Un posto introvabile
m/m
Quixote edizioni
20 febbraio 2026
ebook, cartaceo
411
Levi Anderson sa che non avrà mai una vita normale. Il disturbo bipolare controlla ogni aspetto della sua vita come un crudele pugno di ferro e ha intenzione di sopportare la sua esistenza finché non ne sarà più capace. Tuttavia, quando Hayden Ashford, l’uomo con gli occhi marroni e privi di vita, entra nella galleria d’arte in cui lavora Levi, chiedendo di comprare un dipinto che lui ha realizzato durante un grave episodio maniacale, Levi non può fare a meno di notare le similarità tra di loro.
Hayden va a malapena avanti dopo la morte del suo fidanzato, avvenuta due anni prima. Il senso di colpa e il dolore sono tutto ciò che lo tiene in vita. Finché non incontra Levi, un artista che ha dipinto l’inconsolabile angoscia di Hayden su una tela, e inizia a sentire di nuovo qualcosa muoversi dentro di lui. Non hanno futuro. Le loro sofferenze sono troppo profonde, ma forse il loro potrebbe essere il più grande amore di sempre, se riuscissero a trovarsi nel caos distruttivo causato dal loro dolore individuale.
“Un posto introvabile”, il romance mm di Jen Samson edito Quixote, è una delle storie più emotivamente intense e devastanti che abbia letto. Non è un romanzo “confortevole”, ti mette totalmente in subbuglio, ti sconvolge, ti fa a pezzi e ti tiene con il fiato in gola a ogni pensiero distruttivo dei due protagonisti. Levi e Hayden sono due uomini spezzati, tormentati, feriti, e la loro storia è un tour completo nelle sfumature più cupe della sofferenza.
Perché leggerlo, vi chiederete? Perché Jen Samson ci porta, non in punta di piedi, ma facendoci precipitare, nell’universo del disturbo bipolare, nel tormento del lutto di chi è sopravvissuto e non è riuscito a salvare chi amava; ci fa percepire, capire ogni senso di colpa, ogni lacrima, silenzio assordante o frenesia maniacale. Ogni pensiero, ogni gesto, ogni parola, ci arriva in maniera tremendamente realistica. Rimanere indifferenti è impossibile, questa storia ti entra dentro e ci rimane.
“Stavo cercando di recuperare la mia sanità mentale, un po’ di calma per la mia mente, e non riuscivo a trovarla. Così, l’ho dipinta su una tela, sapendo già allora che non avrei comunque potuto averla nemmeno trovandomela di fronte. La ricerca della quiete non finirà mai.”
Eppure, è l’empatia, la commozione, i toccanti momenti in cui vorresti abbracciare i protagonisti, a predominare su tutto. Jen Samson ci racconta la forza di sopravvivere nonostante tutto, anche cadendo, sprofondando in sé stessi e nell’oblio, il desiderio di farcela, di provare, di esserci. Poi magari di innamorarsi, di nuovo o per la prima volta, sono piccole stelle di speranza in un cielo che rischia di inghiottire chi si sente perso.
Levi ha una mente in continuo movimento, quei rumori assordanti che scavano, urlano, tormentano per poi farlo precipitare nel nulla della depressione o nella frenesia delle fasi maniacali, in cui vive una creatività incredibile ma anche emotivamente stancante. Hayden vive, o meglio sopravvive, da due anni, settecento trenta giorni, senza Nicky, l’amore della sua vita, a malapena riesce a respirare con il cuore schiacciato nella morsa dei sensi di colpa. Un dipinto li fa incontrare, un dipinto li catapulta l’uno nell’inferno dell’altro: sprofonderanno ancora di più o riusciranno a salvarsi?
“Hayden Ashford mi somiglia. Sembra un po’ perso. Un po’ triste. È come guardarsi in uno specchio appannato.”
La scrittura di Jen Samson è pura emozione in prosa, non fa sconti, non edulcora nulla, a volte devi chiudere le pagine, respirare profondamente e ricominciare. Perché questa storia la vivi davvero, non ti scivola addosso nulla, ti senti sopraffatta eppure è impossibile lasciare andare Levi e Hayden, devi sapere che ce l’hanno fatta, anche se tante volte ti sembra impossibile.
Doppio pov in prima persona, che definirei fondamentalmente in una storia così intima, in cui i pensieri sono importanti al pari dei dialoghi per percepire ogni emozione, ogni tormento, di Levi e Hayden.
Levi mi è entrato nel cuore dopo pochissime pagine, vederlo arrancare per sopravvivere, cercare di non dare fastidio a chi gli è accanto, spezza il cuore. È dolce, insicuro, pieno di talento e bellezza, dentro e fuori, e merita l’amore, qualcuno che lo accetti così com’è, senza sminuire lui e il suo disturbo. È un’ anima pulita, nonostante tutto, e porta un peso così enorme sulle spalle, che gli è quasi impossibile respirare in certi momenti, mentre in altri è una scheggia che non puoi trattenere.
“Un posto introvabile” è un romance raro e prezioso, che rimane lì, nel cuore, anche dopo aver chiuso l’ultima pagina, quello che hai intrapreso è un viaggio che ti arricchisce, ti fa capire, empatizzare e commuovere, e anche dopo aver assorbito il peso di Hayden, dopo aver vissuto le tremende montagne russe emotive con Levi, ti accorgi di aver assaporato la speranza, la bellezza dell’amore, la complicità di chi si riconosce in un dolore diverso eppure così simile. L’arte, che è sopravvivenza e tormento per Levi, mi è arrivata, ho visto i suoi quadri, ogni sfumatura, ogni ombra, luce, ogni grido di dolore.
“Forse a volte la risposta non è trovare qualcosa. Forse la risposta è smarrirsi con qualcuno al tuo fianco. Qualcuno a cui aggrapparsi in una terra sconosciuta. Qualcuno che ti prenda quando barcolli in un territorio straniero.”
Leggete i trigger prima di iniziare questa lettura, possono far paura, farvi desistere, ma quello che posso dirvi è che ne vale la pena.
L’autrice ha fatto un lavoro incredibile nel raccontare il disturbo bipolare in maniera realistica, non lo ha buttato lì nella storia, ci ha portato letteralmente nella mente di chi lo vive e trovo un messaggio importante quello che ci lascia: è molto doloroso e complesso conviverci, ma non è facile neppure fare capire ai familiari e agli amici di chi ne soffre che non si tratta di capricci, di voler essere al centro dell’attenzione, ma è un disturbo che accompagna tutta la vita, con alti e bassi, cadute nell’ abisso che solo un supporto medico e un buon cappotto emotivo possono aiutare a risalire.
“Un posto introvabile” è una storia d’amore, di quelle che affrontano tempeste e cadute e che poi brillano di una luce accecante, è la storia di una speranza, di un incontro di anime, raccontato con delicatezza, con intensità, tra momenti che ti devastano completamente e altri in cui fai il tifo per il lieto fine di Levi e Hayden. C’è passione, c’è dolore ma soprattutto c’è tanto amore.
“Se sono la sua Isola Che Non C’è, allora lui è il mio Posto Introvabile.”

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.