Il bosco dei sussurri
fantasy-dark fantasy
fazi editore
11 Novembre 2025
ebook-cartaceo
372
Benvenuti nel Bosco dei Sussurri, il grande parco dei divertimenti ai piedi degli Appalachi dove, tra mirabolanti montagne russe, giardini pittoreschi e collezioni di meraviglie, le fiabe del folklore diventano realtà.
Da qualche tempo, però, nessuno varca più i cancelli del parco per divertirsi. Virginia Strauss, matriarca della famiglia che da generazioni manda avanti il Bosco dei Sussurri, ha chiuso i battenti lasciandolo andare in rovina. A sua nipote Frankie, diciassettenne esuberante e irriverente, in realtà non poteva capitare nulla di meglio: ha vissuto in prima persona le tentazioni e la corruzione causate dalla ricchezza eccessiva, ed è pronta a dire addio alla gabbia dorata in cui è cresciuta. Ma quando Virginia scompare, Frankie capisce che i segreti e le colpe della sua famiglia sono più gravi di quanto immaginasse. Con l’aiuto del misterioso custode Jem, da tempo una delle poche persone vicine a Virginia, Frankie è determinata a esplorare ciò che rimane delle attrazioni ispirate alle favole tradizionali tramandate dagli Strauss, per scoprire una volta per tutte cosa si cela realmente dietro l’atmosfera magica che anima il parco.
Esordio fantasy dall’atmosfera dark e gotica sul peso dei segreti e sul coraggio di ritrovare la propria strada, Il Bosco dei Sussurri racconta di un luogo misterioso dove forze minacciose si nascondono tra le ombre, gli uccelli annunciano sventure e le favole non solo sembrano spaventosamente vere, ma rappresentano pericoli mortali.
«Dov’è Oma? Sospiro profondamente per tentare di alleviare la pressione che aumenta nel mio petto e, intanto, nella testa mi rimbalzano le parole che ha detto la notte scorsa. Sta per accadere qualcosa. Qualcosa di brutto.»
“Il bosco dei sussurri” di Jo Schulte è un fantasy dalle tinte dark, arricchito da sfumature gotiche e mistery, con un tocco di romance che completa perfettamente il mix. Edito Fazi editore.
Struttura del libro
Il romanzo si divide in due filoni narrativi che si alternano nei capitoli: da una parte, la storia di Oma, Jem e sua nipote Frankie; dall’altra, le fiabe raccontate dal Fabbricante di Fiabe. Queste fiabe non sono solo racconti, ma rappresentano le giostre del Bosco dei Sussurri, rendendo la narrazione ancora più suggestiva e immersiva. Questa struttura mi è piaciuta molto, perché intensifica la storia e aggiunge dettagli importanti che aiutano a intuire ciò che sta per accadere.
Ho trovato l’idea del parco divertimenti basato sulle fiabe davvero originale e affascinante: ogni storia prende vita attraverso le giostre, creando un’ambientazione unica e leggermente cupa, capace di aggiungere profondità e atmosfera al romanzo.
Inoltre, ogni fiaba porta con sé un insegnamento, arricchendo ulteriormente il significato della narrazione.
«Tutti noi abbiamo paura, Gisela. Ma questo non dovrebbe significare che non possiamo essere coraggiosi. Non significa che non possiamo fare ciò che è giusto».
Nella parte i
niziale del libro, l’elemento fantasy resta sullo sfondo, lasciando spazio a temi più profondi come la famiglia, i rapporti tra gli eredi e la figura della madre, proprietaria del Bosco dei Sussurri: il Bosco dei Sussurri è il nome del parco e viene ripreso da un elemento narrativo che scoprirete leggendo.
La componente fantasy e mistery entra davvero nel vivo con la misteriosa scomparsa di Oma. Da qui si sviluppano una serie di eventi sempre più coinvolgenti, capaci di tenere alta l’attenzione.
La storia d’amore fa da contorno ed è costruita come un bel slow burn, delicato e graduale, senza mai sovrastare la trama principale.
Ho trovato la scrittura molto scorrevole e particolarmente curata nelle descrizioni, fondamentali per rendere al meglio l’atmosfera del romanzo. Inizialmente tutto risulta tranquillo, ma via via l’atmosfera è sempre più cupa, con momenti d’azione, scene leggermente crude e colpi di scena inaspettati che lasciano con il fiato sospeso.
Finale
Unico piccolo appunto personale riguarda una scelta finale della protagonista: avrei preferito un tocco di coraggio in più. Questa sensazione viene in parte recuperata nel finale, ma resta comunque una mia impressione soggettiva.