Un uomo qualunque Book Cover Un uomo qualunque
Samuele Arba
Romanzo
Biplane
31 Luglio 2019
Ebook/brossura
169

Barcellona, maggio 2011, Los Indignados da più di una settimana hanno occupato Placa Catalunya, centro pulsante della capitale catalana, in segno di protesta a fronte della grave situazione economica in cui versa la Spagna. Xavi è un cinquantenne solo, lasciato dalla moglie, affetto da fibromialgia. Ha toccato il fondo ma ancora non ha iniziato la risalita. La notte prima dello sgombero della piazza, Xavi si addentra quasi per caso nell’accampamento degli Indignados. E intravede un barlume di speranza. Forse gli ideali in cui credeva e per cui si è battuto da giovane non sono morti, possono ancora scuotere la società. Costruire un futuro dove l’uomo è nuovamente padrone della propria libertà. Conosce Ada, Luis e Pep e si lascia travolgere dagli eventi, dalle passioni e dall’assenza di coraggio. E’ una storia che indaga l’animo umano, le sue debolezze, la sua fragilità e la sua capacità di andare avanti, nonostante i bivi sbagliati e le occasioni mancate (dal risvolto della quarta di copertina).

 

La mia faccia diventava sempre più rossa per gli schiaffoni ricevuti

 

 

 

 

Un uomo qualunque si ispira alla trama di ‘Storia di un impiegato’ di Fabrizio De André anche se Xavi, il protagonista del romanzo, è molto diverso dal giovane impiegato che, dopo aver ascoltato un brano della rivoluzione del Maggio ’68, decide di ribellarsi al suo ruolo nella società. Nel 2011, quando a Barcellona (e in tutto il resto della Spagna) esplode la contestazione degli Indignados, che occupano Plaça Catalunya, l’autore ha pensato che le ragioni che spingevanono quelle persone coincidevano con quelle che avevano motivato l’impiegato di De André a ribellarsi.

La storia narrata nella canzone, in effetti, era in perfetta sintonia con quello che accadeva nella Barcellona del 2011.

Chi scrive deve, però, prima di tutto, dire che negli ultimi tre libri che ha letto, diversissimi fra loro, il protagonista è sempre un uomo di mezza età, lasciato dalla moglie e incapace di superare il dolore e la disperazione che questo abbandono ha provocato; una situazione che appare, in effetti, come uno specchio riflettente il contesto della società attuale in cui sembra che le donne abbiano ereditato dagli uomini quella che un tempo era la loro caratteristica di disinvoltura nel liberarsi di un vecchio amore ormai superato.

Di conseguenza all’ennesima letturadi questo genere che si è trovata davanti ha provato, in un primo momento, un senso di esasperazione e anche di fastidio per qualcosa che è veramente molto lontano da sé e dalla sua esperienza, come donna e come persona; tra l’altro, ha sempre rifiutato l’idea che molte donne hanno degli uomini come adolescenti mai cresciuti e, dunque, fatica ad accettare che venga data, invece, anche dagli stessi uomini, a volte, questa stessa immagine di profonda immaturità. Quindi ha seguito tutto il racconto, peraltro molto scorrevole, non solo con interesse, ma anche con il desiderio e la speranza di vedere finalmente il protagonista, un essere umano sofferente, uscire vincente e realizzato dalla lotta con la sua vita difficile; anche a causa di gravi problemi di salute e di un isolamento esistenziale generato da una corresponsabilità fra il suo comportamento e quello di chi lo circonda. La sua storia viene prima incastonata e poi indistricabilmente intrecciata dall’autore agli straordinari avvenimenti del maggio 2011 a Barcellona, dove Los Indignados hanno occupato Placa Catalunya per protestare “contro la grave situazione economica che sta vivendo la Spagna. La piazza è animata da un barlume di speranza, la speranza della nascita di una nuova vita sociale dove sistema e leggi lavorano a favore dell’uomo senza schiacciarlo o ingabbiarlo in meccanismi omologanti, incapaci di rendere onore alla sua libertà naturale. In Placa Catalunya gli uomini lottano insieme per ideali comuni. L’entusiasmo, quell’ “avere gli dei dentro”, è la forza che spinge gli Indignados a non mollare”.

