Una notte a Castelguelfo
romanzo rosa
Sonzogno
30 maggio 2023
cartaceo, ebook
334
Discriminata perché figlia di attori di rivista e invidiata per la sua bellezza, a soli sedici anni Coralla Kroon è già costretta a scontrarsi con il mondo falso e ipocrita che la circonda.
Cacciata da un prestigioso collegio a causa del suo atteggiamento ribelle, la ragazza si trasferisce a Milano, dove si innamora di Lauro Luis, un affascinante ufficiale di marina. Scoprendo ben presto in lui la stessa doppiezza di molti altri, la giovane parte per gli Stati Uniti insieme a un ricco commendatore - che. comproprietario di un'importante casa cinematografica, l'ha scritturata per un film con Dick Doricon, una famosissima star di Hollywood.
Ma quando la troupe vola in Italia per girare le scene finali della pellicola, la notte trascorsa tra le braccia del celebre attore rappresenterà per Coralla l'inizio di mesi bui e tormentati.
“Coralla Kroon era ben diversa da tutte, perché era cresciuta in palcoscenico” – da “Una notte a Castelguelfo” di Liala, edito Sonzogno.
Durante la prima metà del Novecento, in Italia era ancora scandaloso far parte di una compagnia di rivista, soprattutto se modesta. I defunti genitori della giovanissima Coralla, venivano definiti guitti con disprezzo. Nonostante il fratello si sia fatto un nome come comico di rivista e abbia raggiunto fama e successo, la ragazza è comunque mal vista dalla buona società.
Cacciata dall’ennesimo collegio per signorine con un pretesto, si ritrova sola nel lussuoso appartamento del fratello, a Milano. Conosce e si innamora di un giovane ufficiale, appartenente ad una nobile famiglia. Poiché disprezzata dalla madre di lui e dal suo mondo, spera di farsi un nome nel panorama cinematografico per potersi ritenere degna del suo amore. Ma tutto ha un prezzo, anche il successo.
“Un mondo fatto di pregiudizi, di malintesi, di prevenzioni. E il retaggio di pregiudizi, malintesi, delle prevenzioni è uno solo: l’errore”
Coralla Kroon ha solo sedici anni quando viene cacciata dall’ennesimo collegio prestigioso. La direttrice l’aveva accusata di esibire la propria bellezza con atteggiamenti provocanti e inappropriati. Coralla è molto bella, il suo corpo è già sbocciato, mentre il suo volto è quello di una dolce bambina. Uno sdoppiamento che attrae e seduce. Per lei non esistono attenuanti. È una ragazza cresciuta dietro le quinte di teatri di terz’ordine, figlia di “guitti”, poco importa che fossero bravi genitori e persone per bene. Per i benpensanti dell’epoca si tratta di ambienti amorali, fatti di lustrini e donne seminude.
Il fratello di Coralla, Leto, è riuscito a sfondare nel mondo dello spettacolo. Dopo la morte dei genitori, attraverso i lauti guadagni, ha deciso che la sorella avrebbe ricevuto un’educazione adeguata, quindi la ragazza era passata da un collegio signorile all’altro. Ingiustificatamente allontanata, mal giudicata e rimproverata per nulla, Coralla sente il peso dell’esistenza sulle sue giovani spalle. È coraggiosa, si ribella ad ogni ingiustizia, fiera di difendere il proprio nome e la propria famiglia, indipendente, ma anche fragile. Desidera stabilità e affetto, si sente disperatamente sola nel grande appartamento del fratello.
“Bollata. Perché cresciuta come un gattino tra le quinte, perché suo fratello balla, recita e canta in una compagnia di rivista, perché mi hanno mandata via dai collegi” – Una notte a Castelguelfo
Nello stesso palazzo vive una nobile famiglia, quella dei marchesi Luis. Gente altezzosa, snob, dalle idee antiquate e antichi pregiudizi, pronti ad evitarla guardandola con disprezzo. Il giovane Lauro Luis, unico figlio dei marchesi, è diverso dai genitori. È un giovane ufficiale di marina in licenza, bello e gentile. Egli riesce a vedere in Coralla non solo la bellezza, ma anche la purezza di cuore e la sensibilità. E i due giovani si innamorano. I loro incontri segreti sono fatti di ingenui abbracci e dolci baci furtivi, perché la famiglia di lui griderebbe allo scandalo se sapesse. Il ragazzo, inoltre, è già promesso ad una contessina, Amelì Della Valle, una ex compagna di collegio di Coralla.
