Libri,  Narrativa,  Racconti,  Recensioni,  Review party,  Romance,  Romanzo contemporaneo

Review Party: “Buon Natale, Sbirro!” di Maura Grignolo, Self-Publishing

Buon Natale, Sbirro! Book Cover Buon Natale, Sbirro!
Maura Grignolo
romanzo contemporaneo
Self-publishing
1 dicembre 2020
ebook
105

Quando il Capitano lo manda a sedare una lite per violenza domestica, l’agente di polizia Cade vede la sua Vigilia di Natale in famiglia andare in fumo.
È rude e non disdegna le scazzottate. Ha il grilletto facile, il cuore spezzato e soprattutto non si separa mai dalla sua preziosa Glock. Servire e proteggere sono l’unica cosa che per lui ha una qualche importanza dopo che il suo cuore è stato preso e gettato nella spazzatura.
Con l’umore sotto i piedi sfreccia lungo le strade di una Chicago addobbata a festa e tutt’altro che addormentata fino al quartiere più degradato e pericoloso della città.
Tutto si aspetta di trovare… tranne quello che gli si para davanti. Due occhi verdi che conosce benissimo e che si porta dietro dall’ultima volta in cui lo hanno incenerito. La sua ex psicopatica intenta a picchiare un uomo con una mazza da baseball.
Per nessuno dei due è una piacevole rimpatriata. Entrambi si odiano, anche se per motivi diversi.
Sboccata, irrequieta, violenta e cazzuta. Ama sniffare, fare a botte e i suoi anfibi neri da cattiva ragazza. Con un passato da dimenticare e un futuro senza alcuna speranza, Elodie vede nell’arrivo del suo ex traditore l’ennesimo scherzo del destino.
Da quel momento ha inizio per il rude Cade e la psicopatica Elodie una serata imprevedibile, folle e piena di colpi di scena. Perché l’agognato arrivo in Centrale è solo la punta di un iceberg che nessuno dei due avrebbe mai creduto di veder riemergere.

Tra battibecchi scanzonati e irriverenti, inseguimenti, pallottole e frappé alla vaniglia la notte più magica dell’anno sembra riaccendere in loro l’alchimia che un tempo li ha uniti.

Con l’aiuto di Cookie, un allegro cucciolo di labrador amante delle scarpe e delle coccole, il filo che lega ancora i loro cuori senza riuscirà a scalfire il muro che entrambi hanno eretto dopo la disastrosa rottura?

Forse il Natale per lo sbirro e la psicopatica non ha ancora finito di riservare loro la sua più importante magia.

 

“Non importa cosa trovi sotto l’albero, ma chi trovi intorno” – Stephen Littleword

È la vigilia di Natale a Chicago e Cade non vede l’ora di andare a festeggiare con la sua famiglia come si deve. I suoi piani, però, da una telefonata che arriva in centrale. E’ in corso una lite domestica in uno dei quartieri più malfamati della città e lui è chiamato a compiere il suo dovere di poliziotto.

Quando arriva, però, si trova di fronte ad una scena che non si sarebbe mai aspettato di vedere ed è costretto ad arrestare Elodie, la sua ex ragazza.

Tra un insulto e l’altro Elodie e Cade si trovano catapultati nel passato.

E’ davvero finito del tutto il sentimento che provavano l’uno per l’altra?

Se il destino ha nuovamente incrociato le loro strade, un motivo forse ci sarà.

 

 

COMMENTO PERSONALE

Buon Natale, Sbirro! è una novella di Natale narrata in prima persona con punti di vista alternati. A fare da sfondo all’intera storia una bellissima Chicago imbiancata dalla neve. Lo stile utilizzato è lineare, semplice e ironico, condito qui e li con epiteti che, devo dire, calzano a pennello per il contesto in cui la storia si svolge.

I personaggi sono molto ben costruiti e ci si immedesima facilmente in loro, tanto da farli sembrare reali.

