Un marito bugiardo
Thriller
Newton Compton Editori
5 settembre 2025
Cartaceo, ebook
451
Kate si sente incredibilmente fortunata: ha un marito meraviglioso, Mark, e un bambino dagli occhi azzurri che adora. Tutti li considerano la famiglia perfetta, e anche lei lo credeva... fino a quella sera. Mark sarebbe dovuto rientrare ore prima. Kate guarda l’orologio con ansia, ma quando finalmente suonano alla porta, non è lui: è la polizia. Mark è sospettato per l’omicidio di una giovane donna e vogliono interrogarlo. Pilota di linea rispettato, marito e padre esemplare, Mark giura che la vittima era solo una collega. Ma si rifiuta di dire dove si trovasse davvero quella notte. Kate non crede che sia un assassino, ma sa che le sta nascondendo qualcosa. E non sarebbe la prima volta. Poi Mark viene aggredito e finisce in coma. La polizia parla di incidente, ma Kate ha dei dubbi. E quando si accorge che qualcuno si nasconde nel suo giardino, capisce che anche lei e il figlio potrebbero essere in pericolo. Con Mark incapace di difendersi, tocca a lei scoprire la verità. È pronta a tutto pur di proteggere il suo bambino. Ma scavare tra le bugie del marito potrebbe distruggere per sempre ciò che ha di più caro.
“Un marito bugiardo” è il nuovo thriller di Liz Lawler, edito da Newton Compton Editori.
I protagonisti sono Kate, una dottoressa, e suo marito Mark, pilota di linea.
Lei sapeva sempre esattamente dove si trovava suo marito grazie ad un’applicazione che aveva installato sul cellulare. E, in quel momento, era a Barcellona dove era appena stata uccisa una ragazza britannica.
Alla porta dell’abitazione dei coniugi, si presentano l’ispettore Raj Sharma e l’agente Ryan Kelly.
“C’era qualcosa che non andava. Erano venuti in coppia, e per di più non erano poliziotti ordinari, ma della divisione investigativa. Volevano parlare con Mark senza indugi, quel giorno stesso. E, considerando che lui era stato via per tre giorni, era probabile che, di qualsiasi cosa si trattasse, fosse successa in quello specifico lasso di tempo.”
Pare che lo volessero sentire perché la ragazza deceduta si trovava sul volo di Mark. Possibile che fosse un motivo sufficiente per convocarlo? In realtà, c’è di più, Kate.
“<Vogliono interrogarmi perché dicono che c’è un testimone che mi ha visto lì.>
<Che ti ha visto dove, Mark?> (…)
<Nel vicolo in cui è stato ritrovato il suo cadavere.>”
Cosa avevano fatto Mark e il suo migliore amico Robert, comandante in seconda, dopo essere atterrati? Qualcuno lo aveva riconosciuto in quel vicolo nel quale era stata rinvenuta la ragazza.
Kate lo giustifica sempre. Non è una moglie gelosa, né possessiva. Entrambi hanno professioni di prestigio e ruoli di responsabilità. Non aveva mai pensato che Mark potesse raccontarle delle bugie, ma la rapidità della polizia le fece temere il contrario.
“Eppure… Kate fu colta dal dubbio che il marito potesse essersi trovato in quella zona per qualche ragione che non aveva nulla a che fare con l’omicidio, che fosse andato lì per un altro motivo e ora avesse troppa paura per raccontarglielo.”
Inoltre, perché non risponde alle sue domande o lo fa in maniera allusiva? Il comportamento di Mark inizia ad insinuare dei dubbi nella mente di Kate. D’altronde, tre anni prima suo marito aveva commesso un errore, il cui nome era Sophie.
Mark viene anche investito da un’auto. Questo permette all’autrice di trattare il tema della pirateria stradale e dell’omissione di soccorso.
Cosa stava succedendo? L’incidente aveva a che fare con il delitto della ragazza a Barcellona? La dottoressa incomincia a formulare le congetture più bizzarre per giustificare il comportamento e i silenzi del coniuge.
“Non era un uomo perfetto, ma era perfetto per lei. Non avrebbe voluto cambiare nulla di suo marito, neanche uno dei suoi difetti (…) Senza le sue imperfezioni, non sarebbe più stato Mark. Non sarebbe più stato l’uomo che lei aveva sposato.”
La determinazione di Kate deriva dalla sua disperazione.
Questo thriller non mi ha entusiasmata. Il titolo, secondo me, è fuorviante, perché Mark è stato poco presente. Tutta la seconda parte è rimasto relegato in un letto d’ospedale.
Forse se Liz Lawler avesse scelto un titolo diverso; se ci fossero state situazioni più realistiche e, soprattutto, una trama meno prolissa, l’avrei gradito maggiormente.
(3 stelle)

Mi chiamo Alessia. Sono un’insegnante di matematica e inglese. Vivo in provincia di Pavia. Adoro leggere (soprattutto gialli), fare yoga e cucinare.