Una vita felice
Romanzo
Astoria
19 settembre 2025
Cartaceo E-book
240
La vita di Éric è da tempo segnata dall’assenza di felicità. Così, quando l’ex compagna di classe Amélie lo contatta per fargli un’offerta di lavoro, lui non ha niente da perdere, tanto più che l’incarico è prestigioso: suo collaboratore al ministero degli Esteri. Un disastroso viaggio di lavoro in Corea, però, rovescia le carte: la scalata al successo di Amélie s’interrompe bruscamente e il suo matrimonio perfetto si sfascia, mentre Éric riporta in Francia una folgorante idea di business, che riscuote subito un enorme successo: un’agenzia che permette di organizzare il proprio funerale… da vivi, facendo così diventare la morte (simulata) una specie di terapia in grado di aprire la strada verso una nuova vita, forse persino verso la felicità. Ma, un giorno, proprio alla ricerca di una nuova vita felice, nell’agenzia di Éric si presenta Amélie…
“Eric sembrava un uomo intrappolato per sempre nel mese di novembre” da “Una vita felice” di David Foenkinos
“Una vita felice” di David Foenkinos (Astoria editore) è l’incredibile storia di un uomo, Eric, che rinasce grazie ad un’attività che organizza funerali per persone vive. Si tratta di simulazioni vere e proprie dove chi si sente demotivato e morto interiormente, grazie a quest’esperienza, torna ad apprezzare la vita. Tutto era iniziato da una sorta di depressione che aveva reso Eric passivo e apatico. Aveva un ottimo lavoro che non lo soddisfaceva più da tempo e una vita privata deludente. Poi, una ex compagna di studi, Amelie, l’aveva ricontattato e gli aveva offerto un’eccellente posizione nell’agenzia dove lei stessa lavorava con successo. Aveva accettato impegnandosi a fondo, ottenendo ottimi risultati sino a quando il suo malessere si era ripresentato. Aveva mandato all’aria un’importante collaborazione coinvolgendo anche Amelie
la quale aveva perso di credibilità e la sua vita era andata a rotoli. Anni dopo lei si ripresenta al cospetto di Eric. Con quale scopo?
“Ma il desiderio dell’altrove restava più forte della paura, nell’incessante battaglia tra le nostre pulsioni e i nostri timori”
David Foenkinos è uno dei miei autori preferiti. Ha un tocco lieve nel raccontare le sue storie, uno stile fluido e arioso, ovvero ad ampio respiro poiché riesce a creare legami emotivi tra lettori e personaggi, e questo ci coinvolge. Si avvale di un linguaggio semplice e di figure retoriche che ci fanno entrare nella storia e ci mettono a nostro agio. Amo i suoi personaggi. Si tratta perlopiù di uomini comuni (per aspetto fisico, stile di vita, fragilità) caratterizzati da una rara sensibilità che non manifestano apertamente. E’ come se ritenessero di non poterselo permettere. Forse per non fornire un facile bersaglio al dolore di una vita che li ha delusi? O per timore di un’esplosione con relativa inguaribile crisi esistenziale? Non si sa esattamente la ragione ma le ipotesi si sprecano. Il risultato è solitudine, insoddisfazione e apatia. Tutto questo conduce inevitabilmente ad un implosione e alla tanto temuta crisi.
La trama si ambienta in Francia ai giorni nostri, il ritmo di lettura, che non è mai veramente lento, va acquistando rapidità pagina dopo pagina. La suspense non manca. Questo perché diventa inevitabile cercare risposte e indispensabile averle il prima possibile.
“Poteva essere orgoglioso della carriera professionale, ma il suo disagio ha spesso fatto di lui una persona assente dal mondo”
Perché Eric sta così male da mandare all’aria il suo matrimonio e rinunciare ad avere un legame più stretto con il figlio adolescente? E’ un uomo ancora giovane e pieno di prospettive. Ha fatto carriera alla Decathlon partendo da una modesta posizione, proprio grazie alle sue capacità, precisione e professionalità. Quali radici ha il suo malumore, la sua apatia e demotivazione? Appare indifferente a tutto, chiuso nei suoi silenzi e totalmente privo di stimoli.
Cos’ha spinto Amélie a rivolgersi a lui per quell’importante incarico all’interno della società dove lei stessa occupava un ruolo di rilievo? Era una sua ex compagna di studi, ma non erano mai stati in confidenza. Lui l’ammirava per la sua sicurezza, per l’ambizione e il voler emergere distinguendosi dagli altri. Ma non erano mai stati amici. Eric era però sicuro che lei avrebbe avuto successo nella vita.
“Amélie Mortiers ha vissuto molti anni di felicità fino al momento in cui la vita ha deciso di non essere semplice come previsto”
E Dominique, perché sembra sempre avercela con lui? E’ sua madre ed Eric è il suo unico figlio. Un bravo figlio, obbediente e sin troppo remissivo. Perché non è mai fiera dei suoi successi e lo tratta come un perdente? E’ sempre fredda, scostante, offensiva e perennemente infelice.
Il soggetto del romanzo è assai originale anche se qualcuno potrebbe trovarlo bizzarro. Assistiamo all’esorcizzazione della morte come mezzo per tornare alla vita. L’autore ne parla in modo sempre rispettoso, mai irriverente. Si affronta anche la tematica della depressione raccontata come una sorta di buco nero, una morte interiore che pare qualcosa di definitivo a chi la sta vivendo. La simulazione della morte del corpo con successiva rinascita, è forse una metafora? Ci invita forse ad avere fiducia nella guarigione dell’anima? Ci dice che la vita può cambiare da un momento all’altro, imprevedibilmente e indicarci la strada giusta. Il messaggio è quindi positivo poiché trasmette ottimismo, invita alla riflessione e ci fa pensare che anche un muro che ci sembra insormontabile offre i suoi appigli. Esistono anche se a volte ci sembrano invisibili.
“La tempesta che soffiava dal mio passato si calmò”
Amate le storie di rinascita raccontate con una buona dose di originalità?