Woody Allen sa attendere
Romanzo
Bookabook
27 marzo 2025
cartaceo e-book
279
Il rancore è un sentimento pericoloso che soffoca i coraggiosi tentativi di perdonare. Franca ci prova a dimenticare, ad assolvere sua madre. Ne legge le confidenze nei quaderni che la donna le affida, ma la verità che emerge è troppo diversa da quella dei suoi ricordi: una madre assente, i fratelli lontani, la lingua diversa dei nonni d'oltralpe, le bugie, gli abbandoni. Poi un'idea: e se la scrittura, anzi la riscrittura, della propria vita potesse aiutarla? E se solo nelle storie si potesse trovare un senso? E' così che prendono vita Mamadé, Sonia, Marta, Lia e Sara e Oumou. Donne che non sono sua madre ma, allo stesso tempo, hanno qualcosa di lei. Donne che forse sapranno perdonare.
“Vorrei solo ribaltare quel malessere che mi accompagna da sempre, riempire le crepe con attimi mancanti” da “Woody Allen sa attendere” di Antonella Iaschi
“Woody Allen sa attendere” è una storia di ricerca e perdono tutta al femminile. Inizia da Franca dall’infanzia rotta a causa dell’abbandono e dell’instabilità affettiva della madre. Durante una vacanza insieme a lei avranno occasione di parlare. La madre le consegnerà i propri quaderni con le sue memorie che saranno assai diverse dai ricordi di sua figlia. Sarà poi lei che deciderà di scrivere nel tentativo di rielaborare, perdonare e lasciarsi alle spalle il dolore. Incontreremo quindi altre figure femminili alla ricerca di qualcosa: una vita diversa, una pace tanto agognata, solidarietà, comprensione e riscatto.
“Quante vite può vivere contemporaneamente la stessa persona?” da “Woody Allen sa attendere”
Questo non è un romanzo semplice da recensire poiché non ha una trama lineare dal percorso classico, ma ne contiene tante che poi finiscono per unirsi come fili di un unico ricamo. Un bellissimo ricamo di complessa realizzazione e non alla portata di tutti. Le immagini descritte, i sentimenti narrati, i contesti rappresentati giungono a noi attraverso un lessico molto ricco, particolareggiato, di grande intensità e bellezza. L’autrice, di indubbio talento narrativo, sa come portarci efficacemente all’interno delle menti e dei cuori dei suoi personaggi, di fronte ai luoghi in cui si trovano. Lo fa con lentezza, il tempo pare dilatarsi e quindi il ritmo perde in rapidità.
Le narrazioni più lente a me non dispiacciono affatto. In genere lo sono proprio per permetterci di comprendere e assaporare le parole usate, apprezzando maggiormente l’effetto delle descrizioni fornendo alle nostre menti visioni più precise. Molti lettori invece prediligono letture più rapide e immediate dove prevale l’azione sulla descrizione, per questo reputo possa non incontrare il gusto di tutti.
“Non esiste una sola verità e probabilmente la vecchiaia custodisce quella più adatta alla persona che la rivive” da “Woody Allen sa attendere”
Si narra di storie familiari al femminile dato che le protagoniste sono donne. Il tema principale è la ricerca e il potere salvifico della scrittura oltre che il perdono. La pace alla quale anelano si configura attraverso la bellezza della natura nel magnifico sfondo della Calabria Ionica. L’autrice ce la descrive con amore, è come se la natura invitasse al rispetto e alla condivisione.
Tra le figure di spicco troviamo Franca che, in prima persona, ci racconta la sua storia. Franca è una figlia che vuole capire e ha bisogno di risposte che solo la madre le può dare. Non è giudicante nei suoi riguardi, ma è amareggiata per quel vuoto che si porta dentro dall’infanzia dov’è mancato il rapporto con colei che l’ha messa al mondo. Nonostante l’assenza della madre, Franca è cresciuta senza perdere la capacità d’amare, è andata oltre e ha avuto dei figli che adora ma si sente confusa.
Sua madre ormai anziana e malata, è stata una donna inquieta alla perenne ricerca d’amore e attenzioni, incapace di fermarsi e costruire una vita stabile. Era convinta di colmare i suoi vuoti attraverso il compagno (o marito) di turno. Questa sua inquietudine l’aveva portata a lasciare i figli senza nemmeno rendersi conto del danno emotivo che avrebbe causato loro con l’abbandono.
“Loro, che forse hanno perdonato, certamente un giorno, come sto facendo io ora, hanno indossato la corazza per resistere al tentativo di capire”
Mamadé invece è un esempio di forza e dignità. Una donna africana che ha amato al suo paese, un uomo italiano e con lui ha avuto una figlia. Era certa di aver trovato la felicità salvo poi scoprire l’inganno e conoscere l’abbandono. E’ colei che si è saputa reinventare, ricominciare da zero senza farsi travolgere dal rancore per amore della sua bambina. Rappresenta il rispetto e l’indipendenza. Ha capito che la vera felicità può esser raggiunta solo attraverso la condivisione, magari aiutando qualcun altro.
La storia di Oumou è terribilmente realistica, la più drammatica in assoluto ma anche significativa. Una giovane che non si perde d’animo nonostante la paura e la solitudine. Il suo percorso è doloroso ma lascia spazio alla speranza, con un finale che perdono Woody Allen approverebbe.
Amate i romanzi dalla bella scrittura e dai ritmi lenti o preferite l’azione?
Grazie per l’ inaspettata recensione. Che trovsto per caso. Antonella