Testimonianza fatale
Le indagini del detective Erika Foster
Giallo
Newton Compton Editori
11 febbraio 2025
Cartaceo, ebook
352
La detective Erika Foster sta facendo una passeggiata notturna vicino casa, a Blackheath, quando si imbatte nel corpo senza vita di Vicky Clarke, una podcaster di true crime. Erika viene assegnata al caso e indagando scopre che le ricerche della vittima per la nuova puntata del podcast erano focalizzate su un predatore sessuale; quest'ultimo prenderebbe di mira solo giovani studentesse nel sud di Londra, sorvegliandole nei loro dormitori prima di irrompere nel cuore della notte e aggredirle. Gli appunti e le registrazioni di Vicky sono stati rubati dal suo appartamento al momento dell'omicidio, e questo porta Erika a credere che la donna fosse sul punto di smascherare il colpevole, e che sia stata uccisa per garantire il suo silenzio. La situazione prende, però, una svolta ancora più inquietante quando viene ritrovato il cadavere di una giovane studentessa di medicina. Forse nulla è come Erika aveva immaginato...
“Testimonianza fatale” di Robert Bryndza, edito da Newton Compton Editori è il settimo caso con protagonista l’ispettore capo Erika Foster.
Ritroviamo Erika nella sua nuova casa in stile vittoriano che, in quelle serate di fine ottobre del 2018, sembra ancora più triste e decadente.
La zona di residenza si chiama Blackheath.
“Heath significa brughiera, una distesa di terra semi incolta e (…) la chiamavano Black perché pare che ci seppellissero i corpi durante la Black Death, la peste nera.”
Nonostante tutto, l’abitazione è vicina al suo luogo di lavoro e alla casa del suo amico e collega Isaac, il patologo forense.
Erika aveva lasciato Manchester per trasferirsi a Londra in seguito alla tragedia che l’aveva colpita: la morte di Mark, suo marito.
“Erano stati quattro anni tormentati, dal punto di vista personale e professionale, ma comprare una casa, per quanto malmessa, le sembrava davvero un nuovo inizio.”
Rientrando a casa, l’ispettrice viene spaventata e sorpresa da un urlo proveniente da un appartamento attiguo. È stata Tess Clarke a gridare dopo aver trovato senza vita sua sorella Vicky, in una stanza con le finestre chiuse e senza segni di effrazione.
Che la ragazza conoscesse il suo aggressore?
L’appartamento della vittima è spartano, spoglio, con un insolito studio di registrazione al posto della camera da letto.
Alla chiamata alla polizia di Erika rispondono l’ispettrice Kate Moss e l’ispettore James Peterson, con il quale la protagonista aveva avuto una relazione a intermittenza tempo addietro.
Robert Bryndza riallaccia i fili della storia personale della Foster con quelli di chi le sta accanto, come se fossero tasselli di narrazione che l’autore dissemina tra le pagine.
In questa nuova indagine Erika mi è sembrata particolarmente sensibile ed emotiva.
“Si avvicinò e le sollevò con delicatezza un ciuffo di capelli. Il volto della ragazza era una maschera di sangue e lividi. Le labbra contratte in una smorfia di terrore, i denti scoperti. Gli occhi spalancati e vitrei. Uno sguardo vuoto.”
Vicky era un’attrice, una doppiatrice, senza grande fortuna. Stava lavorando ad un podcast. Questo è l’unico elemento innovativo di un romanzo che ha un sapore un po’ retrò. Forse per la descrizione degli appartamenti dello stabile in cui viveva la vittima, che sembrano essersi fermati agli anni Cinquanta.
“Un tonfo sordo rimbombò nell’appartamento, e il pendolo a cucù nel salotto suonò l’ora. Erika sentì un brivido lungo la schiena. In quella casa strana e inquietante, sembrava che il tempo si fosse fermato.”
Anche la nuova residenza dell’ispettrice è una vecchia casa, “la più brutta nella via più bella”. In realtà, non vive da sola. Erika ha la compagnia di un bel gatto nero, George, con le zampe bianche e bellissimi occhi verdi. Una presenza rassicurante.
Trama e scrittura
In questo episodio, l’ispettrice mi è parsa impaziente e meno organizzata del solito, sia sul lavoro che nella sfera privata. Sa di dover giocare bene la partita se non vuole dire addio alla sua carriera.
“Solo un consiglio, Erika: fatti furba. Sta’ al gioco. Non procedere in modalità bulldozer.”
Questa è una storia di sorelle dal carattere diverso e una storia di amicizia. Si parla di donne che si vergognano e che non denunciano nulla per paura.
Il ritmo di Bryndza è cadenzato in base alla curiosità crescente che riesce a trasmettere al lettore. Parte piano, quasi in sordina, per alzare, man mano, i toni e i colpi di scena. Ho trovato molta più azione in questo nuovo capitolo della serie e, rispetto ai precedenti, ho avuto l’impressione che l’autore sottolinei spesso la nazionalità polacca della protagonista.
La forza di questo romanzo ruota intorno ai podcast, questa nuova e innovativa realtà di divulgazione audio digitale.
Vicky ha compiuto ricerche approfondite per avvalorare l’attendibilità e l’utilità dei suoi lavori.
“Cosa l’ha spinta a mettere su un podcast true crime?”
Ma, si domanda Erika, come trovava le informazioni che le servivano e i testimoni da intervistare?
Se amate le indagini alla “Indovina Chi?” e se ascoltate i podcast, questo giallo fa per voi!
Devo essere sincera, rispetto all’indagine precedente, “Indizi mortali”, questo nuovo caso mi ha appassionata di meno. La stessa Erika ammette di aver perso “il filo del caso”, anche se poi lo ha ritrovato! Tuttavia Bryndza, come sempre, ci sorprende con imprevedibili colpi di scena. Inoltre, non lascia l’ispettrice da sola. Le mette accanto un gatto e fa emergere, dal suo lontano passato, un personaggio che spero di rivedere nel prossimo libro della serie.

Mi chiamo Alessia. Sono un’insegnante di matematica e inglese. Vivo in provincia di Pavia. Adoro leggere (soprattutto gialli), fare yoga e cucinare.