi la vita, nonostante la mente sia affollata da pensieri di morte, rabbia e terrore, la ragazza comincia ad architettare un piano per vendicarsi del suo aguzzino. E proprio come in una complessa partita a scacchi, deve fare affidamento su sangue freddo e capacità di prevedere le reazioni dell’avversario, se vorrà riuscire a dare scacco matto all’uomo che ha sterminato la sua famiglia.
” Un’ideologia si propagava come una malattia e disseminava malvagità. Prima della guerra avevo assistito a diversi esempi di odio o di oppressione, ma nessuno era meschino e privo di senso come questo” – La ragazza che giocava a scacchi ad Auschwitz
Maria è una giovanissima ragazza di quattordici anni. Vive a Varsavia con la sua famiglia e per contrastare la guerra che è tutto attorno a loro, decide di collaborare con la resistenza polacca.
Tutto va secondo i piani: impara velocemente e in poco tempo diventa un membro attivo del movimento. Il poco tempo libero che le rimane lo passa con i genitori e con i fratelli giocando a scacchi, la sua più grande passione.
La fortuna, però, non è dalla sua parte e un giorno Maria viene fermata dalla Gestapo e fatta prigioniera insieme a tutta la sua famiglia. Dopo averla torturata e interrogata, vengono tutti deportati ad Auschwitz.
Maria, però, non sa che ha appena iniziato a giocare la partita di scacchi più importante della sua vita.

COMMENTO PERSONALE
Con “La ragazza che giocava a scacchi ad Auschwitz” di Gabriella Saab, torniamo nella Polonia del 1945.
Il romanzo è scritto in prima persona e l’autrice utilizza la tecnica del capitolo alternato tra presente e passato.
Lo stile è sciolto e fluido, il lessico facile e diretto. Le descrizioni sono ciò che più mi è rimasto impresso: realiste con la sensazione di trovarsi all’interno della storia.
Il tema su cui si concentra la storia è facilmente intuibile fin da subito leggendo il titolo. In realtà, invece, all’interno del romanzo vengono toccate diverse tematiche.
La più lampante è sicuramente la fede. Fondamentale per Maria è stato l’incontro con Padre Kolbe. Si incontrano all’interno del campo di concentramento e diventano subito amici.
Padre Kolbe viene descritto come una persona buona e gentile che riusciva a infondere un senso di pace e serenità anche in un luogo così intriso di paura e terrore. È proprio grazie a lui che moltissimi detenuti riescono a trovare quel briciolo di forza per riuscire a sopravvivere a quella situazione assurda.
“Guidava una preghiera con la sua voce gentile, accompagnato dal mormorio degli altri prigionieri, e mi fermai alla porta. Chiusi gli occhi, infilai le dita nel taschino segreto cucito nella mia uniforme e presi la corona del rosario, ascoltando il suo tono familiare elevarsi sulla piccola congregazione e riempirmi di pace” – La ragazza che giocava a scacchi ad Auschwitz
Altro tema importante che viene messo in risalto è l’amicizia. Oltre a Padre Kolbe, nel campo di concentramento, Maria conosce e le due istaurano subito una fortissima amicizia. Sarà proprio grazie a lei e ad un’altra amica che Maria riuscirà a sopravvivere ad Auschwitz.
Forza e speranza sono due degli aspetti che più contraddistinguono Maria. Nonostante quello che le succede riesce a trovare la forza di proseguire e vivere. Speranza che un giorno tutto questo finisca e possa uscire finalmente da quell’inferno.
“Vivi, Maria. Vivi per la tua famigli. Resisti per loro. E sopravvivi per loro”
Ultimo aspetto, ma non meno importante, gli scacchi. Una volta arrivata ad Auschwitz, l’esistenza di Maria è legata a questo gioco e deve giocarsi questa partita al meglio delle sue possibilità valutando mossa per mossa e pianificando con intelligenza le sue strategia.
” Il gioco tra noi due era diventato spietato, ed era tempo di ripensare alla mia strategia”
Un libro forte ed intenso che arriva dritto allo stomaco. Diretto e crudo, ma purtroppo questa è la verità di quanto è successo nasconderlo non serve. In questo l’autrice è stata davvero fenomenale, lasciando nel lettore un senso di tristezza e angoscia che difficilmente lo abbandona. 5 stelle.
***
Cosa ne penso? Difficile spiegarlo dopo aver letto questo libro. Penso, questo si.
Penso ai miei bimbi che stanno dormendo sereni nei loro lettini facendo sogni meravigliosi. Penso a tutti quei bambini che quei sogni li hanno interrotti all’improvviso senza un perché.
Penso che sono fortunata a vedere i miei figli crescere e diventare grandi. Penso a tutti quei genitori che non hanno potuto crescere e proteggere i loro bambini.
Penso a tutte quelle persone, uomini, donne, bambini che sono stati costretti a subire atrocità indicibili in nome di folli teorie. Penso che nulla di tutto ciò debba più essere ammesso.
Penso a tutti quelli che sono sopravvissuti. Penso alla loro storia e al loro grande coraggio e non posso fare altro che inchinarmi di fronte a loro.
Penso a Dio, di qualunque religione esso sia, che ha dato lo loro forza, speranza e fede.
Penso a tutte quelle stelle che di notte illuminano il cielo buoi e inevitabile una lacrima cade.
