Vi avverto che vivo per l'ultima volta
Biografia
Mondadori
febbraio 2023
ebook, cartaceo
264
"Suora e prostituta" per i critici sovietici, esclusa dall'Unione degli scrittori, privata degli affetti più cari, diventata, durante la Seconda guerra mondiale, la voce più popolare della Russia sotto l'assedio nazista, indi rimessa al bando, sorvegliata, senza mezzi. Ha profuso ostinazione e fermezza. Ha patito come patiscono le anime che, anche quando cedono, non cedono. Non ha smesso di scrivere, anche quando la sua poesia si poteva soltanto passare di bocca in bocca. Ha saputo, alla fine della sua vita, essere quel che voleva diventare: la più grande poetessa, anzi, il più grande poeta russo dei suoi tempi.
Dopo essere entrato in quella di Dostoevskij, Nori entra in un'altra vita incredibile , ma questa volta ci rendiamo conto che, nell'avvicinare Anna a noi come siamo diventati, e noi alla Russia come è diventata, ci troviamo di fronte a un'urgenza crudele, a una figura che ci guarda, ci riguarda, e ci tocca più forte dove siamo ancora umane creature.
Con “Vi avverto che vivo per l’ultima volta”, Paolo Nori continua il suo impegno nel divulgare le vite dei più importanti scrittori russi. Quest’opera, più precisamente, è dedicata alla poetessa Anna Achmatova, nata nel 1889 e morta nel 1966, che visse una vita terribilmente difficile negli anni forse più complicati della Russia Moderna.
“Il miele selvatico sa di libertà,
la polvere del raggio di sole,
la bocca verginale di viola,
e l’oro di nulla.
La reseda sa d’acqua,
e l’amore di mela,
ma noi abbiamo appreso per sempre
che il sangue sa solo di sangue…” (cit. Anna Achmatova)
Paolo Nori, però, non si limita a narrarci i fatti della biografia della Achmatova, ma ci trasporta in un viaggio fatto di ricordi e di aneddoti della sua vita e del suo passato, che, a volte, fanno sorridere, altre volte portano alle lacrime.
Ci parla di Togliatti, la sua compagna, di Battaglia, sua figlia, dei suoi numerosi viaggi in Russia e del suo amore per la poesia e la narrativa di quel paese che, fin dagli albori, lo hanno fatto sanguinare dentro.
“Sii maledetto. Non sfiorerò con gemiti
o sguardi l’anima dannata,
ma ti giuro sul paradiso,
sull’icona miracolosa
e sull’ebbrezza delle nostre notti ardenti:
mai più tornerò da te.” (cit. Anna Achmatova)
Ne nasce un ritratto bellissimo di una lingua e di una terra meravigliose e, soprattutto, un dibattito, nato agli inizi del 2022, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, sul fatto di censurare la letteratura russa o anche tutte le parole che contengono riferimenti a quella cultura. Nori è sicuro (e, probabilmente, chi è sano di mente lo è con lui) che la letteratura, e la cultura in generale, non debba essere mistificata o strumentalizzata politicamente. E lo ripete più volte tra le pagine, rendendo la sua voce così giusta e potente che qualsiasi strana idea di blocco o censura sparirebbe dalla mente di chiunque.
Ho amato tutto di “Vi avverto che vivo per l’ultima volta”, che intreccia due storie di vita, quella dell’Achmatova e quella di Nori. E mi sono ritrovata spesso ad emozionarmi e a commuovermi sia per le crudeltà vissute dalla poetessa sia per la bellissima ingenuità dello scrittore di fronte alla bellezza di un tramonto a San Pietroburgo e alla sua capacità di essere semplicemente se stesso, nonostante sia diventato, negli ultimi due anni, il più importante divulgatore della cultura russa in Italia.
“Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all’inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato” (cit. Anna Achmatova)
Mi piacerebbe trovarlo alla Coop, dove afferma di fare la spesa, e scambiare con lui una stretta di mano perché, dopo la lettura, è come se fosse diventato mio amico (un po’ come diceva il giovane Holden dei suoi scrittori preferiti…).
La storia di Anna Achmatova, poetessa che ho amato fin da adolescente, mi è entrata dentro e mi ha dato la possibilità di conoscere i retroscena delle sue poesie, che ho amato con fervore e che, ancora adesso, riescono a scuotermi dentro nel profondo.
“Vi avverto che vivo per l’ultima volta” è una biografia romanzata, ma con grandissima accuratezza delle fonti, che ti fa essere meno triste per la tua esistenza, ma un po’ più triste per l’attuale vita dei russi; un po’ meno sola grazie a Paolo Nori, ma anche un po’ più consapevole che la bellezza della poesia e della prosa sgorgano sempre da vite difficili, eppure indimenticabili.
Vi consiglio moltissimo questa lettura, sia che amiate i russi sia che non li amiate, vi aprirà gli occhi e vi emozionerà.
Conoscevate Anna Achmatova?
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