We Were Grunge Book Cover We Were Grunge
Alessandro Bruni
narrativa
Paolo Emilio Persiani
aprile 2020
cartaceo
111

Il 18 maggio 2017 Chris Cornell, cantante dei Soundgarden, viene trovato morto in una stanza di Hotel a Detroit. Sono trascorsi oltre venti anni da quel pugno di tempo contrassegnato e dall'ultima onda di ribellione musicale. Kurt Cobain dei Nirvana e Layne Staley degli Alice in Chains sono morti da anni ed ora il destino è venuto a prendersi Cornell.

Un protagonista di cui non sappiamo il nome, con il suo sole e il suo tempo in bilico sul mondo, si allontana da casa e dalla famiglia, dagli impegni presi e dal lavoro. Vuole solo camminare e scrivere, scrivere e parlare con l'ultimo di quei ragazzi che fronteggiavano il pubblico, l'ultimo ora rimasto in vita, l'ultimo ancora sul palco, Eddie Wedder.

We Were Grunge è il racconto di questo cammino di stenti, questa disputa di anime che toccano il fondo e si contendono quello che resta, nella meschinità, nella passione, nella vergogna e nella verità, sino alla conta finale per capire se esiste  ancora una differenza fra soccombere e resistere.

 

“We Were Grunge” è uno di quei libri che vale la pena leggere.

Racconta la storia di un uomo, che l’autore preferisce lasciare senza volto e senza nome, di un padre, di un marito, che ad un certo punto della sua vita decide di fermarsi, di mollare tutto per un po’ e andarsene.

E l’evento che porta a questa decisione è il suicidio di Chris Cornell, cantante  grunge, leader dei Soundgarden, un suicidio inaspettato che lascia tutti con grandi interrogativi, che lascia tutti confusi. O forse non troppo confusi.


“Chris decide di morire dopo un concerto con i ragazzi, la sua band. L’ultimo applauso del pubblico fedele al Grunge che vuole che la vita e la musica siano una cosa sola.”


E con uno zaino sulle spalle inizia il suo cammino per arrivare in una casa in un bosco, un posto solitario, fuori dal mondo, dove potrà concentrarsi su se stesso e sul romanzo che ha nella testa, tenuto stretto per troppi anni e che ora preme per uscire.

Un romanzo che parla di ragazzi e di musica, e che porta fuori le paure e i muri mai riusciti a superare.

We Were Grunge ha la grande capacità di farti sentire dentro la storia.

Mi sono subito immedesimata nel protagonista, e non solo perché la musica raccontata con grande conoscenza è quella che amo, ma perché il viaggio del protagonista, sulle note di canzoni profonde, è un viaggio dentro se stessi, accompagnato da grandi icone, Kurt Cobain, Layne Staley, Chris Cornell, Eddie Wedder.

Il tutto è raccontato come una istintiva e lunga lettera rivolta proprio ad Eddie, unico sopravvissuto della musica Grunge, ed ogni posto, ed ogni pagina scritta dal protagonista, è accompagnata dal fantasma di una di questi grandi cantanti.

La lunga camminata è abilmente paragonata al loro percorso nella musica, interrotto spesso bruscamente ma analizzato con grande maestria.

L’autore è riuscito a scrivere in un modo appassionato e a trasmettere questa passione al lettore, senza nemmeno soffermarsi sui particolari fisici e caratteriali del protagonista, e questo rende grande omaggio alla sua capacità di scrittura.

Le parole suonano come le note di una canzone sentita mille volte ma che ancora struggono il cuore, in una ritmica per nulla scontata e sempre avvolgente.

“Kurt è bruciato in una folgore che ha avvampato una notte; Layne è marcito poco alla volta, al ritmo lento di una nenia meravigliosa, capace di cullare i peggiori sogni tossici, le dannate astinenze, ogni fallimentare tentativo di risalita verso la superficie.”

E quando si arriva all’ultima pagina di questa storia, dopo aver incontrato Chris, bello come un Dio, con quella voce perfetta, Kurt, protetto dalla sua maglia a strisce orizzontali e dal suo sguardo malinconico, Layne, così coraggioso e cosi disperato, ed Eddie, coi suoi occhi spiritati e quell’irrefrenabile desiderio di libertà, ci si domanda se tutto si possa riassumere in un insieme di anime ed in quella eterna lotta fra il soccombere ed il resistere.

We Were Grunge.

O forse no. We Are Grunge.

 

 

Alessandro Bruni è nato a Bologna nel 1972 dove esercita la professione di avvocato civilista. Sua l’ideale “trilogia dell’equivoco” composta dai romanzi: Ulisse aveva una figlia (Persiani, 2015), Killing Rock Revolution ( Persiani, 2017), La prossima estate (Persiani, 2019).