Chi non conosce i Cammini di Santiago?
Saverio Pio di Cosmo, nel suo diario di viaggio “Unendo i punti” edizione Bookabook, racconta il suo mese in viaggio percorrendo il Cammino del Nord, il cammino della Costa.
Questo è descritto come il cammino più impegnativo per i dislivelli che si incontrano, per le salite che mettono alla prova i pellegrini. Ma è anche il cammino in cui costeggi per la maggior parte dei giorni il mare e i panorami sull’Oceano sono impagabili, dopo decine di chilometri percorsi a piedi in compagnia di se stessi: tutto è più colorato, tutto è più intenso, tutto è, semplicemente, più vero.
Saverio parte da solo, dopo avere superato un invasivo intervento chirurgico, la depressione e l’incertezza e l’insoddisfazione dei suoi progetti futuri.
Perchè cammini?
Chi si avvicina ai Cammini, lo fa per mille motivi diversi: ma alla fine tutti acquisiscono una consapevolezza interiore che va molto oltre alla semplice camminata. Il Cammino ti cambia e ti trasforma in una versione più autentica di te stesso.
Non ho ancora avuto l’occasione di organizzare un mio Cammino, ma nei brevi trekking in montagna, ho sempre sentito dei cambiamenti avvenire sia durante i momenti faticosi, che durante le ore di riposo nei rifugi, ammirando le stelle alla sera.
Comprendo quanto la scelta di partire possa essere impegnativa: mettersi a nudo, spesso significa dover mettere in discussione una vita intera.
Si parte da soli, si cresce da soli, ma nelle tappe si incrociano sempre persone e anime che il destino ci affianca per un buon motivo. L’ascolto è essenziale: non solo quello per se stessi, ma quello nei confronti degli altri.
“Sono estremamente grato di tutto e, soprattutto, sono grato di avere incontrato Andrea. Un uomo virtuoso, un maestro, un amico. lo porterò nel cuore.”
Le storie si intrecciano, le amicizie si consolidano, i ricordi si costruiscono e la consapevolezza di cosa vale davvero cresce a dismisura.
Fino a farci capire quali sono davvero le cose che valgono.
Trova il tuo tempo
La lentezza è la caratterista principale: quando arrivi, arrivi. Non c’è mai competizione.
La scelta di partire e percorrere il Cammino, porta certamente entusiasmo e curiosità, ma anche inquietudine e irrequietezza: arriverò fino alla fine, sarò in grado di superare le difficoltà materiali delle giornate e sarò in grado di sostenere una rinascita, mettendo in dubbio la mia vita?
Saverio parte con oggetti vari da lasciare lungo il percorso. Appartengono a persone a lui care, invierà loro la posizione e profonde riflessioni, in modo che quando toccherà a loro partire, potranno aver un progetto: ritrovare il ricordo di un amico che in questo lungo percorso ha avuto il tempo di pensare a loro.
La mia casa
Lo zaino diventa la tua casa portatile, le cose davvero essenziali sono poche, la condivisione diventa una scelta: ci sono giorni in cui il desiderio è quello di esplorare in solitudine e serate in cui, negli ostelli, si cucina insieme e si condivide la giornata.
Il bene più prezioso che la società moderna ci “impone” è la casa materiale. Nei cammini perde di importanza: casa è dove ti senti in equilibrio, e può essere un posto qualsiasi oppure semplicemente la serenità di stare bene con te stesso senza desiderare qualcosa. Un quaderno e una penna con cui prendere appunti, 2 buone scarpe per camminare senza vesciche, il cibo del paese locale da dividere con gli altri.
“Dopo quella centrifuga di emozioni, ho camminato per molto tempo con un’aura magica attorno.”
Mi ha davvero sorpreso lo spirito di comunità e di unione che si respira in ogni tappa: nessuna discriminazione, nessun problema di lingua, tutti condividono quello che hanno senza aspettarsi un ristorno. L’adattabilità a vivere camminando a piedi per decine di chilometri, dormendo in letti usati mille volte, lavandosi in bagni comuni, viene vissuto in modo talmente naturale da mettere in dubbio la giustezza della vita “tradizionale”. Quanto è naturale e rilassante adattarsi e lasciare che le cose scorrano senza combattere, senza fare “guerre” per ottenere piccoli spazi di vita spesso inutili…
Pronta per partire
Che dire: la vita quotidiana del pellegrino che descrive Saverio, è molto attraente. Alti e bassi ci sono sempre, ma sono finalizzati al miglioramento personale alla creazione di una individualità equilibrata che riesce a rallentare, anche i pensieri, che vede con chiarezza quale sia il ritmo naturale dei passi per raggiungere una meta. Essenziale la consapevolezza di lasciare i ruoli sociali imposti e le aspettative altrui.
Trova la tua strada, non solo quella fisica.