Anteprima,  Libri,  Narrativa contemporanea,  Recensioni,  Review party,  Romance,  Romanzo,  Romanzo Rosa

Review Party: “Chiedimi un desiderio” di Chiara Cavini Benedetti, Self-publishing

Chiedimi un desiderio Book Cover Chiedimi un desiderio
Silent Love #2
Chiara Cavini Benedetti
Romanzo rosa
Self-publishing
14 aprile 2021
cartaceo, ebook
328

«Dimmi perché. Perché ti rifiuti di dire che mi vuoi.»
«Perché se riveli i tuoi desideri, quelli non si avverano.»

Per tutta la vita, Logan Cole ha indossato una maschera. Una maschera fatta di arroganza e presunzione, con cui ha sempre nascosto i suoi segreti al resto del mondo.

Per tutta la vita, Zoe Morgan ha costruito delle barriere. Delle barriere fatte di sarcasmo e risposte pungenti, con cui si è sempre protetta da chi voleva avvicinarsi troppo.

Quando Zoe comincia a frequentare la prestigiosa Liberty High, ha un unico obiettivo: stare alla larga dal ragazzo con il sorriso perfetto e lo sguardo provocante. Lui è tutto ciò che dovrebbe odiare. Tutto ciò che non dovrebbe desiderare.

Ma Logan non riesce a fare a meno di lei, e per Zoe resistergli diventa sempre più difficile. Vorrebbe solo avvicinarsi a lui quel tanto che basta per abbassargli la maschera e scoprire cosa nasconde sotto.

Il problema con i desideri, però, è che quando si avverano non è possibile tornare indietro. E non sempre sono i sogni ad avverarsi. A volte, sono gli incubi.

 

“Provai l’impulso di avvicinarmi, dimenticare ogni cosa e restare a guardarlo sorridere. Ma non potevo farlo. Così, deglutii, arretrai e andai in classe, allontanandomi da lui. Perché ci sono sorrisi che tolgono il respiro, ma i suoi mi stavano togliendo molto di più. Mi stavano togliendo il cuore. Lo stavano rubando dal mio petto, obbligandolo a battere solo per lui. E io non potevo permetterlo”.

 

Sabato 3 aprile Angela, una delle splendide admin di Bottega, mi contatta per comunicarmi che Chiara Cavini Benedetti mi aveva omaggiato, in anteprima, del seguito di “Grida il mio nome”: “Chiedimi un desiderio”. Avendo letteralmente adorato il primo capitolo della saga, ero entusiasta di questa fantastica opportunità.

Solitamente non amo rileggere i libri, perché ho sempre il timore che quanto provato durante la prima lettura non possa ripetersi; ma questa volta, visto le emozioni sentite leggendo “Grida il mio nome”, ho voluto fare un’eccezione.
In due sere ho divorato nuovamente il primo capitolo della storia e, successivamente, ho gustato lentamente, assaporando parola per parola, il seguito.

Il prologo percorre brevemente quanto accaduto nel precedente libro, raccontandone i fatti salienti per rinfrescare la memoria o permettere di comprendere quanto stava per accadere ad un lettore neofita; il tutto, però, dal POV di un nuovo protagonista, Zoe, che precedentemente era solo un gregario.

Se in “Grida il mio nome” abbiamo approfondito la conoscenza di Noah e Amber, con la loro sofferenza, che è stata punto di incontro per poi sfociare in un Amore travolgente e “curativo”, in questo romanzo la Cavini ci trascina nella vita di Zoe e Logan.

«Credi che sia così impossibile che tu non piaccia a qualcuno?» «Credo che tu non mi conosca neanche.» Lei annuì in modo pensieroso. Poi, inaspettatamente, mi porse una mano. «Zoe», si presentò. Scossi la testa, divertito, ma non mi lasciai sfuggire la possibilità di toccarla. Feci aderire il palmo al suo, avvolgendo le sue dita morbide con le mie. «Logan.»«Adesso ti conosco, ma non ho cambiato idea.» «Pensi che basti un nome per conoscere una persona, Kitty?» calcai volutamente l’ultima parola. «Forse no. Ma il fatto che tu continui a non usare il mio non migliora molto il giudizio che ho su di te.»

