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Recensione: “Una santa mancata” di Maria Cristina Pizzuto, Pubme

Una santa mancata Book Cover Una santa mancata
Maria Cristina Pizzuto
saggio, biografia
Pubme
dicembre 2019
cartaceo, ebook
64

Ci sono grandi donne da scoprire e grandi opere da conoscere. Chi è Filomena Pizzuto? Perché l’autrice ci racconta della sua vita?

L’autrice ci prende per mano in questo viaggio interiore, raccontandoci della vita di Filomena Pizzuto e non solo: l’autrice ci porta indietro nel tempo, mostrando gli usi e costumi, delle esperienze, delle conseguenze di alcune scelte. Perché il passato è il laccio con cui ci leghiamo al presente. Tocca a noi spezzarlo o stringerlo.

“Una santa mancata” di Maria Cristina Pizzuto

Tutto dipende dalle nostre singole scelte. Questa è una legge a cui nessun uomo può scappare, è la grande verità del libero arbitrio, il più grande dono che Dio avrebbe potuto farci, per ritornare a lui veramente degni di essere strumenti nelle sue mani, degni di essere contenitori della sua forza espansiva. Un’arma a doppio taglio se non usata con sapienza e correttamente.

E in queste riflessioni si snoda l’intero testo, che snocciola uno ad uno i Dieci Comandamenti e le Beatitudini, commentando le lezioni ricevute dalle Sacre Scritture, che oggi più che mai possono aiutare l’uomo nella riscoperta di sé e dei valori che la frenesia del mondo contemporaneo ha seppellito nel buoi dei nostri cuori. Nulla è perduto, se guardiamo a esempi riusciti come quello di Filomena Pizzuto che riporta la scrittrice; una volta ammessa e accettata l’imperfezione di fondo dell’umanità, l’impegno a migliorarsi non viene meno, anzi lo si affronta con maggiore determinazione.

Ho particolarmente apprezzato il tono umile e benevolo della scrittura, come anche la scorrevolezza dei contenuti ben distribuiti secondo logica. Si parte dalla vita della “santa mancata” per poi passare alla descrizione della quotidianità contemporanea che dal passato ha solo da imparare, per finire con una riflessione meno laica e sempre più vicina agli insegnamenti della Chiesa.

Una lettura, nel complesso, godibile, introspettiva e universale al tempo stesso. Unica pecca la punteggiatura e alcuni refusi, che andavano corretti per una migliore veste grafica, imprescindibile in una pubblicazione. In più, la semplicità e l’immediatezza della storia in alcuni punti tendono a riassumere fin troppo, avrei gradito meno concisione e più dettagli nel racconto della vita di Filomena Pizzuto per permettere al lettore di immedesimarsi pienamente.

Concetto cardine della riflessione è il rispetto, descritta come una virtù insita nell’animo e non come una qualità da acquisire, piuttosto da perseguire sia nei confronti degli altri sia della vita stessa; solo così riusciremo a nutrire rispetto per noi stessi. Questa considerazione l’ho trovata particolarmente illuminante. Concludendo, posso dire di essermi trovata in sintonia con l’autrice, un po’ meno col testo. Rimane comunque una piacevole chiacchierata di buon cuore.

 

 

L’autrice

Maria Cristina Pizzuto Sono nata a Milano e la mia infanzia l’ho trascorsa a Bresso (MI). All’età di 13 anni la mia famiglia si è separata. Mio papà è rimasto a Bresso, (MI) mentre io e mio fratello di 10 anni in meno di me, siamo andati ad abitare a Gorgonzola (MI). Ho fatto i primi 6 mesi di università alla Bicocca con facoltà di Geologia. Al secondo anno avrei potuto prendere l’indirizzo di geologia marina ma mi sono fermata molto prima perché avevo capito che non era quella la mia vera vocazione. Appena ho trovato lavoro sono uscita da scuola.

Amo la lettura praticamente da sempre, amo i suoni che produce, le storie che crea e le emozioni che evoca. Non posso fare a meno di scrivere che è il mio pane quotidiano e adoro correre. Non faccio maratone ma mi deletto con lo squash e nel tempo libero sforno crostate. Che altro dire? La Bottega dei libri è una delle cose belle capitate negli ultimi tempi.

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