Una promessa ad Auschwitz
biografico
Newton Compton Editori
23 gennaio 2026
Ebook, Cartaceo
288
La vera storia di come sono sopravvissuta agli orrori dell’Olocausto grazie a mia madre
Per molti decenni, Renee ha solo cercato di dimenticare ciò che aveva vissuto tra il settembre del 1939, data dell’invasione nazista della Polonia, e l’aprile del 1945, quando fu liberata dal campo di concentramento di Bergen-Belsen: le persecuzioni, le fughe continue, la deportazione dal ghetto ebraico della sua città, la perdita della sorella, la prigionia ad Auschwitz-Birkenau, i lavori forzati ad Amburgo e le angherie subite in un altro lager. In quei sei anni di torture, paura e lotta per la sopravvivenza, ci fu un’unica costante: la mano di sua madre Sala, sempre stretta alla sua. La forza dell’amore materno diede a entrambe qualcosa di fragile ma bellissimo a cui aggrapparsi in un’epoca infernale. Fu sua madre a nascondere Renee, a proteggerla sempre, a rischiare la vita per lei disobbedendo agli ordini delle SS. Furono liberate entrambe, ma la salute di Sala non resse e morì soltanto dodici giorni dopo. Questo libro, commovente e colmo di gratitudine, è un inno al loro legame speciale e all’amore assoluto che unisce madri e figlie, un amore capace di superare anche le prove più dure.
“Una promessa ad Auschwitz” di Renee Salt e Kate Thompson è un libro che ti prende il cuore e lo frantuma.
È una storia di dolore e di sopravvivenza, una di quelle che non si dimenticano mai e che l’umanità ha il dovere morale di custodire. Ti lacera l’anima vedere quanto male degli esseri immondi abbiano potuto infliggere a un popolo innocente. Non riesco a immaginare il tormento di un genitore che perde un figlio, o l’abisso di un figlio che resta senza alcun affetto. È inconcepibile come l’uomo abbia deciso di distruggere delle vite solo per una folle pretesa di superiorità: sono atti di un’oscurità senza fine.
Questo libro è puro dolore; è la testimonianza
di Renia, una ragazzina che ha visto l’orrore, che ha patito la vera fame, la sete, il gelo e un’agonia fisica ed emotiva che nessuno dovrebbe mai conoscere.Ma è anche una storia di forza sovrumana: la forza di una madre nel proteggere e sostenere la figlia fino all’estremo; il coraggio di una sopravvissuta di raccontare ciò che ha vissuto. È la trasformazione di un incubo in parole scritte, affinché quel dolore diventi memoria viva.
Le mie emozioni
Le pagine di questo libro mi hanno tolto il fiato. Come mamma, l’idea di essere separata da mia figlia è un pensiero che mi distrugge, e vivere attraverso le parole di Renia il tormento della sua famiglia è stato un colpo al cuore. È un racconto che ti travolge: ogni capitolo aggiunge un peso al petto, finché l’emozione non rompe gli argini come un fiume in piena.
Finale
“Una promessa ad Auschwitz“ è un libro necessario. Va letto per conoscere, per ricordare e per evitare che la storia si ripeta. Nessuno dovrebbe mai più subire simili atrocità.
Questa testimonianza è cruda e vera. È un inno alla forza dell’essere umano. Racconta la fede che Renia ha trovato nel buio e il coraggio necessario per ricordare il dolore.