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Recensione: “Una single in fuga” di Beatrix Pezzati, Self-publishing

Una single in fuga Book Cover Una single in fuga
Beatrix Pezzati
romanzo di formazione, rosa
Self-publishing
dicembre 2019
cartaceo, ebook
375

“Avete presente quel tipo di ragazza che ha successo nella vita, è vincente nel lavoro e fortunata in amore? Beh, quella non sono io.”

Emma è una ragazza che scappa da se stessa e dai continui fallimenti, mentre insegue l’amore e la realizzazione personale. Tra cadute e colpi di fortuna capirà che solo cambiando se stessa potrà cambiare il suo destino e trovare l’ingrediente segreto della felicità.

Una single in fuga è un romanzo rosa di formazione nel quale amore, amicizia e famiglia sono i temi dominanti di una trama ironica e movimentata, ambientata tra Londra e l’isola di Maiorca.

 

“«Signorina Applewhite, dall’altra parte della strada una ragazza sta facendo il suo nome»
«Dove? Non vedo nessuno» dico voltandomi dalla parte opposta abbassando la testa.
«Laggiù. La ragazza col cappotto blu in procinto di attraversare.» Cahill mi indica la direzione con la mano.

Dietro alle macchine che sfrecciano in strada, Mizuki guarda a destra e a sinistra aspettando il via libera per raggiungermi.

«Mi dispiace, non vedo proprio nessuno.» Provo a ripararmi dietro di lui, ma la sua corporatura è insufficiente a nascondermi. Il suv davanti a noi parcheggiato al bordo del marciapiede, però, è perfetto. Mi fiondo dietro l’auto rannicchiandomi il più possibile.
«Scusi. Che cosa sta facendo? È sicura di sentirsi bene?»

Mi domanda perplesso vedendomi accovacciata dietro alla macchina”

 

Sembra paradossale, assurdo, quasi inverosimile, eppure è così! Emma è la simpaticamente “sfortunata” protagonista di Una single in fuga, di Beatrix Pezzati, che oggi recensiamo per voi.

Sailormoon Bunny - Mankey NewsSimpaticamente non è un aggettivo che uso a caso: durante la lettura del romanzo, infatti, difficilmente si riesce a cancellare dal volto il sorriso. Lo stile narrativo è fresco, dinamico e il contenuto della narrazione piacevole e divertente. Mentre leggevo la storia di Emma, infatti, non riuscivo a fare a meno di immaginarmela come la ragazza imbranata di un cartone animato, di cui al destino piace burlarsi (per chi ha visto Sailor Moon, Emma mi riportava spesso alla mente Bunny!).

Eppure Emma non è solo questo: è una ragazza che soffre per alcune sfaccettature della sua vita; che vuole bene alla sua combriccola di amiche (single come lei); che non è soddisfatta del proprio lavoro; che ha amato ed è stata delusa da questo amore; che pur di apparire migliore di quanto giudichi se stessa, mente per nascondere i propri fallimenti.

A contribuire alla narrazione dinamica, ho apprezzato l’uso da parte dell’autrice di diversi flashback, caratterizzati dai ricordi che Emma aveva durante lo svolgersi della sua “particolare” quotidianità. Questi permettono al lettore di conoscere piano piano cosa sia successo alla protagonista e di capirla. Si, perché Emma è una persona che va anche capita.

Nel marciapiede affollato di passanti al riparo dei loro ombrelli, nessuno si accorge che sto piangendo. Lacrime e pioggia si mescolano e cadono a terra, calpestate da un mondo senza cuore.

Apparentemente frivola e indaffarata, ma sostanzialmente insicura e sola. È, infatti, il lavoro che lei fa su se stessa, anche inconsapevolmente, il vero fulcro della storia. Tra sorrisi, preparazioni di dolci (si perché Emma è anche una brava pasticcera homemade e davvero molto carina l’idea di inserire, nell’ambito della narrazione, anche le ricette dei dolci che prepara, soprattutto per gli altri), rocambolerie varie (come il dare al farmacista non la ricetta delle medicine, bensì lo schema del dottore nutrizionista da cui era stata poco prima; o ancora l’essere presa, per errore, come un’abituale cliente di un sexy shop), riflessioni su se stessa e sulla vita, sketch quasi comici con una madre che non vede l’ora di sistemare la propria figlia… Emma cresce, imparando una delle più belle, ma dure lezioni della vita: credere in sé e, di conseguenza, essere se stessa con tutte le persone che fanno parte della sua vita.

Ero decisa a guardare il mondo attraverso un paio di lenti rosa e mi ritrovo a filtrarlo con degli occhiali neri dalle lenti
scurissime, adatte per osservare le eclissi di sole. E ho visto l’eclisse della mia vita.

Ma stavolta non voglio stare tutto il tempo a rimuginarci su. Bisogna risalire subito, una volta caduti da cavallo, come insegnano i maestri di equitazione. Voglio guardare il lato positivo della mia condizione. Solo il lato positivo.

Donne ai fornelli niente di più anacronistico | ElleppiQuesto percorso di crescita interiore è accompagnato in modo originale proprio dalla passione di Emma per i dolci: il ricettario di Victoria Lowe, infatti, che troviamo disseminato durante il racconto, riporta ricette i cui titoli rispecchiano proprio le diverse fasi della quotidianità della protagonista, che ne recepisce, poi, tutti gli effetti riportati.

Ad esempio, alla “Torta per consolare giovani amiche senza cavalieri seguono i “Piccoli Dolci per riconquistare l’amato”, “Il plumcake della nuova speranza”, la “Squisitezza alla marmellata per infondere sollievo”, “Incontro di Pere e cioccolato all’essenza di verità”.

Non posso anticipare troppo, ma vi assicuro che questo “storico” ricettario diventa protagonista insieme ad Emma di tutto il romanzo!

«… Abbiamo tutti bisogno d’immaginare che il Conforto dell’Animo possa passare anche attraverso una semplice fetta di torta».

L’unica nota dolente che mi sento di sottolineare è che, talvolta, la storia risulta forse troppo assurda: più volte durante la lettura ho pensato “Ma Emma è davvero così imbranata?”, “Ma non è possibile; le capitano davvero tutte”. Ed essendo l’arco narrativo abbastanza lungo, assistere a episodi del genere rischia un po’ di annoiare il lettore o di rendere la storia banale, tanto assurda (mi riferisco, ad esempio, all’esame pratico di guida: dopo tante lezioni, non è possibile, né normale credo, che un esame si svolga così come raccontato).

Per il resto, mi sento di complimentarmi con l’autrice perché, nonostante questo non sia il mio genere di romanzo preferito, mi ha tenuta incollata alle sue pagine.

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

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