Varie cose sulle sequoie e sul tempo
romanzo
Iperborea
12 novembre 2025
cartaceo, ebook
304
Dieci anni, capelli rossi e lentiggini, una valigia piena di vestiti troppo pesanti e una fervida immaginazione: è il ragazzino che un giorno d’estate lascia l’Islanda e atterra a Stavanger, in Norvegia, per passare la stagione dai nonni. In un paese straniero e tutto da scoprire, a guidarlo saranno poche certezze. A cominciare dagli amici immaginari Tarzan e Piè Veloce, venuti con lui da Reykjavík, fidi compagni di avventure ed esperti di boschi – che purtroppo in Islanda non esistono. E poi ci sono i nonni, sequoie incrollabili: lei, donna d’acciaio, pratica e volitiva; lui, sensibile imbianchino appassionato dei libri di Gunnarsson e procacciatore di brennivín, panacea di tutti i mali. Insieme a loro vive una ragazza, sorellastra del bambino, che ormai è diventata grande e non ha più tempo per i giochi del passato, anzi vuole solo partire per Londra e studiare l’inglese. Ma al ragazzino serve anche l’amicizia di chi come lui deve affrontare le speranze, i turbamenti e le rivelazioni dell’infanzia: il sogno di non crescere mai e restare sempre con gli amici, sigillato in un patto con Björn ed Eirik; la curiosità per la storia dell’universo, che gli racconta Helge; il terrore per il grosso ragno che vive sotto il suo letto e lo attacca nei sogni; e soprattutto, la folgorante scoperta dei Beatles, con cui guarire il cuore di Tora dalle lunghe trecce prima dell’inevitabile addio. Con nostalgia e uno sguardo divertito e ironico, Stefánsson segue l’urgenza della memoria e riporta il lettore alle lunghe estati d’infanzia, quando la vita sembrava sospesa e bisognava ancora trovare il proprio posto nel mondo, i tradimenti erano un gioco e le scoperte un’avventura.
È un’avventura ricca di emozioni “Varie cose sulle sequoie e sul tempo” il romanzo di Jón Kalman Stefánsson edito Iperborea, casa editrice che ci porta veri tesori della narrativa e non solo, dal mondo.
“Chiedo scusa, ma ribadisco che adesso ho dieci anni e il sorriso del nonno è il cielo sopra ogni cosa, poi la nonna si chiama verso di me e mi riempie il naso di un odore dolciastro carico di caffè, di tabacco, di vita.”
Jón Kalman Stefánsson, autore islandese che amo tantissimo, che passa con disinvoltura dalla poesia alla prosa, spesso intrecciando entrambe per creare una lingua tutta sua, in “Varie cose sulle sequoie e sul tempo” ci accompagna in un viaggio nei ricordi. È un ragazzino il protagonista del romanzo, dieci anni, tante lentiggini quante le storie che popolano la sua strabiliante fantasia. Con una valigia piena di abiti pesanti, il piccolo dai capelli rossi prende per la prima volta l’aereo, e dalla sua casa in Islanda arriva dai nonni a Stavanger, in Norvegia.
“Ma mentre me ne sto lì seduto, coi capelli rossi a soli dieci anni, la nonna mi sorride dal sedile davanti e il nonno sotto il cappello guarda la strada, ecco, in quel momento il tempo non esiste affatto, c’è solo l’infanzia, quando tutto può succedere, oppure tutto succede.”
In questa movimentata estate norvegese, non lo aspettano solo avventure e nuovi amici, posti da esplorare e spedizioni incredibili ma anche tanti momenti da trascorre con i nonni, esperienze che saranno un bagaglio emotivo prezioso per il lui adulto. Avventure tante, ma anche paure, quelle di ogni bambino o quasi: il buio, i ragni, le cose che di notte prendono vita, la morte, che a dieci anni si capisce solo un po’. Amo le poesie di Jón Kalman Stefánsson e il suo stile narrativo schietto e pulito, il suo narrare che ti fa sembrare di stare ascoltando una storia intorno a un fuoco, i suoi toni che sono intimi, a volte buffi, spassosi e anche sentimentali.
È disarmante la dolcezza con cui l’autore ci racconta una storia, in apparenza semplice, ma che in realtà ci riporta a quel momento delicato che segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Quando i giochi, le scoperte, gli amici immaginari, i primi innamoramenti, si mescolano alla presa di coscienza del dolore, del lutto e della perdita, in quel momento “si diventa grandi.”
Tra realtà e immaginazione, il racconto si dipana in capitoli brevi narrati in prima persona, la scrittura si fa brillante e coinvolgente, si passa dai ricordi alle riflessioni, dai sogni alle paure. L’autore di Reykjavík dipinge paesaggi e personaggi, azioni e pensieri, in maniera vivida. La sua scrittura è ricca di descrizioni ambientali che diventano quadri fotografati con l’inchiostro. Ti colma l’anima con la tenerezza, ti strappa più di una risata e ti lascia nel cuore un personaggio indimenticabile.
È speciale e unico il modo di raccontare di Jón Kalman Stefánsson: gli episodi che troviamo in “Varie cose sulle sequoie e sul tempo” sono in realtà eventi semplici, ma lui riesce a renderli di grande impatto proprio per la sua disarmante semplicità.
“In altre parole, ho acquisito una profonda maturità e probabilmente l’acqua cristallina dell’ infanzia si è intorbidita un po’.”
Quel ragazzino dai capelli rossi e le lentiggini, dall’ immaginazione smisurata e dal cuore puro è proprio il nostro autore che, seguendo l’esigenza di raccontare, ci lascia con ironia, nostalgia e quella malinconia con cui tutti noi ammantiamo l’infanzia, una storia imperdibile.
Perfetto per chi, ogni tanto, guarda ancora il mondo con lo sguardo trasognato e un po’ ingenuo di un bambino, per chi ricorda con nostalgia e affetto i giorni trascorsi con i nonni e per chi vuole leggere una storia originale in cui risate e poesia creano una lingua specialissima. Da leggere ascoltando un disco dei Beatles, immortali come i ricordi importanti, come i sentimenti che ci legano anche a chi non c’è più ma vive ancora nel nostro cuore.
“Nonna e nonno. Due parole che ti sanno consolare come una religione, come le sequoia.”

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.