Un'onda
Romanzo contemporaneo
Bertoni Editore
26 giugno 2023
Cartaceo, ebook
192
Da alcuni mesi Francesco è a casa da solo, dovrebbe partire, ma non riesce a farlo. Laura è lontana per lavoro e lui, dopo un primo breve viaggio, tarda a ritornare da lei. Anche il suo lavoro di scrittore non va avanti. Qualcosa lo blocca.
Finalmente i consigli di vecchie e nuove amicizie riescono a smuoverlo e così si avvia, in moto, in quel viaggio che da tempo pensava di intraprendere per raggiungere la sua compagna. Sarà una lenta presa di coscienza che, attraversando l’Italia, lo porterà tortuosamente verso la meta. Senza fretta, assecondando gli incontri e le casuali deviazioni.
Scoprirà così l’origine delle sue angosce e cosa del suo mondo è cambiato. Riuscirà anche a concludere il suo libro.
“Un’onda” di Andrea Crestale, edito Bertoni Editore, racconta di un viaggio che è stato difficile portare a termine. Laura e Francesco sono i protagonisti. Fidanzati, vivono lontani per lavoro.
L’autore mette in luce una giovane donna in carriera e un fidanzato che mostra tutte le sue insicurezze.
“Laura mi ha telefonato. Si è arrabbiata per la mia indecisione. Incertezze che non hanno motivazioni. Inerzia trasversale. Sul mio lavoro, sui miei affetti. Inerzia che si nutre di solitudine. Circolo vizioso e sterile che annichilisce. Incertezze che pesano”
Viene toccato il tema della precarietà e dell’apprensione, che fanno perdere anche la naturale alternanza di sonno-veglia. È Francesco a raccontarci di come lui e Laura si sono conosciuti e di quanto siano diversi caratterialmente.
La ragazza ha un carattere deciso e affronta ogni situazione senza alcun timore. Il ragazzo è l’opposto: si adagia, si illude, gli manca l’azione. La delicatezza della scrittura di Andrea si coglie da brevi descrizioni:
“Il desiderio di incontrarla per me è diventato sempre più un’idea vaga e lontana, poco concreta. Forse anche per lei sarà stato così. Evidentemente pescare nei ricordi è stato solo un modo per cercare nostalgie senza che questo rappresentasse un vero desiderio di rivedersi… Forse non sempre abbiamo bisogno di nuovi specchi dove guardare noi stessi.”
“Un’onda” è quello che sogna Francesco con la sua moto, parcheggiata a picco sul mare, come se guardasse le onde che si infrangono contro gli scogli.
I personaggi di Andrea, in questo romanzo, come in “Il viaggio, gli stivali, lo zaino” – che ho recensito recentemente – amano camminare, in silenzio.
A Francesco piace farsi avvolgere dalla routine: “colazione, scrivania, giardino, pranzo, scrivania, camminata, commissioni, cena.”
Quello che ci propone l’autore è un viaggio pensato, ma con poca voglia di progettarlo davvero. Ad esortarlo a partire è una sensitiva, Giulia, una signora che prevede gli eventi prima che accadano. È un bel personaggio, positivo, che mi ha trasmesso serenità.
“Ripete spesso che bisogna avere fiducia nella vita e ricavare energia dal sole, dalla luna e dalla terra, di non arrabbiarsi mai perché questo ammala il mondo e poi si fatica a guarirlo. Di tenere sempre in mente la luce, di non scoraggiarsi e lasciarsi aiutare dai propri spiriti guida” – Andrea Crestale
Il blocco di Francesco come scrittore sembra riflettersi in una certa pigrizia nello spostarsi e nel guardarsi intorno. È come se quell’immobilismo fosse diventato un alibi per non fare niente. Persino gli eventi imprevisti, quelli che spezzano la sua routine, creano nel protagonista tante e indefinibili aspettative.
Lo stile di Andrea Crestale è poetico, anche quando parla di chitarre e di strumenti musicali:
“Vedi, sono come persone discrete, silenziose, che attendono di poter dialogare con qualcuno. Quando le prendi in braccio cominciano col sussurrarti qualcosa. Tu le accordi e, come se fossero carezze, loro si intonano, poi quando le sfiori parlano”
Leggendo il libro si ha l’impressione di camminare al fianco di Francesco, percepire il ritmo del suo respiro e l’umidità della nebbia che lo avvolge.
Anche in questo romanzo c’è molta introspezione. Possiamo cogliere i ricordi, a volte confusi, del protagonista e percepire i suoi silenzi. Per superare le angosce che lo affliggono, è necessario che parta veramente.
“Il blocco sono io. È dentro di me. Questa è la vera interpretazione dell’enigma. Non intraprendere con leggerezza le cose che voglio fare le fa diventare più difficili da affrontare e ne impedisce la realizzazione… è una difesa. Permane l’incapacità di volere in modo forte, determinante, definitivo, anche folle se occorre.”
Quello di Francesco è un viaggio in solitaria, il cui unico e fidato amico è il faro della sua moto, che illumina in profondità là dove la sua vista non arriverebbe.
Il viaggio è lungo ventinove capitoli più l’Epilogo. Capitoli brevi, pieni di colori, profumi e impressioni, nei quali si affacciano, di tanto in tanto, dei frammenti di dialoghi che Francesco ha avuto nel tempo con Laura.
Brandelli di discorsi che ritornano in mente al ragazzo e che fanno capire, a lui e a noi, come i due fidanzati siano così diversi e distanti.
“La solitudine viene da lontano, mi insegue, è diventata estenuante, non è come la stanchezza alla quale ogni tanto si può rimediare. È solo assenza, di parole, di sguardi, di contatto, di Laura.”
Consiglio a tutti di lasciarsi trasportare dalle riflessioni di questo romanzo.
4 stelle ⭐⭐⭐⭐✰

Mi chiamo Alessia. Sono un’insegnante di matematica e inglese. Vivo in provincia di Pavia. Adoro leggere (soprattutto gialli), fare yoga e cucinare.