Un giorno qui verrà
romanzo
Giovane Holden
30 gennaio 2026
cartaceo
176
Un suono improvviso spezza la quiete di una casa: il campanello. Davanti al cancello c’è un uomo del passato, un amore mai del tutto risolto. Lei lo riconosce subito, e in quell’istante il tempo si apre come una ferita: non è più solo il presente a bussare, ma un’intera vita. Attraverso una voce lucida, ironica e profondamente sincera, il romanzo accompagna il lettore in un viaggio a ritroso che attraversa l’infanzia, l’adolescenza e la giovinezza della protagonista, sullo sfondo degli anni Sessanta e Settanta. È il racconto di una formazione sentimentale e intellettuale, fatta di primi amori, attese, delusioni, desideri trattenuti e sogni coltivati in silenzio. Una storia privata che si intreccia ai mutamenti sociali, culturali e morali di un’Italia in trasformazione, tra rigide convenzioni, educazione sentimentale affidata alle canzoni, ai balli, ai fotoromanzi, e il lento affacciarsi di nuove libertà. Pagina dopo pagina, riaffiorano le figure che hanno segnato quel percorso: amiche, insegnanti, familiari, ragazzi amati o solo immaginati, in un mosaico di ricordi che alterna leggerezza e malinconia, ironia e disincanto. L’amore, vissuto come turbamento dell’anima prima ancora che del corpo, diventa il filo conduttore di una riflessione più ampia sull’identità femminile, sul desiderio, sul tempo che passa e su ciò che resta. Nel presente, davanti a quel cancello chiuso, la protagonista è chiamata a una scelta: aprire o no. Ma la vera decisione è un’altra, più profonda e definitiva. È il momento di fare i conti con ciò che è stato, con le illusioni, le rinunce e le conquiste, per riconoscere finalmente se stessa. Un romanzo intimo e generazionale, che racconta la memoria come atto di verità e la nostalgia come forma di consapevolezza.
Un tuffo negli anni Sessanta con “Un giorno qui verrà” di Renata Dante
Cosa succede quando un semplice squillo al campanello della porta d’ingresso ha il potere di far crollare le barriere del tempo? Inizia così, con un gesto quotidiano e improvviso, “Un giorno qui verrà” di Renata Dante, un romanzo intenso e delicato che si configura come un vero e proprio viaggio nella memoria e nel cuore di una donna. Quello specchio d’acqua che si increspa al suono del campanello è l’amore di una vita, il catalizzatore che spinge la protagonista a riavvolgere il nastro dei propri ricordi, guidando il lettore attraverso le tappe fondamentali della sua esistenza.

Il romanzo adotta una struttura cronologica che ci permette di stabilire un legame profondo con la voce narrante. Partiamo dai giorni dell’infanzia, attraversiamo le prime grandi scoperte e i turbamenti dell’adolescenza, per poi addentrarci, con un livello di dettaglio maggiore e una maturità crescente, nell’età adulta. È in questa fase che la protagonista si trasferisce per motivi di lavoro a Bergamo, una città che diventa lo sfondo ideale per un’esplorazione intima fatta di nuove amicizie, amori travolgenti, inevitabili illusioni e successive disillusioni. Ogni esperienza, ogni legame descritto, non è mai fine a se stesso, ma rappresenta un tassello fondamentale per arrivare alla piena comprensione del proprio vissuto e alla consapevolezza di sé.
Un ritratto storico vivido e delicato
Uno dei punti di forza più evidenti dell’opera è la sua straordinaria ambientazione. Renata Dante ci catapulta nell’Italia a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, un’epoca di grandi fermenti ma anche un periodo storico in cui determinati valori e preconcetti, soprattutto nei confronti delle donne, erano ancora fortemente radicati nel tessuto sociale. La bellezza della scrittura risiede proprio qui: la denuncia di questa rigidità culturale e la narrazione della condizione femminile del tempo non passano mai attraverso toni urlati, bensì traspaiono dalle pagine con un’eleganza e una delicatezza rare, che colpiscono dritto al punto senza perdere mai di grazia.
La struttura del libro: I capitoli sono volutamente molto brevi. Questa scelta stilistica si rivela vincente per il lettore moderno: la lettura scorre fluida, ritmata, e permette di essere interrotta in qualsiasi momento. Si può chiudere il libro e riprenderlo anche dopo ore, senza mai avere la sensazione di aver perso il filo della narrazione o di dover recuperare passaggi lasciati in sospeso.
A chi è consigliato?
In conclusione, “Un giorno qui verrà” è un romanzo generazionale prezioso. È una lettura caldamente consigliata a chiunque desideri comprendere dall’interno come si svolgeva la vita quotidiana in quel particolare scorcio di storia italiana, esplorandone le dinamiche umane e sociali. Di contro, è una narrazione intima e riflessiva: chi cerca colpi di scena continui, azione o storie ad alto tasso di adrenalina (“pepe ed avventura”) potrebbe trovarlo fin troppo sussurrato. È un libro che chiede di essere ascoltato, perfetto per chi ama le storie di crescita personale che lasciano un segno profondo nella loro apparente semplicità.