La mia meta
sport romance
Ode Edizioni
25 agosto 2021
cartaceo, ebook
250
Thomas Coleman ha un solo obiettivo: diventare un grande campione come suo padre.
Alexandra Price studia per diventare giornalista e non ha tempo da perdere dietro i ragazzi.
Due mondi opposti, due stili di vita diversi destinati a incrociarsi e non lasciarsi più.
Fra amore, gelosia, rabbia e dolore, prende vita la storia del giovane quarterback Coleman e dall’anaffettiva Price.

“Sono i rischi del mestiere, lui lo sapeva, tua madre pure. Quando si entra in campo si conoscono tutti gli azzardi a cui si va incontro”
A distanza di quasi un anno da “L’ultima meta“, eccomi di nuovo qui a recensire un altro romanzo di Roberta Damiano, “La mia meta“, sport romance indipendente dal precedente, ma ugualmente “incentrato” sul football. Virgoletto il predicato dal momento che, come nel primo romanzo il football era solo uno sfondo alla storia d’amore tra i protagonisti, lo stesso più o meno accade anche in questo ultimo, nonostante l’autrice, a mio parere, effettua questa volta una giusta proporzione tra gli elementi che compongono la narrazione.
Protagonisti sono Alexandra e Thomas. Lei è una studentessa, aspirante giornalista, alla costante ricerca della “verità”, ma vittima di quel grande dissidio che l’essere umano prova tra vero soggettivo e oggettivo; lui è il figlio del famoso ex quaterback dei Giants (oggi coach della squadra), a sua volta quaterback della squadra del college che frequenta, dannatamente bello e intenzionato ad avere relazioni non impegnative, frutto di mero divertimento.
“Lei mi destabilizzava nonostante non avessimo ancora approfondito la nostra conoscenza. In automatico allungai una mano per sfiorarle la guancia e portarle una ciocca di quei setosi capelli dietro l’orecchio”
Entrambi hanno delle ombre che li accompagnano, di natura totalmente diversa. Drammi familiari, rabbie incontrollate, paure incondizionate di rivivere il dolore, voglia di emergere per le proprie capacità e di superare i pregiudizi degli esterni, troppo presi a badare all’apparenza anziché alla sostanza. L’incontro tra i due protagonisti è quello tipico “da romance”: uno scontro-incontro da cui scoppia l’amore, con tanto di ostacoli da superare sia esterni che interni al rapporto e alle personalità di ognuno.
Molto piacevole è stato il contesto in cui si è sviluppata la storia: il college! L’autrice ha avuto la capacità, da parte mia apprezzata, di trasportare il lettore nella vera vita dei college americani. Vi sono inclusi pro e contro, tra cui le forme di bullismo che si hanno verso le matricole o l’ideologia del “gruppo”, molto presente e pressante in questi ambienti (purtroppo). Il lettore si ritrova nei corridoi della Columbia University come se stesse guardando una serie televisiva; vive delle avventure e disavventure che lì accadono.
“Il college era una grande e mastodontica trincea. Quando iniziavi l’università non c’erano avvisi al neon che a lettere cubitali annunciavano: PERICOLO IN TUTTI GLI ANGOLI”

I personaggi incarnano tutti gli ideali propri della gioventù: i sogni che si vogliono realizzare, la tenacia di raggiungere un obiettivo, la paura di fallire, la difficoltà di socializzare, l’eccesso nel divertimento, la gelosia verso il compagno di squadra o la collega di studi, l’amicizia fraterna che aiuta nei momenti del bisogno e che supporta in quelli di sfida. Il contesto in cui si snoda la storia, a mio parere, è davvero il punto di forza del romanzo e il merito va sicuramente allo stile dell’autrice.
La narrazione è composta da capitoli brevi che rappresentano una volta il punto di vista di Alexandra, un’altra quello di Thomas. I protagonisti, però, non raccontano le stesse situazioni vissute. La storia va avanti grazie agli spezzoni della vicenda che loro stessi raccontano. Riusciamo, quindi, a capire il punto di vista dei protagonisti sul medesimo fatto in itineris, man mano che leggiamo e proseguiamo nella lettura. Il tempo della storia si sviluppa, in gran parte, nel corso dell’anno universitario; verso la conclusione, invece, trascorrono mesi e anni. Il tempo del racconto è inverso: inizialmente, il lettore vive lentamente e intensamente i fatti narrati, per poi, alla fine, essere edotto di quanto accaduto in mesi e anni in poche pagine.
Una lettura piacevole che si conclude in poche ore, che finiscono per diventare adrenaliniche, proprio come se a raggiungere la tanto desiderata meta siamo proprio noi!
Qual è, invece, la vostra “meta” nella vita?

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.