Tra le rovine della Grande Fabbrica. Il Reverendo Stone Book Cover Tra le rovine della Grande Fabbrica. Il Reverendo Stone
Fabio Bet
Poesia
Nuove Luci
2019
brossura
176

La racconta di poesie di Reverendo Stone è da ritenersi una ventata d'aria fresca, ma soprattutto esplicita e d'impatto.

Il protagonista, la voce narrante, la voce maschile, è tanto denso quanto sensibile. La poesia porta alla riflessione e all'indagine vitale.

 

Tra le rovine della grande fabbrica. Il reverendo Stone. Di Fabio Bet è una raccolta di poesie.

 

“C’è stato un tempo in cui ho cercato di scrivere in modo da risultare comprensibile agli altri, ma è finito presto, come un temporale estivo. Poi c’è stato un tempo in cui ho cercato di dare un senso alla mia scrittura e con il concetto di “senso” è giunto ben presto il desiderio velenoso di “assenso”. Adesso che mi sono scrollato di dosso tutte queste zavorre e non mi preoccupo più di nulla, vomito fuori le parole con una leggerezza che mi è finalmente dolce.”

Il Reverendo Stone è l’alterego di Fabio Bet, afferma di provenire dall’Antartide e di sentirne la mancanza.

Il poeta osserva, nei dettagli, tutto ciò che lo circonda e ne parla: persone, paesaggi, clima. Riflette sulla vita, e altri concetti vitali. Ma non solo: osserva anche se stesso.

“Ho mani grosse e forti / Piene di segni e ricordi / Di atti scritti a sangue / Sulla pelle stanca […]”

Lo stile è anticonformista, ribelle, aggressivo, a tratti melanconico, talvolta crudele. All’interno della sua poesia c’è sia la luce, il sole, il calore, che il buio, i temporali, la pioggia.

“Mi fa male il petto / E più giù lo stomaco / Per quel gesto amaro / Per il controllo perduto / Per  tutte le cose che facciamo accadere / Più o meno in buona fede / Per questa troia che è la vita / Ognuno imprigionato / E reso folle / Dal suo patetico / Personaggio […]”

La poesia intitolata “Il sole nero”:

Disteso sul letto / una stupida mattina / disteso qui ad osservare lì // In qualche punto / giunto a questo punto / da qui a lì / ho smesso di crescere // S’é inceppato il meccanismo che pareva perfetto / bloccato da un cuneo che ha fermato questa porta // Disteso sul letto /  osservo un ramo di melograno / fuori dalla finestra sbagliata / in questa prospettiva errata // Sono un estraneo qui / avulso in questa concretezza // Da Atlantide sono venuto / in Atlantide voglio tornare// Ho smesso di crescere / da qualche parte tra i calendari / in un istante che mi sono perso / con tutta l’attenzione che ho messo // Il sole nero è rimasto lì dov’era / e anch’io col mio corpo pesante

La poesia è coinvolgente, sembra di vivere e provare le stesse emozioni e stati d’animo, pare proprio di essere il protagonista, o anche di più, il poeta stesso.

A mio avviso si tratta di una poesia contemporanea, che non segue regole precise, rigide..ma che segue il flusso creativo del poeta: le parole, così come nascono, sono inserite senza velo per iscritto.

 

Il Reverendo Stone è l’irriverente alterego di Fabio Bet (Conegliano, 1975). Ama definirsi un atlantideo lontano da casa e studia tutto ciò che l’occidente considera eretico, bizzarro ed inconsueto.

La sua scrittura, caratterizzata da uno stile aggressivo ed anticonformista, unitamente ad una visione della realtà talmente lucida da rasentare spesso la crudeltà, lo rende una delle voci più controverse ed interessanti del nuovo panorama poetico italiano.

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