"Troppi assassini per una cena"
Giallo
Newton Compton Editori
16 giugno 2026
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Emilia Re, trentacinquenne milanese seguita da migliaia di fan per il suo canale YouTube dedicato al true crime, riceve un invito inatteso e irrifiutabile: una cena con delitto nella sontuosa villa ligure dalla celebre e controversa giallista Demetra De Novellis. Insieme a lei, un gruppo eterogeneo di sconosciuti: una coppia glamour, due anziane amiche ficcanaso, un fratello e una sorella gemelli molto riservati, un cameriere inesperto e Agnese, l’assistente personale della scrittrice, sull’orlo di una crisi di nervi. Quello che comincia come un gioco diventa presto qualcosa di ben più pericoloso: Demetra ha disseminato indizi criptici sul passato di ciascun commensale. La tensione cresce, complice un violento temporale, e, nel buio di un improvviso blackout, la padrona di casa viene assassinata. Tra lo sgomento generale, Agnese rivela un segreto sconvolgente: Demetra le aveva confessato che a quella tavola sedevano tutti assassini, eccetto due. La serata si trasforma così in un’indagine serrata e claustrofobica in cui ogni ospite ha qualcosa da nascondere e tutti sono sospettati.
“Troppi assassini per una cena” è il giallo d’esordio di Giulia Gambazzi, edito da Newton Compton Editori.
Brunilde Pennetta ricevette inaspettatamente un invito a partecipare:
“a una cena con delitto il giorno 20 settembre, presso Villa dei Pini, località Lerici, ospite della celebre giallista Demetra de Novellis.”
E non fu la sola a ricevere quell’insolito invito.
Arrivò anche ai gemelli Davit e Madlena Krastev, alla youtuber Emilia Re, ai coniugi Viviana e Diego, la coppia glamour e Brunilde si presentò accompagnata dalla sua amica Rachele.
Destinazione: l’entroterra ligure.
“Si trattava, come suggeriva il nome, di una grossa villa incastonata in collina e circondata da un bosco di sempreverdi a un centinaio di metri sopra il livello del mare. Un luogo incantato…”
Ad accogliere gli ospiti, al loro arrivo, Alessandro, il cameriere assunto, per quella sera, tramite agenzia.
I partecipanti si ritrovarono nel salotto nel quale erano presenti gli oggetti tipici dei gialli classici, come il candelabro. Con l’aperitivo, gli ospiti iniziarono a conoscersi.
Viviana aveva un’eleganza glaciale, non solo nel portamento, ma anche nei riguardi degli altri invitati, soprattutto di Emilia, che era una apprezzata youtuber esperta di true crime, professione che la donna non apprezzava perché la trovava voyeurista.
“Ritengo che sia importante far conoscere alcuni casi, per ricordare le vittime o perché c’è qualcosa che possiamo imparare.
E cosa pensi di imparare da un omicidio? Come commeterne uno?”
Posso solo rivelarvi che Viviana aveva i suoi buoni motivi per essere contraria ai casi di cronaca nera, essendo una signora “che si consola in fretta.”
Chi era contraria alla cena, invece, era Agnese, l’assistente di Demetra, l’anfitriona della serata.
“Fece il suo ingresso nel salotto esattamente come ci si aspetterebbe da una scrittrice che sceglie quello pseudonimo. Emilia aveva fatto delle ricerche e Demetra De Novellis non era il suo vero nome. In realtà all’anagrafe era Rosanna Rossi ed era originaria di un paesino di seicento abitanti nelle Marche. Ma decisamente aveva abbracciato il suo essere diventata Demetra De Novellis.”
Lo spettacolo stava per iniziare e “non sarebbe stata una semplice cena con delitto.”
Otto personaggi in cerca di un delitto o perfetti per essere sospettati di un omicidio. Nove, in realtà. Dimenticavo il cameriere.
All’inizio del gioco, ognuno aveva ricevuto una nuova identità e un ruolo che doveva restare segreto. Tutti erano coinvolti nella morte fittizia di una donna. In effetti, le vittime erano gli ospiti stessi con il loro carico di segreti e problemi che si portavano appresso dal passato. Come nella migliore tradizione del giallo classico, all’esterno stava imperversando un violento temporale.
“Tuoni e lampi si susseguivano in una danza forsennata e lo scrosciare della pioggia era ben più che un semplice sottofondo.”
La tempesta all’esterno sembrava rispecchiare lo scompiglio che si stava scatenando all’interno della Villa, quando un partecipante alla cena venne realmente ucciso.
“Aveva la sensazione di un indizio nascosto lì da qualche parte che ancora non era riuscita a cogliere.”
L’unico modo per smascherare l’omicida che, con certezza, si trovava fra di loro, era quello di concludere quella cena con delitto.
Complice l’oscurità improvvisa, causata dalla mancanza di corrente, tutti gli ospiti affermarono di trovarsi, al momento dell’omicidio, in punti diversi della dimora.
La detective amatoriale della vicenda è Emilia, aiutata da Alessandro, il maggiordomo.
“I tasselli del puzzle cominciavano a occupare i loro posti. Eppure, ce n’erano ancora parecchi sparsi a cui lei non riusciva a trovare la giusta collocazione.”
L’esordio narrativo di Giulia Gambazzi è un domestic suspense ben costruito, che si svolge nell’arco di dodici ore circa all’interno di una grande e antica dimora. Il ritmo è adrenalinico e incalzante. C’è un bel pathos, dovuto all’ambientazione, quasi claustrofobica della casa, e alla mancanza di corrente che immerge i personaggi nell’oscurità, rendendo più difficoltoso muoversi e riconoscersi. Passi, scricchiolii, ombre, sussurri rendono intrigante l’atmosfera della vicenda. Tutti sono sospettati.
Quando gli ospiti vengono convocati in salotto, a tarda notte, per le grand dénouement, l’autrice ricompone il quadro. Ogni tassello, ovvero ogni personaggio, viene sistemato nella giusta collocazione.
“Fammi indovinare, non è stata nemmeno lei.”
Fino alla rivelazione finale che non è per nulla scontata!
Mi è piaciuto molto questo giallo, l’ho trovato gradevole e ben scritto. Forse l’intuizione di Emilia, che riordina tutti i pezzi del puzzle in così breve tempo e basandosi su pochi indizi, l’ho trovata eccessiva. Tuttavia, l’autrice ha dimostrato l’abilità narrativa di mettere insieme tante storie di delitti, accaduti nel passato dei protagonisti, intrecciandole con gli omicidi avvenuti durante la cena.
“Qui dentro siamo tutti assassini. Tranne due di noi.”
A voi scoprire chi sono!
Cari amici, vi piacciono i gialli classici ambientati, durante una notte di tempesta, in una antica dimora?
(4 stelle)

Mi chiamo Alessia. Sono un’insegnante di matematica e inglese. Vivo in provincia di Pavia. Adoro leggere (soprattutto gialli), fare yoga e cucinare.