Il protagonista, Xavi, viene affascinato da tutto questo, che gli ricorda anche gli ideali e le lotte della sua giovinezza quando ancora la Spagna cercava di liberarsi dal fardello della lunga dittatura di Franco; una sera questa attrazione lo porta istintivamente, quasi inconsapevolmente, a scendere fra i dimostranti. Qui conosce prima di tutto una ragazza che lo incanta con la sua bellezza e la sua forza e pensa di poterla conquistare per cominciare una nuova vita, senza pensare alle differenze che possono allontanarli, a cominciare dall’età. Xavi si aggrappa ostinatamente a quest’idea comportandosi come un adolescente innamorato e ignorando i rischi e le difficoltà che potrebbero nascere da questa desiderata, ma forse impossibile relazione; si risente giovane e pieno di vita e comincia, di nuovo, a confidare in un futuro che può persino riportargli anche quella felicità che credeva perduta per sempre. E ritrova così l’entusiasmo, “quell’avere gli dei dentro”, (come dice Eduardo Galeno nell’intervista a cui lui assiste ) che pensava e temeva di non poter più sperimentare. Per questo, per il flusso della vita che sente ancora scorrere e respirare dentro di sé, pensa di poter uscire dalla depressione in cui si rende conto di annegare sempre più:

“Forse può farcela a rialzarsi dal buco nero che negli ultimi tempi ha scelto come suo rifugio. Xavi ritrova una piccola scintilla vitale, riassapora la bellezza di un lottare comune, gusta nuovamente l’incanto dell’innamoramento. La vita non è solo la fibromialgia di cui è affetto, il matrimonio fallito e relazioni familiari che non l’hanno mai sostenuto. La vita è anche rivoluzione, amore, libertà. Forse, tutta la bellezza che ha intravisto potrà aiutarlo a non darla vinta a quella tristezza interiore e a quel malessere che lo accompagnano da sempre”.

Per questo motivo, in effetti, si immerge nel flusso della protesta, incontra e, in un certo senso, frequenta, altri esponenti del gruppo di cui non sa nulla e, soprattutto, non conosce e non sa le motivazioni che li spingono ad incontrarsi con lui e acoinvolgerlo nelle loro attività. In ogni caso si risente vivo dopo tanto tempo, elabora progetti per il futuro, non pensa più esclusivamente alla moglie e al figlio che se ne sono andati e nemmeno alla sua malattia. I suoi pensieri sono occupati soprattutto dalla bella rivoluzionaria che vuole conquistare e dall’dea di partire con lei per il Brasile con i soldi che farà vendendo la casa della sua famiglia di origine ignorando anche i sensi di colpa che questo potrebbe procurargli.

“Il fuoco si riaccende. Ma per Xavi non sarà semplice rialzare la testa e  riprendere il cammino. Xavi ha la forza di mettersi ritto davanti alla vita? Ci prova. Ricade, si rialza. Ricade ancora… Xavi, lo si odia o si ama”. 

La trama del racconto diventa sempre più vivace e veloce, addirittura incalzante”, e ci porta rapidamente ad una conclusione inaspettata, anche se forse tutto sommato prevedibile dati i presupposti che abbiamo di fronte, ma anche noi vogliamo solo andare avanti e vedere come finirà, insieme al protagonista che: “si lascia travolgere dagli eventi, dalle passioni e dall’assenza di coraggio. E’ una storia che indaga l’animo umano, le sue debolezze, la sua fragilità e la sua capacità di andare avanti, nonostante i bivi sbagliati e le occasioni mancate”.

E dunque bisognerà arrivare alla fine di una lettura tutto sommato appassionante e coinvolgente per sapere se la conclusione sarà: La morte mi sta guardando dalle torri di Cordova, come ha scritto Federico Garcia Lorca, o se invece, come ha scritto Jack kerouac, dopo nove settimane di solitudine come avvistatore di incendi: Eccomi, mondo, finalmente; aspettami, sto arrivando.

 

 

Samuele Arba, nato in Sardegna a Silius nel 1978, risiede da più di una decade in Catalogna, a Tarragona. È autore di una raccolta di storie brevi in italiano, mentre il suo romanzo d’esordio in spagnolo è un noir intitolato “J.P. Pablowski”. Samuele Arba ha inciso due dischi di canzone d’autore con brani in sardo, italiano, catalano e spagnolo; ha inoltre scritto, diretto e interpretato uno spettacolo di teatro canzone in spagnolo. Per Samuele scrivere non è una passione, è uno stato d’animo. I suoi riferimenti si possono ormai definire dei classici, da De André a Bukowski, da G. Gaber a J.D. Morrison, da Kerouac a L. Cohen. La sua scrittura è disincantata, passionale, caustica, tagliente (dal risvolto di copertina del libro).