The Queen. Elisabetta. 70 anni da regina
Biografia
Rizzoli
Maggio 2022
Cartaceo
432

Quando si parla di famiglia reale inglese, il primo nome che ci viene in mente, dopo la regina Elisabetta ovviamente, è Andrew Morton. Ad alcuni può sembrare un nome come tanti altri, ma altri lo collegano subito al biografo per eccellenza della famiglia reale. Biografo non ufficiale, ovviamente.
Andrew Morton divenne famoso nel 1992, anno definito annus horribilis per la famiglia reale inglese. Anno in cui uscì una biografia non autorizzata della Principessa Diana, che svelava segreti e tormenti di Lady D. Questa volta torna per un’altra biografia, forse la più importante, per i 70 anni di regno di Elisabetta II, The Queen.
Elisabetta implorò per anni la madre per avere un fratellino, in modo tale da non diventare, così, l’erede al trono di suo padre Giorgio VI. Il suo sogno era vivere in campagna, circondata da bambini, cani e cavalli. Ma così non fu! E allora Elisabetta, a soli 25 anni, non venne meno alle promesse fatte al padre poco prima che morisse e giurò davanti al popolo che avrebbe dedicato l’intera vita al servizio del Regno Unito e del Commonwealth.
Possiamo definire Elisabetta come la regina dei record: il regno più lungo e con il maggior numero di viaggi, strette di mano e discorsi rispetto a quelli di qualunque altro monarca della Storia. Il percorso affrontato dalla Regina non è stato per niente facile. Per chi è appassionato di serie tv, Netflix ha in serbo una piccola chicca come “The Crown”, che ci illustra alla perfezione la vita della regina Elisabetta e del regno d’Inghilterra. Ovviamente, nella serie tv c’è anche qualche piccolo tocco di fantasia ma, nonostante tutto, posso affermare che è abbastanza fedele alla realtà.
“Il matrimonio tra il Principe Carlo e Lady Diana, celebrato il 29 luglio 1981 nella cattedrale di Saint Paul, fu l’evento reale più importante dopo l’incoronazione della Regina. Proclamata festa nazionale, fu guardato in TV da circa 750 milioni di persone. Seduta tra il pubblico, quel giorno, c’era anche Camilla Parker Bowles, una delle precedenti fidanzate del Principe.
Mentre camminavo lungo il corridoio, stavo cercando Camilla. Sapevo che era lì dentro, ovviamente. L’ho cercata. Praticamente ero io a guidare mio padre lungo la navata ed è su questo che mi sono concentrata”.
Uno dei tratti più difficili, sin dall’ inizio della sua salita al trono, fu senza dubbio il divorzio di suo zio David, conosciuto come re Edoardo VIII. Egli aveva deciso di sposare l’americana Wallis Simpson. Essendo lei americana e soprattutto pluridivorziata, il re aveva dovuto abdicare e lasciare, così, il regno ad Elisabetta. L’intera vicenda possiamo vederla sullo schermo, nel film del 2011 “W.E. – Edward e Wallis”, diretto da Madonna. A seguire, dopo svariati anni, ritroviamo nuovamente la lettera D nel suo percorso: D come divorzio (ancora e ancora), ma soprattutto D come Diana.
Nel primo caso parliamo del divorzio della sorella, la Principessa Margaret e, successivamente, di sua figlia Anna, e poi di Carlo e di Andrea… e per ultimo, seppur in modo trasversale, di suo nipote Harry. In un certo senso possiamo dire che la storia si ripete poiché anche Harry, come Edoardo VIII, ha deciso di abbandonare la sua carica per sposare l’americana (e divorziata) Meghan Markle.
Ma, senza dubbio, la nota dolente per la regina è l’intera vicenda Carlo&Diana. L’ultimo film portato sugli schermi, “Spencer”, illustra il rapporto della Regina con Diana in modo molto controverso. Inizialmente, tra le due c’era un’ottimo rapporto, tanto che, dopo le prime visite, la Regina definì Diana “una di noi“; ma con il passare degli anni, delle amicizie (tra cui la cognata Fergie) e delle svariate vicende (non dimentichiamo il capitolo Camilla Parker Bowles), il tutto si è sicuramente inasprito. Il carattere forte di Elisabetta certamente non è stato facile da sostenere, ma, essendo una donna a capo del regno, non poteva fare di certo altrimenti.
Lo stile adottato da Andrew Morton è molto scorrevole e, pur trattandosi di una biografia storica, “The Queen” non risulta affatto noioso. A tratti, troviamo delle piccole chicche “segrete” sulla famiglia reale inglese che Morton è riuscito ad accaparrarsi da persone vicine alla famiglia reale. Come, ad esempio, quando arrivò a palazzo la notizia della morte di Lady D: i. In quel momento ci fu una delle poche dimostrazioni d’affetto tra una madre e suo figlio, non sapendo a cosa andavano incontro. Probabilmente, tra i più esperti salterà all’occhio qualche piccolo errore di traduzione, ma certamente questo non influisce sulla comprensione del testo.
La divisione per tematiche aiuta certamente a scegliere su quali episodi concentrarsi e l’abbinamento dei diversi titoli di film sopracitati possono alleggerire la lettura. Certamente, non si tratta del solito libro da leggere sotto l’ombrellone per rilassarsi, ma se si è appassionati di monarchia inglese non posso fare altro che consigliarlo assolutamente.