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Recensione: “Una seconda occasione” di Edith Whorton, Giovanni Tranchida Editore

Una seconda occasione Book Cover Una seconda occasione
Edith Wharton
romanzo
Giovanni Tranchida Editore
2020
cartaceo, ebook
146

Con questi tre racconti, e l'affidata potenza della sua prosa, Edith Warthon ci conduce nelle stanze più segrete del cuore di donne particolarmente coraggiose. Le prime due protagoniste hanno il coraggio di fare quella scelta controcorrente e scandalosa a cui hanno rinunciato le eroine dei più famosi romanzi della scrittrice: far vincere l'impulso potente del sentimento sulle convenzioni sociali. Ora si trovano a convivere con le conseguenze della scelta.

Nell'ultimo racconto, si agita una domanda :cosa accadrebbe se non ci fosse alcuna condanna, se non quella che le donne, da sole, si infliggono? La risposta è tutt'altro che scontata.

“Siamo tutti imprigionati, noi tutte persone mediocri […] ci siamo adattati ognuno alla propria cella e se venissimo trasferiti in una nuova, là dove ci aspettavamo aria fina, troveremo un muro di pietra”

 

Le protagoniste di questi tre racconti, racchiusi in La seconda occasione di Edith Wharton, sono donne dell’alta società newyorkese (tra fine ‘800 e inizio ‘900), che possiamo considerare abbastanza coraggiose per il sol fatto di aver sfidato le convenzioni dell’epoca; ma in piena crisi, per il carissimo prezzo che si vedono costrette a pagare (emarginazione, ipocrisie, pettegolezzi ed esclusione totale dal proprio contesto sociale).

La signora Lidcote è una madre, in pena per la figlia che ha compiuto la sua medesima scelta, il divorzio. Lydia, invece, è una donna perennemente in fuga, o come si vuol raccontare, “in piacevole vagabondaggio”, con il compagno Gannet, per il quale ha abbandonato la propria vita.

“Il suo arrivo gliela fece apparire come una di quelle illustrazioni in cui le persone sono tutte brutte e tutte impegnate in occupazioni volgari o stupide”.

La donna senza nome, protagonista del terzo racconto, non si è mai sottratta ai suoi doveri di moglie, pur constatando di aver avuto una vita priva di emozioni accanto ad un marito poco affine. Ella si trova sul letto di morte e, mentre raggiunge l’aldilà, incontra l’anima gemella che le propone di costruire un loro Eden.

Questo romanzo è un chiaro attacco dell’autrice ad una società che identifica le donne attraverso gli unici ruoli a loro concessi: quelli di madre e moglie. Un contesto sociale fatto di convenzioni e apparenza, che imbriglia la donna in una rete abbastanza sottile da poterne intravedere l’esterno, sufficientemente tenace da renderne difficile l’uscita e così vischiosa da lasciarne le tracce addosso, una volta fuori.

La narrazione è densa e molto ricca di descrizioni dei vari stati d’animo e dei tormenti interiori dei personaggi, al punto tale da creare grande empatia tra essi ed il lettore. Attraverso i pensieri e le osservazioni delle protagoniste, viene introdotto perfettamente il contesto sociale nelle quali devono vivere: un contesto gretto ed implacabile nel giudicare tutti coloro che escono dai suoi dettami. “UNA SECONDA POSSIBILITÀ” viene offerta alle protagoniste dalle figure maschili, di spicco, nei racconti: essi rappresentano i “riabilitatori” del buon nome e della reputazione di queste donne, salvabili attraverso una nuova unione legale.

Ma… qualora ci fossimo esposte, avessimo lottato per uscire da un ruolo che non sentivamo nostro e avessimo scoperto, attraverso la nostra scelta, la meschinità di ciò che ci circondava… trovereste sensato ritornare in questi contesti? Non pensate che potrebbe esserci qualcos’altro dietro l’angolo per noi?

 

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