Un pessimo fine settimana
Chick lit
Self-publishing
16 dicembre 2020
ebook
126
Ludovica ha quasi trent’anni, abita a Roma e redige necrologi per un giornale. È paranoica, pasticciona e trascorre la giornata fantasticando sui morti su cui deve scrivere e borbottando per un lavoro che non le piace.
Ha una mamma impicciona, un’amica del cuore e una collega fidata. Pensa che la sua vita sia una serie infinita di sfortune ma poi, un sabato mattina, rimane bloccata nell’ascensore aziendale con il suo nuovo capo...
“Com’è deprimente! Oggi probabilmente è una delle giornate più orribili dell’anno. Non sto parlando del fatto che è S. Valentino e che l’unico cioccolato che ho ricevuto è stata una barretta ammuffita. E non è neanche il fatto che non abbia un fidanzato o un amico con cui uscire o fingere di uscire. Manco posso permettermelo un fidanzato, figurarsi. Quello che davvero non sopporto sono le facce a cuoricino delle mie colleghe, i loro discorsetti zuccherosi in ogni angolo della redazione e le loro stupidissime domande sui progetti per questa sera”.
A quanti di voi è successo di trascorrere un pessimo fine settimana?
Diciamo che è una cosa che, prima o poi, accade a tutti. Quello che è successo a Vic è, però, devastante.
Vic ricorda, in alcuni momenti, Bridget Jones, in altri il rag. Fantozzi; quindi potete ben immaginare cosa potrebbe accadere.
Vic è una trentenne, o quasi, single, con l’abitudine di estraniarsi dai discorsi per immergersi in voli pindarici. Il suo sogno di lavorare in un giornale si è in parte avverato; infatti, scrive necrologi e corregge bozze (altrui) per una testata.
La fortuna non l’assiste e, anzi, molto spesso le gioca contro mettendola in situazioni alquanto imbarazzanti.

“Siamo fermi e il display dell’ascensore si è spento. Per un attimo mi sembra di essere stata catapultata in un sogno. Una di quelle cose che succedono agli altri e non a te. Tu sei una semplice spettatrice e guardi lo spettacolo dinanzi a te. Ma non succede assolutamente nulla. Nessuno mi scuote la spalla per svegliarmi. L’ascensore non riparte. Sono rimasta bloccata con il mio capo. Aiuto!”
I personaggi sono ben descritti; la scrittura fluida e colorita permette una chiara immedesimazione del lettore.
Sicuramente è un romanzo divertente e rilassante.
Punto debole è la brevità e si interrompe proprio sul più bello, lasciando il finale in sospeso, abbandonando il lettore in ansia per conoscere il seguito (è una trilogia), che certamente risolverà alcune questioni in sospeso e ci permetterà di conoscere meglio i vari personaggi che abbiamo incontrato in questo primo volume.
Consiglio di leggere “Un pessimo fine settimana” a tutti coloro che amano le letture divertenti, a chi cerca una divagazione e spera di rilassarsi leggendo un libro, ma soprattutto a chi crede o sa di essere come Vic, ossia impacciata, pasticciona e sfigata.
“Perché magari penso a una cosa – o a mille, ma questo non è importante ora – e poi dalla mia bocca esce la metà di quello che penso, in maniera spesso disarticolata e inconcludente. È che vorrei dire mille cose e nella mia testa le dico, giuro che lo faccio. Solo che poi, quando si tratta di dirle veramente, non ce la faccio proprio.”

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.