Terra di neve e cenere
thriller
Marsilio Editore
2025
cartaceo
304
Nel 1947, quando la guerra è ormai alle spalle, Inkeri raggiunge una piccola città della Lapponia finlandese per documentare con le sue foto la ricostruzione della zona. Ufficialmente, deve mettere insieme un reportage per un giornale della capitale, ma il suo vero obiettivo è un altro. Più personale. Quel lungo viaggio da Helsinki a Enontekiö, nel profondo Nord del paese, ripercorre in realtà le tracce del marito di cui non ha più notizie: quello è l’ultimo posto dove Kaarlo è stato visto prima di scomparire. Molte risposte alle sue domande potrebbero trovarsi in un diario. Contiene le parole di un soldato che, chiamato come interprete, ha registrato gli eventi dell’ultimo anno di guerra e sembra fornire un punto di partenza per risolvere finalmente il mistero che avvolge il destino di Kaarlo, e non solo.
Ma sarà l’incontro con una ragazzina sami e la sua comunità ad aprirle davvero gli occhi. Giorno dopo giorno, in quel paesaggio polare di grande bellezza, i ricordi di un popolo che abita le terre artiche da sempre porteranno alla luce fatti sconvolgenti, storie taciute di oppressione e di sopravvivenza.
In un racconto potente e profondamente poetico, dove ognuno dei protagonisti porta con sé un segreto fino alla fine, Inkeri si trova ad affrontare le verità scomode del passato, in cerca di una possibilità per ricomporre le ingiustizie.
Confesso subito di essere innamorata della narrativa nordica, delle sue atmosfere e ritmi, della scrittura ricca di chiaroscuri, spesso malinconica. Quindi, non potevo perdermi questo romanzo della scrittrice finlandese Petra Rautianien. “Terra di neve e cenere”, edito Marsilio, mette insieme una commistione di generi che dà alla narrazione dinamiche affascinanti: il romanzo storico incontra l’indagine, la perfetta caratterizzazione dei personaggi si incastra in descrizioni che lasciano senza fiato per la loro bellezza. E questa mescolanza di generi mette in posa un quadro di rara bellezza, una storia che lascia il segno.
Le descrizioni ambientali raccontate dall’autrice sono vibranti di intensità. La Lapponia non è la distesa di bianco che immaginiamo. Basta guardare con attenzione e la vediamo punteggiata di piccole pennellate di colore; basta guardare il cielo e scoprirlo bello come in nessun altro luogo. Anche il silenzio ha qualcosa da raccontare: se si presta ascolto con attenzione, senti vibrare l’aria, battito d’ ali, respiro di vento.
“Terra di neve e cenere” è una storia che scorre in due tempi che si alternano. Troviamo il diario di Vaino Remes, impiegato militare e interprete nel campo di Inari, nel 1944. Passiamo poi a qualche anno dopo la fine della guerra, al seguito di Inkeri, talentuosa fotografa che arriva in Lapponia per documentarne la ricostruzione dopo il conflitto mondiale. In realtà, la donna è giunta nel luogo in cui si hanno le ultime notizie di suo marito, imprigionato e poi scomparso nel nulla, per scoprire che fine abbia fatto.
L’alternarsi del diario e della narrazione in terza persona, ci porta al centro di un gioco di specchi, in cui i segreti sono così ben celati che, spesso, le bugie prendono il volto della realtà.
Il romanzo di Petra Rautianien è un thriller esistenziale, un page-turner che tiene il lettore avvinto a sé, con la curiosità di scoprire la realtà dietro le bugie e le omissioni, dietro quei segreti gelosamente custoditi e svelati a poco a poco, che danno la sensazione di vivere in un vero e proprio giallo in cui le anime e i cuori dei personaggi hanno due facce. E sta a noi scoprire quelle autentiche. Neve e cenere hanno ricoperto molti terribili segreti, soprattutto in tempo di guerra, dove spesso la vita umana aveva il valore di un battito di ciglia e bastava un nulla per annientarla.
“La terra era stata scorticata, devastata, incendiata. La maggior parte degli alberi rimasti erano bruciati. I loro tronchi contorti scandivano i bordi delle strade. Simili a spettri, puntavano contro il cielo rami frastagliati e carbonizzati che sembravano spade o baionette. In mezzo al paesaggio desolato s’ innalzavano camini dove un tempo sorgevano le case” – Terra di neve e cenere
I campi di prigionia in terra lappone non avevano niente di diverso da qualsiasi altro campo di reclusione per prigionieri di guerra, che, spesso, avevano la sola colpa di essere dell’etnia, della religione o dell’orientamento sessuale “sbagliato”. È una storia che ferisce, questa, che ci porta in luoghi incantevoli, ma contaminati dalla tragedia della guerra; ma ci fa anche intravedere la speranza nel volto bellissimo di una ragazzina che si innamora della fotografia, allo stesso modo in cui se ne era innamorata Inkeri quando ancora aveva dei sogni.
“Per lei la fotografia era tutto. Quando guardava il mondo attraverso l’obiettivo, aveva la sensazione di essere sempre nello stesso posto. Poteva trovarsi in qualunque angolo del pianeta, intenta a ritrarre un duca o il bracciante di una piantagione: nel profondo lei sentiva di occupare sempre lo stesso punto. Nient’altro aveva più importanza”
Seguire Inkeri nelle sue indagini è come intraprendere un viaggio alla scoperta di un popolo, i Sami, di cui l’autrice ci svela i contorni, li disegna con pennellate vivide, tanto da percepirne le voci, da scorgerne volti e sorrisi. Mi ha affascinato conoscere questo popolo indigeno, un tempo erano cacciatori e raccoglitori, pastori di renne, un’etnia antichissima.
L’ambientazione è uno dei punti di forza della storia e la penna di Petra Rautianien è incantevole, riesce a emozionare e a catturare l’attenzione, fa commuovere, ma lascia anche qualcosa di autentico alla fine della lettura, la sensazione di aver intrapreso un cammino con i personaggi, fuori e dentro di loro, e di aver imparato qualcosa di prezioso.
“Quell’estate Inkeri si era accorta di aver imparato a vedere il mondo con occhi diversi. Ne aveva compreso ricchezza e varietà. E aveva capito che la sua vita, le sue speranze e i suoi sogni non dipendevano esclusivamente dalla luce. Quella era stata solo una sua scelta”
Conoscete la storia del popolo Sami?
4 stelle ⭐⭐⭐⭐☆

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.
