Un momento di debolezza
Narrativa
Marsilio
31 marzo 2026
ebook, cartaceo
288
Questa è la storia di Ludovico Bernard e di Cesare Neiwiller. Il primo cura, il secondo vuole essere curato. Il primo ha già molto vissuto, il secondo ha diciannove anni. Ludovico Bernard è un uomo con un grande futuro dietro le spalle. Ha esercitato il mestiere di psichiatra, ha scritto articoli e libri, la stima della quale godeva è mutata in disdoro, e forse disprezzo, quando la relazione che intratteneva con una sua paziente è diventata un fatto di cronaca. Passati dieci anni, Ludovico Bernard continua a prescrivere farmaci e cure di nascosto in un appartamento alla periferia di Milano, dove la luce filtra poco. E pure la speranza. Malattie immaginarie, ma comunque dolorose. Dall’ex dottore arrivano molte disperazioni, all’ex dottore ci si riferisce chiamandolo «lo sciamano». Cesare Neiwiller ha perso il padre e, insieme al padre, la speranza di una vita decente. Lui e lo sciamano non si piacciono; anzi, si detestano, eppure c’è qualcosa che suona in entrambi, e non è un miracolo, e nemmeno un sentimento: è Pink Moon di Nick Drake. Ludovico non dovrebbe prenderlo in cura, ma lo fa. E per nessuno dei due cambierebbe niente se Chloé, la ragazza che di Cesare è innamorata, non lo seguisse fino all’appartamento dello sciamano minacciando di denunciare Ludovico per ciò che sta facendo a Cesare. Se non fosse per Chloé e la sua risolutezza, Ludovico non si ricorderebbe di aver amato Gabriella, e che Gabriella è viva e sta ancora là dove tutto è cominciato e si è perduto, a Napoli. Attraverso i ritratti di due uomini e due donne feriti, delusi e capaci d’amore, Stefano Piedimonte racconta un mondo dove ogni momento di debolezza è fatale, ogni gesto irreversibile, e ogni dolore può essere lenito solo con la dimenticanza. Qualcuno vive e qualcuno muore. Qualcuno si salva e qualcuno no. A chi tocca la memoria, a chi l’oblio. A chi l’amore, a chi il suo contrario. Ma che cos’è il contrario dell’amore?
“Un momento di debolezza” di Stefano Piedimonte, Marsilio, è un romanzo intenso che parla di colpa, memoria, dolore e possibilità di salvezza.
Il romanzo ruota attorno a due figure principali, spezzate dal loro destino. Ludovico Bernard è un ex psichiatra che è stato travolto da uno scandalo professionale che lo ha mandato in carcere. Cesare Neiwiller è un ragazzo che dopo la morte del padre è caduto in una brutta depressione che nessuna delle persone che gli è accanto riesce a vedere. I due si incontreranno loro malgrado, e anche se all’inizio non si sopporteranno, il loro incontro li aiuterà a trovare il coraggio e la voglia di salvarsi dai propri demoni.
Il tema principale di questo romanzo è il dolore. Come affrontarlo, come uscirne, come fare finta che non ci sia e come ti distrugge piano piano. Allo stesso tempo però in questo libro si parla tanto anche di amore. Non quello che si vive pieno alla luce del sole, ma quello che nasce piano piano senza ostacoli né confini, che rimane nelle pieghe dell’anima e diventa un’ancóra di salvezza.
Ludovico e Cesare sono due anti eroi. Non si comportano rettamente, vivono ai margini e sono scostanti e diffidenti. Entrambi hanno subito un trauma spaventoso che li ha segnati nel profondo e dal quale non riescono ad uscirne.
“Sono uno sconfitto come quelli che vengono a sedersi sul mio divano, non importa come ci siano finiti ma ora giacciamo tutti sul fondo dello stesso bacile e vogliamo solo che questa vita ci lasci in pace, che non ci rompa i coglioni, vogliamo riposare, questo è ciò che vogliamo, trovare ristoro.”
Il loro incontro avviene più tardi nella lettura, che alterna i capitoli tra il racconto della vita di uno e dell’altro. Quindi mentre la prima metà del libro è cupa, densa di foschia come i due personaggi si sentono, dopo il loro incontro vediamo uno spiraglio di luce, che il lettore percepisce nella scrittura. Il linguaggio usato rispecchia molto le due personalità dei protagonisti. Ludovico parla in modo medico, accademico, spiegando terapie e studi medici in modo tecnico. Cesare invece usa il linguaggio di un diciannovenne, pieno di “bro” e “fra” che usa anche con persone più adulte di lui. Questa contrapposizione è molto interessante, perché rimarca una differenza generazionale di due persone che però caratterialmente si assomigliano molto.
“Un momento di debolezza“ non è stato un libro di facile lettura. Ma se apprezzate la narrativa psicologica, le storie complesse dove non esistono veri innocenti né veri colpevoli, allora correte a leggerlo.

Mamma appassionata di libri fin dall’infanzia.
Sono una lettrice compulsiva, non c’è momento che non sia buono per leggere! Amo tutti i generi di libri, ma prediligo noir, gialli, thriller e romanzi d’autore.