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Recensione: “Una dolce sorpresa” di Penelope Bloom, Newton Compton

Una dolce sorpresa Book Cover Una dolce sorpresa
Attraction Series #4
Penelope Bloom
Chick-lit
Newton Compton
25 novembre 2020
cartaceo, ebook
161

Di solito non mi piacciono molto le persone. Preferisco i gatti. Ma il mio vicino non è come tutti gli altri. Vive nell’appartamento di fronte al mio, ed è il classico tipo abbottonato, con le scarpe co­stose, profumato come una pubblicità di Calvin Klein. Il classico tipo che ha tutto sotto controllo. È Mister Perfezione, e secondo me dovrebbe abbassarsi un attimo al livello dei comuni mortali.

Ma poi qualcosa di suo è finito nella mia cassetta della posta. Lo so. Assurdo. È chiaramente una strategia per provarci con me. È stata la postina a mettercelo, ma so bene a che gioco sta giocando. Non mi farò certo fregare da uno così. Il problema è che quando il pacco si è aperto (ovviamente per errore) non ho avuto scelta: ho dovuto guardarci dentro. Il suo segreto scon­cio mi ha fissato dritto in faccia. A quanto pare Mister Perfezione non è poi tanto perfetto. Chi l’avrebbe immaginato? Be’, io. E ho intenzione di godermi ogni secondo di quello che succederà.

 

“Già, be’, ho ordinato un dildo extralarge». Inclinai la scatola e gli lanciai un’occhiataccia.
Rise. Un suono profondo, musicale. «Se non ti vedo uscire entro domani chiamo l’ambulanza?»

«No. L’idraulico».
Rise di nuovo; mi sorpresi quasi a sorridere, di fronte a quei bei denti bianchi e regolari. «Non ti trattengo. Hai grossi impegni. Capisco»”

 

Anni fa ho avuto il piacere di leggere il primo volume della serie Attraction” di Penelope Bloom: Sono una brava ragazza. Come nel precedente, pur conoscendo la particolarità della narrazione, ricca di doppi sensi a volte sfocianti nel volgare, ho provato un leggero fastidio nella lettura.

Il quarto volume, Una dolce sorpresa, che può essere letto senza conoscere i precedenti episodi, fa parte di una serie di chick-lit particolari, in quanto è completamente giocata sui doppi sensi (nel primo capitolo la “banana”, in questo “il pacco”).

La storia, autoconclusiva come per i precedenti tre, contiene riferimenti ad accadimenti e persone già conosciute nei precedenti volumi e, pertanto, pur non inficiandone la comprensione, vi consiglio di leggere anche gli altri capitoli.

La protagonista è Lilith, una una ragazza stramba con alcuni problemi di correlazione personale, a causa dei quali non ama stare in mezzo alla gente. Dovendo, comunque, mantenere dei rapporti interpersonali, come ad esempio accade in ufficio, nasconde questa sua particolarità dietro ad una maschera di freddezza e, mediante un sarcasmo molto forte, tiene il mondo esterno alla larga.

“Tutti hanno sempre pensato che fossi ‘asociale’, qualsiasi cosa voglia dire. Be’, sapete una cosa, st***zi? Non ero asociale per nulla. C’erano un sacco di cose che mi piacevano della gente. Era bello assistere alle piccole disgrazie che capitavano a chi se le meritava. Adoravo mettere le persone a disagio. Solo perché scorazzare in un prato erboso con la mia migliore amica e un cestino da picnic non era la mia idea di paradiso in terra, non significa che fossi psicopatica. Il fatto che probabilmente avrei salvato un gatto prima che un’altra persona… Okay, lo ammetto, questo forse faceva pendere un pochino di più la bilancia da quella parte, ma nessuno è perfetto.”

I suoi metodi non funzionano con il nuovo vicino di casa, Liam, che sembra invece apprezzare molto questi suoi atteggiamenti aggressivi.

Liam è molto avvenente, ma cela dei segreti che mettono in allarme il sesto senso di Lilith.

La loro conoscenza sarà spunto di diversi doppi sensi, molti dei quali molto espliciti e “pesanti”.
La situazione è divertente, sebbene alcune situazioni mi siano sembrate poco probabili.

“Siamo qui per la festa. Siamo amici di Bruce Chamberson».
«Bene. È nel palazzo di fronte. Se trovate chiuso, bussate e aspettate».

«Il palazzo di fronte?». L’uomo indicò tutta la gente che entrava alla spicciolata e si dirigeva agli ascensori. «E allora tutte queste persone che stanno facendo?»
«Sono venuti per la colonscopia gratuita. Trentaseiesimo piano, se vi interessa. Però dovevate portarvi il lubrificante da casa. Avete…».”

Degni di nota i personaggi secondari, molto ben delineati nelle loro particolarità: basti pensare, solo per citarne alcuni, a William, il capo stordito di Lilith, e a Grammy, poco incline ai cliché di dolce nonnina e totalmente fissata con il sesso.

Tutti i personaggi arricchiscono la trama di situazioni esilaranti e molto  imbarazzanti.

La trama è leggera e abbastanza intuibile, ma le battute sarcastiche e alcuni colpi di scena la rendono interessante e godibilissima.

A voi è mai capitata una situazione come quelle di Lilith e Liam? Dove una frase doppio senso vi ha messo in situazioni imbarazzanti?

Non mi resta che fare i complimenti all’autrice per l’idea brillante, anche se a volte il troppo volgare mi ha fatto storcere il naso; nonostante non sia un libro “memorabile”, regala sicuramente una meritata pausa dalla quotidianità.

Quindi, se il vostro scopo è quello di passare qualche ora tra risate e scene hot, questo libro sicuramente è perfetto per voi.

“Quando ti guardo, vedo solo un tipo che non avrei mai immaginato potesse interessarsi a una ragazza come me».
«Non è facile distrarmi; eppure, da quando hai messo le mani sul mio pacco, non sono riuscito a pensare ad altro”

 

L’autrice

Penelope Bloom è un’autrice bestseller di «USA Today». Dopo aver lavorato come insegnante in un liceo, ha deciso di dedicarsi comple­tamente alla scrittura di romanzi, spinta dall’entusiasmo delle sue due figlie. La sua serie Attraction Series ha avuto un successo immediato e ha scalato le classifiche dei libri più venduti negli Stati Uniti. La Newton Compton ha pubblicato Sono una brava ragazzaVo­glio un bravo ragazzo, Il mio dolce peccato e Una dolce sorpresa.

 

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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