Ho provato subito una forte simpatia per Elodie, una ragazza che vive ai margini della società, rifiutata dalla sua famosa e ricca famiglia nella maniera più brutta possibile. Si sente sola, incompresa, rifiutata, non all’altezza e l’unico modo che trova e le sembra possibile per affrontare tutto questo è la droga.

Non ha paura di dire ciò che pensa e di farsi valere; per lei non esistono sfumature di alcun genere, la vita è bianca o è nera. In realtà, dietro a quella corazza costruita per difendersi dal mondo, si nasconde una ragazza fragile, sensibile, premurosa, con tanto amore da dare e altrettanto bisogno di riceverne.

“«Non volevo che tu ti accorgessi che razza di disastro sono! Non volevo che capissi che avresti meritato di meglio di una come me!». Mi spintona via con tutta la forza che ha e si allontana di qualche metro, voltandosi dall’altra parte. «Una che agli occhi di tutti è sempre stata una drogata, una tossica, una troia!»”

Image for post

Cade questo lo sa e infatti non si fa di certo impressionare dai suoi modi di fare da ” principessa “. Sa cosa ha dovuto passare nella sua vita e in cuor suo non l’ha mai dimenticata. Ha sempre continuato ad amarla, ma non ha mai voluto ammetterlo a se stesso.

“In questo momento, quando la stacco da me per guardarla negli occhi, capisco una cosa. Qualcosa che mi lascia completamente di stucco e mi fa sentire pronto per una camera imbottita. Io ne sono ancora innamorato. Amo ancora Elodie Cash la psicopatica. La amo!”

Splendida la parte in cui l’impavido poliziotto Cade incontro il padre di Elodie. Ho esultato come una matta, un tifo da ola sul divano, quando lo ha affrontato una volta per tutte. Ho provato io stessa una sensazione di libertà e gratitudine: finalmente il suo mondo dorato è stato messo in discussione.

Il male che ha fatto alla figlia è enorme ed Elodie non merita tutto ciò, merita di più perché lei è di più.

Spesso le situazioni che ci troviamo a vivere sono frutto di scelte sbagliate. In questo caso Elodie si trova a vivere in un appartamento popolato da scarafaggi, senza un soldo per mangiare. Questo perché in conflitto con la sua famiglia, una delle più ricche e potenti di Chicago, la quale ha deciso di allontanarla per evitare scandali.

Lei, di conseguenza, si sente sconfitta dalla vita, si sente di non meritare di più di questo e in testa continuano a rimbombarle le parole pronunciate dal padre. E’ incazzata con tutti, con il mondo, con la vita stessa perché non si sente capita ed apprezzata. Se invece di giudicarla per il suo modo di essere, le persone la conoscessero un di più, il suo è solo un misero meccanismo di difesa.

“«Forse a me piace la vita che faccio, forse non ho mai voluto niente di diverso o forse semplicemente ad alcuni la sorte spara un colpo in faccia e uno nel culo, ma che ne puoi sapere tu? Che ne volete sapere voi di cosa significa andare a cercare del cibo nei bidoni della spazzatura perché tuo padre ti ha congelato i conti e nessuno vuole assumerti perché sanno tutti di chi sei figlia, eh? Cosa ne sai di cosa vuol dire non avere più nessuno e ritrovarti con il naso in una striscia di coca solo per dimenticare che razza di merda è la tua vita?»”

Un racconto breve, esilarante, ironico con un’ottima morale.

Ti entra dentro con forza permettendo al lettore di provare le stesse forti emozioni di Elodie e Cade. Ha soddisfatto appieno le mie aspettative anzi, se devo essere sincera, mi piacerebbe molto sapere se alla fine Elodie e Cade riusciranno a coronare il loro sogno d’amore. 5 stelle.

A voi è mai successo di sentirvi non all’altezza della vita stessa? Come avete reagito?

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: