Tutti giù per terra Book Cover Tutti giù per terra
Raimondo Petri
Antologia
Porto Seguro Editore
11 aprile 2019
cartaceo
358

Un vero e proprio zibaldone moderno, semiserio, scanzonato, arguto, su una grandissima varietà di argomenti. In questi brevi scritti predomina l'ironia, anche nella trattazione di tematiche serie, e non mancano gli spunti di riflessione sul mondo di oggi e quello dei nostri padri.

L'autore procede per un girotondo di citazioni colte e popolari, in uno stile scorrevole, rivelando vizi e virtù della passata e della presente generazione. Tutti giù per terra siamo noi

“E allora saremo totalmente orgogliosi di loro da affermare con fierezza che è tutto merito nostro perché, in fondo, non c’è generazione che non diventi grande grazie alle imperfezioni, alle debolezze e ai difetti di quella precedente”

Parlare di Tutti giù per terra potrebbe rivelarsi riduttivo, perché il testo di Raimondo Petri è un arcobaleno di spunti e riflessioni sulla vita e sulle attitudini del nostro quotidiano che difficilmente si può racchiudere in poche righe.

Con uno stile rapido e schietto, dove le citazioni da film e canzoni trovano spazio nel fluire della scrittura, donando una pennellata di ironia ad argomenti seri, l’autore compie una analisi attenta e scanzonata di tanti aspetti e idiosincrasie del pensiero e della storia non solo di noi italiani, ma anche delle culture che influenzano le nostre scelte e il nostro sentire, da quella a stelle e strisce alle tradizioni dell’Islam più difficili da comprendere per noi occidentali.

Soffermandosi su argomenti che spaziano dalla religione, alla storia, all’antropologia, alla cultura popolare, non manca il richiamo al pensiero filosofico che tanto condiziona la modernità e i riferimenti letterari che arricchiscono la riflessione stessa. La mitologia greca, Platone, Hobbes, Virgilio, Omero, Dante e molti altri sono un po’ i personaggi secondari, ma fondamentali (perché altrimenti il discorso non regge), di questo “zibaldone” i cui argomenti prendono spunto da eventi di tutti i giorni o da fatti autobiografici dell’autore che, scanzonato, riflette su argomenti che vanno dal rapporto tra uomo e donna, ai figli, all’impatto della televisione nelle case degli italiani, ad internet, al calcio, alle invenzioni più importanti per l’uomo, per arrivare agli animali domestici e a molti altri argomenti ancora, ricordando spesso “Come eravamo” (titolo di un capitolo) quando le cose sembravano più semplici e i tempi erano diversi a come le cose si sono trasformate e cambiate nell’arco di pochi decenni.

Partendo da spunti nati da piccoli fatti o da ricordi di quando l’autore era bambino, il discorso sui vari temi, dalla sessualità agli usi e costumi del Bel Paese, tanto per citarne alcuni, vengono analizzati cercando di dare più che una spiegazione, un collegamento di causa ed effetto che ha portato ai cambiamenti dovuti all’influsso dei nuovi mezzi di comunicazione e non solo. Abitudini, vizi e virtù (non solo teologiche) vengono analizzati, sempre con un linguaggio privo di qualunque pesantezza ed astrazione, realizzando un quadro completo che permette al lettore, a sua volta, di riflettere sulle sue percezioni.

Alcune di queste argomentazioni risultano più vicine rispetto ad altre al sentire del lettore: è una questione soggettiva, che riguarda il proprio vissuto ed è anche divertente capire se l’argomento del capitolo rispecchia lo stesso modo di pensare di chi legge o meno. Ad esempio il capitolo “Chi ha visto Babbo Natale?” per affinità, mi ha fatto molto pensare (e ricordare). Avendo vissuto in prima persona le emozioni descritte, (mentre leggevo mi sono immedesimata in quanto descritto dell’autore), mi sono appropriata della riflessione

Persa la poesia, tutto è diventato un obbligo. La piacevole certezza della tradizione si è spenta insieme alle candeline dell’ultimo Natale evocato con malinconia.

Ripensando, infatti, proprio con malinconia alle feste di Natale dell’infanzia e dell’adolescenza rapportate alla differenza di sentimenti che la festa provoca ora.

C’è tanto in questo libro che, seppur scritto in modo lieve, porta con sé un mondo di filosofia spiccia e di spunti che non terminano con la lettura, ma che si arricchiscono con le esperienze di tutti i giorni. Un affresco del mondo in cui viviamo e come lo viviamo che alle volte con mestizia, rapportandolo al passato, prossimo e remoto, cambia sotto i nostri occhi, come in un costante girotondo che finisce solo quando siamo tutti già per terra.