Amelì è una creatura raffinata, aggraziata, ma ancora in boccio. Il suo aspetto, per quanto elegante e di gran classe, appare anonimo e scialbo. È una ragazza che discende da una nobile famiglia, nonostante ciò, è stata l’unica amica che Coralla avesse avuto in collegio. Sempre gentile e dolce con lei, che la guardava con ammirazione curiosità.
“Era una bellezza forte, Coralla Kroon, fatta anche di vivacità, di salute, di ansia di vivere, di scioltezza congenita”
Coralla spera di poter esser degna del nome dei Luis, facendosi strada nel mondo del cinema, quando un produttore cinematografico la nota. Il commendator Pace è un anziano uomo di mondo, che mette gli affari e i guadagni sopra ogni cosa. Egli vede in Coralla una fonte di ricchezza e decide di sfruttarla a suo beneficio. È una persona intelligente, che non ha interesse ad accompagnarsi alle giovani attrici, per quanto bellissime. Non corteggia stupidamente la ragazza, si limita a conquistarne la fiducia e a portarla all’apice del successo.
Quando Coralla parte per gli Stati Uniti e conosce la troupe con la quale lavorerà, attira subito l’attenzione del divo del momento e suo partner nel film: Dick Doricon. Doricon è bellissimo e molto sicuro di sé, rimane immediatamente colpito dalla giovane e fa il possibile per conquistarla. È un uomo ben conscio del proprio talento, fascino e successo, ma è anche molto orgoglioso. Vuol fare di Coralla la donna della sua vita e mal tollera che il pensiero della ragazza sia sempre rivolto al giovane e lontano ufficiale italiano.
“Ella, e lo ha detto dianzi, può attendere. Come lo scoglio attende l’onda, come la macchina da guerra attende lo scontro”
Il linguaggio narrativo di Liala è quasi lirico, con espressioni d’altri tempi, ma impeccabile. Sia dal punto di vista sintattico che stilistico. Lo stile, infatti, è elegante, accurato e fatto di immagini quasi poetiche, portate a noi da descrizioni sensoriali e metaforiche quasi musicali. Il ritmo è spesso lento perché l’autrice ama esasperare stati d’animo e sentimenti dei propri protagonisti. Un tipo di narrazione con il pathos di un classico e una leggerezza tutta contemporanea.
I contenuti sono chiaramente d’altri tempi. I valori che esprimono appaiono superati, non esistono mezze misure né compromessi, quindi occorre approcciarvisi con questa consapevolezza, in caso contrario diventa difficile apprezzarne la lettura. “Una notte a Castelguelfo”, inoltre, non è diviso in capitoli. Per renderlo più scorrevole, ho fatto una mia personale suddivisione in due parti. Una prima dove si narra la vita milanese della protagonista e una seconda sul suo percorso di attrice negli Stati Uniti, poiché è ben chiara e netta la divisione dei due mondi spesso a confronto.
Il tema principale consiste nella pazienza dell’attesa, sorretta dalla fede assoluta nel sentimento dell’altro, anche quando tutto sembra perduto. Nel disastro derivante dalla mancata fiducia e dal tradimento di quest’ultima. Il sentimento che emerge nel corso di tutta la narrazione è l’orgoglio. L’orgoglio che può sorreggere o ingannare.
“La paura non è che un riguardo verso noi stessi”
“Una notte a Castelguelfo” è un romanzo molto intenso, anche se cattivo, scritto magnificamente. Tuttavia, non sarebbe il titolo che consiglierei a chi volesse approcciarsi per la prima volta a questa meravigliosa autrice poiché alcune parti potrebbero apparire lente. È consigliabile a coloro che hanno già potuto apprezzare Liala.
Credo fermamente che, al di là dei contenuti che possono piacere o meno, valga sempre la pena di leggerla per la sua raffinatissima scrittura e perché parte della storia italiana del romance.
Vi piacciono i romanzi d’altri tempi ?
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐
