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Recensione: Teresa Filangieri. Una Duchessa contro un mondo di uomini di Carla Marcone, Scrittura e Scritture ed.

Teresa Filangieri. Una Duchessa contro un mondo di uomini Book Cover Teresa Filangieri. Una Duchessa contro un mondo di uomini
Carla Marcone
romanzo storico
Scrittura e Scritture
26 ottobre 2017
eBook e cartaceo
158

All'indomani dell'Unità d'Italia, in una Napoli preda della miseria, dove i bambini poveri sono abbandonati al proprio destino e le orfane spesso diventano spose raccattate o suore senza vocazione, una duchessa attraversa i vicoli lerci, bussa alle porte dei bassi, interroga il popolo per aiutare e non per sedurre con promesse irrealizzabili. In questa Napoli lazzara di Michele 'o Belzebù, dove l'azzurro degli occhi di Raffaele si sporca col nero della superstizione della schiena ingobbita del buon Alfonso, Teresa Filangieri concepisce un progetto ambizioso: far costruire il primo ospedale pediatrico. Deve però scontrarsi con il mondo degli uomini, quegli stessi, padri e mariti, a cui le donne ancora appartengono di diritto. Sfida le convenzioni, raccoglie dalla strada gli scugnizzi, ferite che bisogna cominciare a disinfettare. Carla Marcone mette in scena una Napoli in cui la storia viaggia per conto proprio, separata nei tempi e nei modi dal resto d'Italia, dove vivere è una ricompensa e morire spesso è un privilegio, e ridona luce a una donna dai natali illustri, animata dalla passione civile, dall'amore verso i più deboli, ma dimenticata dalla Storia.

“Il potere è maschile ma la capacità è femminile”

RECENSIONE
Bene… i dati li ho messi… la trama pure, il link d’acquisto anche… e le stellette… ah beh. Eccoci all’acqua! E quante stellette metto per un libro che meriterebbe un immenso cuore? Forse un fuoco d’artificio. Mumble, devo chiedere alle admin se posso mettere i fuochi d’artificio. O i cuori… o magari le piume che hanno la stessa leggerezza delle parole con cui questo romanzo è stato scritto. E chissà se quelle maghe delle admin lo sapevano che mi avrebbe fatto questo effetto… embè certo, loro sanno sempre tutto. Perchè assegnarlo proprio a me, che amo il Risorgimento italiano (sì, lo scrivo con la maiuscola io) e le sue donne tanto da dedicargli tutte le storie che scrivo? Tanto da leggerne e sognarne la notte. Ebbene, credo che volessero farmi piangere, ed emozionare, e sognare insieme alla vita di Teresa Filangieri, una delle (nobil)donne che sfidò il suo tempo. Certo, diranno i lettori, bella forza, quando sei Duchessa… figlia di una Principessa niente di meno e di un Generale… troppo facile. E certo quando sei Cristina Trivulzio Principessa di Belgiojoso…  mica difficile. Una cippa, dico io. Perchè se adesso noi possiamo votare, se adesso lottiamo per una parità di stipendio e per la possibilità di avere una carriera senza danneggiare la famiglia, lo dobbiamo anche a quelle donne che hanno dimostrato di essere pari, se non superiori, alla massa di uomini che le derideva e ci hanno garantito la base dei diritti sociali di cui oggi godiamo. Lo dobbiamo a chi ha lottato non per se stesso ma per gli altri, a chi ha donato tempo, averi e vita alla cura del prossimo indipendentemente se questo fosse uomo, donna, vecchio, bambino, ricco, povero.
“Il potere è maschile ma la capacità è femminile” così dice Teresa, la caparbia Teresa, la fedele Teresa, l’indomita Teresa attaccata come un ramo d’edera all’albero della speranza di cambiare il mondo, di renderlo un posto migliore. E di migliorare quella Napoli che ai suoi occhi era tutto e il contrario di tutto, amore e odio, ricchezza e povertà, sudiciume e lindore, splendore e oscure profondità. Lei che ha trasformato il dolore della morte dell’adorata figlioletta di dodici anni nell’immenso amore per la Napoli sotterranea, la più povera, la più dimenticata. E io dovrei recensire questo libro, ma come posso giudicare una prosa che è poesia, una storia che è magia, una vita che è fulgida stella. Nel 2018 siamo ancora qui a meravigliarsi dell’esempio di una donna italiana nata due secoli fa, anno più anno meno, senza riuscire a dargli un senso, senza neanche provare a seguire quella temerarietà forgiata nel fuoco della terra che Teresa aveva dentro. Rammolliti dal troppo mangiare e dai saldi di fine stagione, abbiamo ammorbidito la spina dorsale per inchinarci al benessere dimentichi, volontariamente ciechi, davanti alle brutture del mondo… basta che siano lontane. L’ospedale che è stato il coronamento di tutta la tua vita, Teresa, è stato trasformato in uffici amministrativi. Scendi dal luogo beato dove ti trovi insieme con la tua Lina e il tuo amato marito Vincenzo e bacchetta quegli stolti, Teresa, perché loro non sanno quello che fanno. Teresa urla il tuo esempio, strilla il tuo cuore Teresa, aiutaci, perché la tua vita e le tue lotte fanno ancora tremare, il tuo coraggio fa ancora paura, è per questo che ti vogliono dimenticare. Teresa urla alla tua Napoli, Teresa anima di Napoli… Teresa non permettere che la storia ti dimentichi. Teresa sei troppo importante, salvaci dall’egoismo, dalla meschinità, dalla volgarità della materia.  Teresa perdonaci, se solo Napoli, e poco anche lei, celebra la tua immensità. Io, nel mio piccolo, ti ricordo e ti celebro e ringrazio l’autrice per questo diamante che tra storia e fiaba fa rinascere la speranza in un mondo migliore, di un’Italia migliore.
 
AUTRICE
Carla Marcone
Carla Marcone è nata a Napoli in una calda notte di luglio, mentre nel mondo echeggiava la rivolta e le streghe tornavano bruciando il reggiseno in piazza. Crescere in una famiglia di stampo patriarcale, dove, però, erano le donne a portare i pantaloni, ha sviluppato in lei un estremo senso di ribellione contro ogni sopruso, contro ogni ingiustizia. I suoi personaggi, di cui l’autrice racconta in uno stile fatto spesso di parole sussurrate che nascondono segreti, affrontano nella maggior parte dei casi il proprio destino spinti dalla molla del “adessovifacciovedereiodicosasonocapace”, talvolta uscendone vittoriosi, altre delusi e sconfitti; ma è la vita, sì la vita, quella vera, quella della gente comune che Carla Marcone trasporta, riveduta e corretta dalla fantasia, nei suoi romanzi. Ha pubblicato il racconto Favola d’Aprile (2004), e i romanzi Fiori di carta (Scrittura&Scritture 2005) e Teresa e la luna (Scrittura&Scritture, 2008).

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