Una giornata a passo leggero
1
Romanzo
Voland
6 febbraio 2026
cartaceo e-book
224
Isidor Kraus, affermato autore di mezza età, è alle prese con la stesura di un nuovo romanzo, ma la sua routine quotidiana viene turbata dalle mail di uno sconosciuto lettore. Contrariamente alle sue abitudini, Isidor non riesce a ignorarle e scopre cosa si nasconde dietro l’inatteso contatto: l’uomo scrive per parlare di Irma, la donna di cui quasi quarant’anni prima il giovanissimo Isidor si era innamorato. La mente dello scrittore torna allora all’estate dei suoi diciotto anni, alla morte improvvisa della madre, all’incontro con Irma all’epoca trentenne e poi alla sua inspiegabile sparizione, al viaggio in treno lungo l’Europa per trovare sé stesso...
“Ci sono segreti che ci vengono nascosti, e poi ci sono segreti dai quali ci nascondiamo”
“Una giornata a passo leggero” di Jelena Lengoldo (Voland editore) è la storia di un noto scrittore di mezza età che si trova in balìa di una fastidiosa crisi creativa.
Il suo ultimo romanzo ha avuto un grande successo, ma lui sembra non riuscire a scrivere più nulla. La sua vita procede regolarmente. Vive a Belgrado nella stessa casa in cui è cresciuto, si gode la sua indipendenza senza disdegnare rapporti amorosi privi di progettualità. Poi un giorno, riceve una curiosa e-mail da parte di un lettore che lui prova ad ignorare. C’è qualcosa in quelle parole che lo spingono a rispondere, inizia così una curiosa e stimolante corrispondenza. Quando il mittente delle lettere e lo scrittore s’incontreranno di persona, quest’ultimo ripercorrerà la vita trascorsa sino al quel momento. Emergerà un nome dal suo passato che non aveva mai dimenticato e un mistero legato ad esso.
Un romanzo sorprendente che somiglia un po’ al suo titolo, una scrittura “a passo leggero”. Lieve e delicata ma convincente.
“Nel mio nulla, tu eri tutto”
Il protagonista è un uomo che ha superato la cinquantina, uno scrittore, un solitario. Non ha legami sentimentali stabili poiché tiene molto alla propria autonomia e alle proprie abitudini. Poiché è un uomo piuttosto sicuro di sé (cosa sorprendente) esercita un certo fascino sul gentil sesso, anche la sua fama in campo letterario lo aiuta nelle conquiste. Ogni tanto si vede con Olga, una traduttrice sua coetanea, con la quale c’è una sorta ti tacito accordo di incontrarsi senza vincolo alcuno. Poi è subentrata la giovane Maja, una giornalista molto attraente e vivace che ha vent’anni meno di lui. Anche tra loro non si parla di progetti futuri o quantomeno di legami stabili. Eppure Isidor, questo è il nome del protagonista, si sente irrisolto.
Perché mi sorprende tutta la sua sicurezza? La ragione sta nel suo passato e nel rapporto difficile con l’ormai defunto padre. Ha perso la madre all’improvviso quando era giovanissimo e la sua famiglia non è più stata la stessa. Il padre si era trasformato in un uomo taciturno, smarrito, chiuso in se stesso e nel suo dolore. Tra loro non c’era più stato alcun dialogo. All’epoca lui aveva diciotto anni, era diventato adulto sotto gli occhi di un padre assente, praticamente da solo. Questo destabilizzerebbe la maggior parte delle persone, forse anche Isidor stesso.
Allora da dove gli arriva tutta quella sicurezza in se stesso? Probabilmente si tratta di una forma di difesa per proteggersi dal dolore. Oppure è semplice noncuranza. Quella di qualcuno che azzarda poiché poco gli importa del risultato, non perché certo della riuscita. Ma questo lo si scoprirà in corso di lettura.
“Una volta ho letto da qualche parte che la vita è ridicola per chi pensa e tragica per chi sente”
La narrazione avviene in prima persona, è Isidor che parla e si racconta. Conosciamo i personaggi e la storia attraverso i suoi occhi e le sue emozioni. All’inizio sembrano minime, ma, ripercorrendo la sua vita a ritroso, diventeranno più forti. A tratti assumeranno una dolorosa intensità che ci farà commuovere. La scrittura è delicata, lieve e piacevolissima. Il linguaggio è comprensibile e il ritmo discreto. Isidor è come un ostrica che piano piano si schiude rivelando la perla che contiene. Ci sorprenderà con incredibili rivelazioni e l’intensità di un sentimento mai morto dentro di lui che ci conquisterà.
E’ la storia di una crescita, di un viaggio fisico e figurato. Una fuga che paradossalmente diventa una ricerca e il ritrovamento di se stesso. Ambientato inizialmente in un piccolo quartiere di Belgrado, ci si sposta lungo tutto il percorso che Isidor deve seguire per ritornarsu. Si assiste alla narrazione di paesaggi suggestivi che contrastano con lo stato d’animo incolore del nostro protagonista. Lo seguiamo nelle sue tappe, attraverso i suoi incontri sino al ritorno.
“Una delle caratteristiche umane che non riuscivo a comprendere e che con gli anni è diventata sempre più ostica è questa: le persone vogliono a tutti i costi dirvi qualcosa. E se si mettono in testa di farlo, difficilmente glielo impedirete”
Una storia delicata, sorprendente e avvincente. L’autrice riesce a regalarci anche una certa suspense in mezzo a tanta bellezza. Ho omesso volutamente di parlarvi di un paio di personaggi per non incorrere nello spoiler ma sono quelli che ho amato di più. Una storia d’amore che abbatte ogni cliché, destinata a commuoverci per la sua dolcezza e imprevedibilità. Si narra di sacrificio, di cose non dette e di crescita. Anche le riflessioni del protagonista sono interessanti e ci fanno a nostra volta riflettere. Su cosa? Sul nostro prossimo. Sulle strade non intraprese e sui tanti modi di amare.
E’ possibile cancellare il passato definitivamente o prima o poi è destinato a riemergere?