Tutte queste cose
Innsmouth Vol. 230
Horror, gotico contemporaneo
Delos digital
29 novembre 2025
kindle
57
Un uomo senza nome, senza più un tempo, senza un altrove. Una casa al mare, un funerale, una libreria che forse è un ritorno. E tanti volti che non sanno più riconoscerlo – o fanno finta di non farlo.
In un viaggio a ritroso nella memoria, tra spiagge spoglie e notti d’estate che non sono mai finite davvero, il protagonista tenta un gesto estremo: rientrare in quel passato che credeva di aver lasciato. Ma chi può davvero tornare dove non è mai appartenuto del tutto?
Tutte queste cose è un racconto lirico e impietoso, pieno di rimandi, nostalgia, ironia, rabbia. Un inno dolente all’identità, alla memoria e a ciò che resta quando tutto sembra perso.
Per chi ha amato le storie di formazione fuori tempo massimo. Per chi ha un posto in cui non torna mai, ma che non ha mai smesso di abitare.
Il romanzo breve “Tutte queste cose” di Fabrizio Fulio Bragoni, edito Delos Digital, è un racconto pieno di nostalgia e rimandi al passato.
Il protagonista, un uomo senza tempo e senza nome – anche se in un unico punto ci si rivolge a lui usando il cognome dell’autore – racconta una parte della sua storia.
“E così eri venuto a sapere del funerale. E avevi chiuso il cerchio. Perché, inconsciamente, era quello che stavi cercando fin dall’inizio: un aggancio. Un pretesto. Un motivo in più per mandare a monte il viaggio a Ustica e concederti una deviazione.”
“Tutte queste cose” è una sorta di monologo continuo del protagonista.
Descrive quello che vede e, di conseguenza, quello che viene rievocato nella sua mente. Descrive il paesaggio intorno a lui, i negozi o le case che sono cambiati nel tempo, ma che lui ricorda ancora come erano. Ricorda le donne che ha avuto nel corso degli anni, donne simili ma diverse, i cui visi iniziano a confondersi nella sua mente.
“A colazione vai al tuo solito bar – un’estate ci hai lavorato e in un certo senso è per questo che sei qui – e ordini un caffè e poi una granita alla mandorla e una brioche. Come facevi quando qui ci venivi con i tuoi genitori.”
Spesso non è chiaro se il protagonista stia parlando di qualcosa che sta accadendo in quel momento o se sta raccontando di un episodio passato. Bisogna leggere più righe per realizzare se siano ricordi o il presente. In effetti, presente e passato si mescolano sempre nel racconto.
Ci troviamo in Sicilia, nel paesino dove il protagonista aveva passato le vacanze per anni con la sua famiglia. Un posto angusto, ma allo stesso tempo bellissimo. Poco popolato, quasi introvabile sulle cartine, se non lo si conosce. Ma non viene mai detto il nome del paese.
“Tutte questa cose” è un racconto che mostra solo quello che vuol mostrare, tutto il resto rimane un grande mistero. Forse troppo, a mio parere.
“Al buio la resa è scarsa, ma l’immagine è nitida quanto basta per sapere che qualcuno si muove in casa tua. Qualcuno si muove tra i tuoi ricordi.”
L’atmosfera è spesso gotica e nostalgica. Ci sono delle presenze che il protagonista vede, ma le vede solo lui? Esistono davvero o sono frutto della sua mente?
La scrittura è scorrevole e precisa, poco chiari sono invece la trama e l’intento della storia; dove ci vuole portare l’autore? Ma forse è proprio questo il suo intento, il mistero che aleggia tra le pagine e nella lettura.

Divoratrice seriale di libri e serie tv, negli ultimi tempi sono tornata a prediligere la lettura!
Nel tempo che mi rimane, tra lavoro, famiglia, amici e caos mentale, provo a scrivere qualcosa anche io.