Tre passi nel buio
raccolta
Minimum Fax
2018
cartaceo
106
Negli ultimi vent'anni, la letteratura italiana di genere ha conquistato il predominio assoluto nelle classifiche di vendita, e costruito una vera a propria comunità di lettori che va sempre più ampliandosi.
La costellazione di romanzi che vengono radunati - forse frettolosamente - sotto l'etichetta del crime nasconde differenze rilevanti e spesso ignorate: scrivere un noir non è la stessa cosa che scrivere un giallo; la serialità richiede tecniche di costruzione dell'intreccio che non sono né scontate, né alla portata di tutti; il thriller è un genere a sé, con regole proprie che è necessario applicare nei minimi dettagli, anche quando le si voglia sovvertire.
Per la prima volta, tre maestri rispettivamente del noir, del giallo e del thriller hanno accettato di aprire il proprio laboratorio ai lettori, raccontando nei dettagli come costruiscono le loro storie, quali ne sono gli ingredienti irrinunciabili e come questi si sono evoluti nel corso degli anni.
Il risultato è un libro pieno di passione e competenza: una lettura irrinunciabile per gli appassionati di Carlotto, D'Andrea e de Giovanni, ma anche per chi non li conosce ancora. Oltre che, ovviamente, per chi sogna di scrivere una storia crime, e vuol capire da dove partire e cosa non sbagliare.
Voi cosa preferite leggere: il noir, il giallo o il thriller? E perché? “Tre passi nel buio“, edito Minimum Fax, è una raccolta di genere noir, giallo e thriller, curata da Luca Briasco.
Ormai mi conoscete e sapete quanto io possa fantasticare su un libro mediante un titolo o una cover. Anche in questo caso è successo! Credevo si trattasse addirittura di un racconto scritto a sei mani dai grandi maestri del genere: Carlotto, D’Andrea e De Giovanni.
Secondo me, sarebbe stato stimolante e intrigante vedere tre grandi maestri cimentarsi in un’unica stesura, ma, ovviamente, com’è giusto che sia, questo non è possibile visto che ognuno di loro segue un filone preferito di genere.
E, quindi, mi sono imbattuta in una vero e proprio lavoro giornalistico, svolto egregiamente da Briasco.
“Sono diventato scrittore al quarto romanzo. Prima non lo ero, non mi ci sentivo. Per molti versi non mi ci sento tutt’oggi, specie quando tocco con mano l’atteggiamento sacrale di certi autori di fronte alla scrittura”
Luca Briasco fa un lavoro attento e scrupoloso, andando soprattutto alla “fonte”. Ho l’impressione che faccia anche lui il giornalista, per il condiviso metodo usato. Briasco incontra separatamente gli autori in questione e, con ognuno di loro, focalizza l’attenzione sul momento esatto in cui hanno iniziato ad approcciarsi alla scrittura.
Tre autori differenti, tre stili diversi, ma tutti molto umili e sinceri. Nessuno di loro si sente più “privilegiato” di un altro, anzi. Forse è proprio questo il segreto del loro successo.
“In generale, non mi capita spesso di rileggere quello che ho scritto. Nei mesi successivi alla chiusura di un libro, non vuoi più vederlo neanche in fotografia. Ogni volta che finisco un romanzo, quel romanzo mi ha cambiato. Non sono la stessa persona, perciò è assolutamente normale che rileggere equivalga a trovarsi davanti un qualcosa che non ti appartiene più” – Tre passi nel buio
Una lettura piacevole ma, soprattutto, che permette a noi lettori e a chi vuole cimentarsi con la scrittura di capire qualcosa in più.
Il libro è suddiviso in tre parti, tutte molto veloci da leggere. Infatti, la lettura dura massimo 2 giorni, non di più.
Intrigante, scorrevole. Ma ciò che ho apprezzato tanto è stata la possibilità di guardare con gli occhi degli esperti il modo in cui essi stessi si approcciano al genere. A volte, noi lettori tendiamo a sopravvalutare alcuni aspetti o non cogliamo la vera essenza di ciò che andiamo a leggere.
Per esempio, personalmente, sono una seguace di De Giovanni. Non mi perdo neanche un suo libro, eppure non avevo mai pensato che Ricciardi potesse rappresentare un tronco d’albero, mentre i Bastardi di Pizzofalcone sono la siepe. Senza Ricciardi sarebbe tutto inutile, mentre con i Bastardi il filo logico verrebbe fuori ugualmente. Non si finisce mai di imparare e scoprire nuove cose!
Prometto che, quanto prima, recupererò anche qualche libro degli altri due autori presenti nella raccolta.
Bellissima la cover, questa impronta di scarpa lascia un ché di sensazionale per gli amanti del genere!
4 stelle ⭐⭐⭐⭐✰

Anna Calì, classe ’96. Nelle sue vene scorre la lava del Vesuvio e la passione che contraddistingue il popolo napoletano.
Giornalista di professione e con la passione dei libri sin da piccola. Adora annusarli e, quando va nelle librerie, si perde tra gli scaffali ad osservare le copertine.
Grazie a questa passione è riuscita a mettere in campo due sogni nel cassetto: il primo, recensisce i libri che legge, esperienza che fa bene sia al corpo che alla mente. La seconda: è diventata anche scrittrice e ha pubblicato già due romanzi.