Libri,  Narrativa

Recensione: Una cosa sull’amore di Jeffrey Eugenides

Una cosa sull'amore Book Cover Una cosa sull'amore
Scrittori italiani e stranieri
Jeffrey Eugenides
Racconti
Mondadori
28 agosto 2018
kindle, cartaceo
300

Tutti i racconti di Una cosa sull'amore fotografano i personaggi nel mezzo di una crisi personale o del mondo che li circonda, del loro Paese. Così incontriamo un poeta fallito, invidioso del benessere dei suoi concittadini, che nei mesi della bolla immobiliare si trasforma in abile truffatore; un suonatore di clavicordo che deve rinunciare ai suoi sogni artistici per i doveri del matrimonio e della paternità; e non manca naturalmente il giovane universitario molto confuso sulla propria identità sessuale.

“L’amore in dieci racconti”

RECENSIONE

Quando ho letto il titolo, “Una cosa sull’amore” (e non avevo ancora visto la copertina) mi sono figurata subito un qualcosa di color rosa tenue, circondato da nuvolette e cuoricini. Mea culpa, lo ammetto! Perchè la parola “amore” può significare un’infinità di situazioni ed espressioni, sentimenti e azioni umane.  Ho dunque iniziato a leggere questa serie di racconti – sono dieci in tutto –  riproponendomi di fare ammenda sul preconcetto che mi ero erroneamente costruita.

Purtroppo però devo dire che non è bastato. Il primo racconto, della lunghezza di circa quaranta pagine, mi ha tolto tutta la voglia di proseguire a leggere gli altri nove. Il titolo ci sta, l’introduzione ci sta, la presentazione dei protagonisti ci sta. Sembra di approcciarsi ad un vero e proprio romanzo. Solo che… è come se l’autore ad un certo punto stabilisse che ciò che sta scrivendo è un racconto e non un romanzo appunto, e decidesse di spiattellare il finale in due mere e frettolose righe. Così. Punto. Come se avesse finito il numero di parole concesse per la stampa.

Mi sono sentita come se fossi in auto, a godermi un giro in una bella strada di campagna in un giorno di sole, e all’improvviso il guidatore accanto a me avesse deciso di tirare il freno a mano in corsa, di punto in bianco, finendo inevitabilmente fuori strada. Ecco, non so spiegarlo meglio di così.

Vado comunque avanti; leggo il secondo racconto, poi il terzo, il quarto e così via… e nonostante la diversa lunghezza di ognuno – vanno tutti dalle venti alle trenta pagine – e delle diverse situazioni proposte (anche se in almeno tre si parla di divorzio/matrimonio in difficoltà, per fare un esempio) non riesco a trovare niente che mi coinvolga, niente che mi incuriosisca e, soprattutto, arrivo puntualmente alla fine di ogni racconto con una domanda in testa. “Ma c’è un messaggio intrinseco che non ho colto?” “Un insegnamento nascosto? Un’emozione che aspettava di essere capita?” Non trovo risposta. Ho apprezzato il racconto “Posta aerea”: lì mi sono sentita in sintonia col protagonista, sono riuscita a percepire e comprendere le sue emozioni, e il finale mi è sembrato allineato con tutto il resto.

Ho notato inoltre nella sinossi di copertina, dove si riassume la struttura del libro e dove si elencano i temi di alcuni dei racconti in esso contenuti, che c’è un riferimento a un ipotetico protagonista, “un giovane universitario molto confuso sulla propria identità sessuale“: beh, non voglio spoilerare le trame dei dieci racconti ma posso affermare con certezza che non ve n’è uno in cui figura il giovane universitario di cui sopra. Vi può essere il racconto “Vulva oracolare”, che tratta di usanze sessuali stravaganti di un popolo indigeno studiate da un team a cui partecipa anche un professore universitario, ma il soggetto innanzitutto è un ex luminare della sessuologia, non è giovane e soprattutto è molto libero sessualmente; si trova in una situazione imbarazzante, d’accordo, ma  di “confusione sulla propria sessualità” io non ne ho visto traccia.

I titoli sono abbastanza stravaganti e curiosi e il tema dell’amore è presente, d’accordo – “amore” inteso appunto come ampia gamma di colori e sfumature che gli si possono attribuire – ma secondo me questo binomio di per sé non basta a rendere interessante il libro.

Mi spiace ma vedo solo due stelle, i cuoricini e le nuvolette rosa sono scomparse, e il concetto grandioso e potenzialmente infinito sull’amore è andato a farsi un giro in un’altra auto con un altro pilota.

AUTORE

Jeffrey Eugenides – Scrittore statunitense di origine greca. Conseguiti la laurea alla Brown University e un master alla Standford University, si è trasferito a New York dove ha iniziato a collaborare con vari periodici. Dal 2007 al 2011 è stato docente di scrittura creativa a Princeton. Autore schivo e meticoloso, ha esordito nel 1993 con il romanzo The virgin suicides (dal quale nel 1999 è stato tratto il film di S. Coppola), rievocazione del suicidio di cinque sorelle che divengono figure emblematiche di un ignoto e oscuro disagio. Nel 2003 si è aggiudicato il premio Pulitzer con Middlesex, la storia di un ermafrodito. Dopo avere redatto numerosi contributi per The Future Dictionary of America è tornato alla narrativa con il romanzo The Marriage Plot, che ruota anch’esso sul tema dell’identità di genere e sulla sofferta aderenza ai ruoli sociali che l’appartenenza sessuale impone, cui ha fatto seguito la raccolta di racconti Fresh complaint.

Lettrice oserei dire compulsiva, attraverso i libri riesco a vivere miriadi di vite diverse! Passo volentieri da un thriller ad un romanzo, da un fantascientifico ad uno storico, da un distopico ad uno psicologico, scartando solamente il genere horror, che proprio non è indicato per il mio animo sensibile. Grazie ad un casuale incontro su Instagram, ho potuto avere l’onore di entrare nel gruppo de La bottega dei libri, attraverso cui sto realizzando un mio sogno di sempre: lavorare nel mondo dei book blogger.

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