Una strada tranquilla
Thriller psicologico
Fazi Editore
15 aprile 2025
Cartaceo, ebook, audiolibro
322
Chi non vorrebbe vivere a Brighton Hills? Questo esclusivo comprensorio residenziale sulla costa dell’Oregon è il mix perfetto di lusso e bellezza naturale: splendide case si ergono sotto possenti abeti, rigogliosi giardini si estendono fino al lungolago. Chi vive qui conduce un’esistenza agiata e mondana, scandita da eventi di beneficenza, partite a golf e bevute tra conoscenti; è il tipo di posto in cui i vicini si prendono cura l’uno dell’altro. A volte fin troppo. Cora, quarantenne organizzatrice di eventi, è certa che suo marito la tradisca; deve solo coglierlo sul fatto. Per smascherarlo assolda la fedele dirimpettaia Paige. Dal canto suo, Paige non si dà pace da quando il figlio ha perso la vita in un incidente e, convinta che il responsabile si celi tra i residenti del comprensorio, ha preso a spiare compulsivamente i vicini in cerca del colpevole. Nel frattempo, la nuova vicina Georgia, giovane inglese giunta da poco a Brighton Hills al seguito del marito, si comporta in modo sempre più strano. Ma cosa potrebbe mai nascondere una madre così adorabile?
“Una strada tranquilla” è un romanzo di Seraphina Nova Glass, edito da Fazi Editore.
La strada del titolo è Brighton Hills dove “è tutto così verde, così ordinato, così … falso.”
Gli abitanti del luogo cercano di celare i loro segreti dietro alle porte chiuse delle loro abitazioni. Eppure tutti sanno che cosa succede in quel piccolo mondo apparentemente monotono nel quale:
“La gente è cortese, il quartiere tranquillo, ma quella notte accadde qualcosa che proprio non poteva passare inosservato.”
I trentacinque capitoli di cui si compone il libro sono dedicati, alternativamente, a ciascuna delle tre protagoniste.
Paige Moretti cura il suo giardino mentre calde lacrime le rigano il viso pensando a Caleb, suo figlio, che non c’è più. In mezzo alle sue calendule, aggredisce chiunque per un nonnulla.
“Non ce la faceva a trattenersi o a sforzarsi di essere gentile. Un tempo lo era, gentile, ma adesso è come se qualcuno le avesse riprogrammato il cervello. Lì dove risiedeva l’empatia abita ormai la diffidenza.”
La sua vita, dalla morte di Caleb, sembra diventata un film dell’orrore. Sono i ricordi ma, soprattutto, i rimpianti a devastarla: tutto quello che avrebbe voluto fare con suo figlio e che invece non è riuscita a condividere. D’altronde lei era sempre al lavoro. Viveva per il suo ristorante. Non sopporta più nemmeno Grant, suo marito, che, rassegnato, si trasferisce a vivere sopra il loro locale, il Moretti’s.
“Nessuno dei due sopportava il modo in cui l’altro affrontava il lutto.”
Chi era stato a uccidere Caleb in quella gated community in cui vivevano? Doveva essere stato uno dei vicini.
Cora è in perenne lotta con la linea. Ma la domenica che male c’è a preparare dei pancake al cioccolato per colazione?
Lei pensa costantemente al cibo, anche se non dovrebbe. Infatti sta organizzando una cena di beneficenza nel ristorante di Paige e Grant. Nel giardino dietro casa sua vede la giovane vicina, Georgia Kinney, spingere distrattamente la figlia Avery sull’altalena con lo sguardo perso nel vuoto.
Cora non si capacita di come possa essere sempre triste con il fisico che si ritrova. In realtà, la ragazza soffre di agorafobia, ha paura di uscire di casa.
Finn, il marito di Cora, non dà importanza a quello che accade. Cora, invece, ne dà fin troppa.
Come si fa a non sospettare anche del proprio marito quando trova scritto, nella sua agenda, appunti criptici:
“APERITIVO CON C. (…)
Chi è C? Di certo non Cora, perché non ho ricevuto nessun invito. Carrie, Cheryl, Claire, Chloe. Conosco qualcuna che inizia per C? Una delle sue assistenti si chiama Celine, se non sbaglio. O Chelsea? La spina dorsale inizia a formicolare, le mie guance avvampano.” – “Una strada tranquilla”
Georgia si annoia sempre reclusa in casa. Lucida anche ciò che è già pulito. La sua vita però non era sempre stata così. Lavorava in un resort di lusso nel sud della Francia, quando incontrò Lucas, il suo futuro marito americano.
“Traboccavo di vita. Prendisole, lucidalabbra, capelli luminosi e tanta allegria. Avevo ventisei anni e, dopo aver messo abbastanza soldi da parte, contavo di tornare a Londra e finire la specializzazione. È quella la persona che Lucas ha visto: la persona che ero allora.”
Si sposarono in spiaggia e si trasferirono negli Stati Uniti. Tutto andava bene fino a quando “arrivò quella terribile notte che cambiò tutto. Che cambiò me.”
Cora, delle tre protagoniste, è la più attiva e la più impegnata ad organizzare eventi, a voler aiutare Georgia ad uscire dal guscio in cui si era rinchiusa e a voler trovare le prove del tradimento di Finn.
Non avendo soldi suoi, dato che non aveva mai lavorato, e non potendo permettersi di pagare un investigatore privato, stipula un patto con la sua amica Paige. Sarà lei a cercare di sedurre Finn per avere le prove della sua infedeltà.
“Mi tremano le mani, e dovrei dirle di no, che è una cosa da pazzi, ma penso anche che potrebbe essere la mia unica occasione. Perciò sollevo il bicchiere e lo batto contro il suo.
<D’accordo>, ripeto. <Ci sto>.”
Lucas e Georgia sembrano la coppia perfetta: giovani, belli, con una bambina piccola, ma nulla è come sembra.
Pensavo a Finn come il personaggio peggiore di tutta la storia, ma mi sono dovuta ricredere.
Un’altra storia è ancora più subdola e inquietante, chiusa dietro le serrande di una villetta linda e ordinata.
“Lui non lascia niente al caso, controlla ogni dettaglio. Ha pianificato tutto fin dall’inizio.”
Le tre protagoniste si osservano a vicenda, ognuna di loro ha un piano e, nel corso della narrazione, le loro esistenze si evolvono.
“Cora, invece, non lo vede perché è distratta da Georgia. Paige osserva allora Cora che osserva Georgia che cerca di piegarsi in avanti per prendere la bambina ma non ci riesce; si stringe le braccia attorno alla vita, con una smorfia di dolore.”
Il libro di Seraphina Nova Glass, pur facendo parte della Collana Dark Side, non mi ha entusiasmato. Non sono riuscita ad empatizzare con nessun personaggio. In particolare, non mi è piaciuto il repentino cambiamento di Paige: da madre affranta e depressa si trasforma in una detective sfrontata e arrivista.
Ho trovato l’ambientazione piatta e, a tratti, claustrofobica. Certo, le scene si svolgono principalmente in una strada ma, anche quando la scena si sposta in altri ambienti, l’oppressione, e una certa dose di noia, permane.
Non ho avvertito la tensione salire, come dovrebbe essere in un thriller; mi è mancata la suspense.
Sono stata attirata dal titolo e dalla cover, indubbiamente accattivanti ma, per me, quella strada rimane fin troppo tranquilla.
(2 stelle)

Mi chiamo Alessia. Sono un’insegnante di matematica e inglese. Vivo in provincia di Pavia. Adoro leggere (soprattutto gialli), fare yoga e cucinare.