Zoe, la migliore amica di Amber, è una tipa tutto pepe; è dovuta crescere in fretta a causa di un padre “farfallone”, al quale ha praticamente dovuto fare da mamma, e, a causa del suo comportamento poco “adulto”, non sopporta le “Bratz”, ossia le donne che si lasciano usare “per una notte e via”, ma anche chi le tratta come tali.

Logan è, o almeno si atteggia, a Latin lover, seducendo e abbandonando subito dopo aver ottenuto quanto voleva, le ragazze della scuola. È anche il migliore amico di Noah e, di conseguenza, Logan e Zoe dovranno forzatamente frequentarsi.

L’incontro tra i due, già raccontato nel precedente libro, è esilarante: Logan, folgorato dalla bellezza prorompente di lei, cerca sin da subito di fare il brillante. Zoe, in risposta, lo manda in bianco.

Tra un battuta e un battibecco, il tutto supportato da Amber che cerca di convincere Zoe a non fermarsi alle apparenze, i due ragazzi iniziano a frequentarsi.

“Sapevo cosa significava quell’espressione. L’avevo vista milioni di volte, quando io giudicavo qualcuno troppo velocemente e lei mi diceva di dargli il ‘beneficio del dubbio’. Amber era così. Nonostante quello che le era successo, nonostante la tragedia che le aveva strappato la voce, era ancora disposta a fidarsi delle persone. Quindi, accettai di aiutarla. Perché speravo che avesse ragione, e che quel ragazzo dall’aspetto di un demone potesse farla stare meglio. Potesse salvarla”.

Non mancheranno piccoli colpi di scena e attimi di panico, ma il tutto sarà sempre condito con sentimenti profondi.

Accanto all’Amore, quello con la A maiuscola che ti trascina in un vortice inebriante e ti fa vedere il mondo con gli occhi a cuore, attraverso lenti colorate, questo libro, come il precedente, è un inno all’amicizia, quella sincera, che supera ogni difficoltà e diventa ogni giorno più importante.

La trama è intrigante ed è facile entrare in empatia con i protagonisti.

Immagino che, come successe per Twilight con la divisione tra le fan di Edward e di Jacob, anche qui troveremo due fazioni: pro Noah o pro Logan.
Sinceramente non saprei da che parte schierarmi, in quanto ho amato entrambi i ragazzi (premetto che ho un figlio della loro età), ognuno per le proprie particolarità: Noah, con i suoi lati oscuri ma un’immensa dolcezza; Logan, con i suoi segreti e la sua simpatia.

Nonostante sia un romanzo rosa, al suo interno cela alcuni argomenti per nulla leggeri: la violenza e la disabilità ad esempio, ciascuno trattato con maestria e dando loro il giusto spazio e la perfetta conclusione.

Un libro intenso, vivo, mai noioso; come sempre, quando vengo “travolta” da un Romanzo di questo tipo, ho il terrore di non riuscire a rendere partecipe, a incuriosire i lettori, in quanto non riesco totalmente a esprimere quello che realmente ho provato durante la lettura. Spero di non aver fallito completamente nel mio intento.

Ora non resta che attendere l’ultimo volume che, da quanto traspare dalle ultime pagine, avrà come protagonista una coppia alquanto “particolare”; ma non voglio anticipare nulla… a voi il piacere di scoprirlo.

“Per questo avevo costruito le mie barriere. Per evitare che chiunque altro potesse avvicinarsi a me solo per poi allontanarsi. Credevo che fosse ciò che volevo. Credevo di avere bisogno di quelle difese. Ma la solitudine non sempre è un rifugio. A volte è una prigione. Una prigione che ti inganna, promettendo di proteggerti da qualsiasi sofferenza, e che intanto ti tiene lontano da ogni altra emozione. Dalla felicità. Dall’amore”.

Questa frase mi ha colpito particolarmente. Ritenete anche voi che la solitudine non sempre è un rifugio, un luogo dove rintanarsi e analizzare quanto accade intorno a noi ma in certi casi può essere una prigione che ti preclude di vivere realmente, come il solipsismo di Cartesio?

 

L’autrice



Chiara Cavini Benedetti è nata nel 1996 a Firenze, città che ha poi lasciato per trasferirsi in Scozia. Quando non è impegnata a svolgere il suo ruolo di caporedattrice, si ritrova ad ascoltare musica a tutto volume mentre litiga con i personaggi di cui scrive, che non seguono mai le trame da lei prestabilite.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: