Tennis partner
Narrativa contemporanea
Neri Pozza editore
11 novembre 2025
cartaceo e-book
416
Il medico si è vestito elegante per il primo giorno del suo nuovo lavoro a El Paso, Texas. Una vita nuova lo aspetta in quella città tagliata in due dalla montagna, dove si è appena trasferito con la moglie e i figli ancora piccoli. In ospedale conoscerà i suoi specializzandi, sguardi ansiosi, camici candidi, stetoscopi scintillanti. Futuri medici a cui insegnare il fondamentale rito della rilevazione del polso, il mistero complesso della diagnosi, l'infinita responsabilità della cura. Ma in questo nuovo inizio, il dottor Abraham Verghese ripone la speranza di salvare il suo matrimonio, la speranza che le parole dette e le cose accadute possano essere dimenticate. David Smith ha tante cose da dimenticare, una carriera da tennista abbandonata, una tossicodipendenza annosa punteggiata di dure riabilitazioni e ricadute rovinose, gli studi di medicina da sorvegliato speciale. Una partita di tennis diventa il primo atto di un rituale che coinvolge lo studente e il suo insegnante, con ruoli che si invertono come in un gioco di specchi, In campo, Abraham guarda a David con ammirazione e stupore, in corsia David ascolta Abraham con rispetto e devozione. Dalla passione per il tennis che li ha avvicinati, nasce un legame cauto ma profondo, in cui due uomini soli liberano le paure, espongono le ferite, trovano sostegno l'uno nell'altro. Ma come due bambini costruiscono un castello di sabbia ignari della marea che arriverà, quando la bestia crudele si risveglia dal suo sonno, tutto ciò in cui Abraham ha creduto e per cui ha lottato rischia di finire travolto.
“L’universo e le nostre vite dipendevano esclusivamente da questo: rimandare ancora una volta la palla dall’altra parte della rete” da “Tennis partner” di Abraham Verghese
“Tennis partner” di Abraham Verghese (Neri Pozza editore) è uno spaccato di vita dell’autore, medico infettivologo e docente presso l’ospedale di El Paso (Texas). Sono gli anni Novanta e la malattia da sconfiggere è l’Aids che miete parecchie vittime. Il dottor Verghese si ritrova ad affrontare una crisi matrimoniale e il relativo senso di colpa nei confronti dei suoi bambini ai quali vorrebbe dare una famiglia unita. In questo clima di precarietà conosce uno specializzando con il quale scopre una certa affinità e i due diventeranno presto amici, questo grazie alla comune passione per il tennis. Giocare insieme abbatte le barriere e le gerarchie rendendoli liberi di essere se stessi. Ma il giovane si rivelerà diverso da ciò che il suo mentore pensava. I demoni del ragazzo torneranno a fargli visita dando inizio a un periodo di forte instabilità, fragilità e preoccupazione.
“Non confondere la vergogna con il senso di colpa. La vergogna dice “io sono l’errore”, mentre il senso di colpa dice “Io ho commesso un errore”.
Tu hai commesso un errore, ma non sei un errore”
Non ho mai letto nulla di questo autore ma ora sono decisa a farlo, certa di non rimanere delusa. Pur trattandosi di vita vera quella che lui (voce narrante) racconta, è avvincente e coinvolgente come un romanzo. Non temete di trovarvi di fronte ad una lettura pesante o noiosa, anzi, vi sorprenderà! Questo grazie al suo abile narratore in grado di rendere interessante anche una comune routine riempiendola di considerazioni intelligenti e condivisibili. In ogni paragrafo è presente uno spunto di riflessione.
Abraham Verghese è un medico e un docente di medicina interna, specializzato in malattie infettive. E’ empatico quindi per lui suoi pazienti non sono solo casi clinici, ma individui con una storia. Lavora con passione, impegno ed è stimato da colleghi e allievi. La sua situazione familiare non è altrettanto soddisfacente. E’ in crisi con la moglie, stanno per separarsi e lui teme che i loro due figli ne possano risentire. E’ un bravo padre e fa il possibile per aiutare i suoi bambini ad incamerare il cambiamento in modo indolore. Sa anche essere un ottimo amico e lo dimostrerà quando conoscerà David Smith, specializzante australiano.
David è un ex campione di tennis, un giovane di bell’aspetto che piace alle donne, il suo carattere è amichevole, attira le simpatie di chiunque lo conosca. E’ apparentemente mite e arrendevole, nessuno può immaginare quali demoni si agitino nella sua mente. Essendo un ex tossicodipendente, frequenta ancora le riunioni del centro di disintossicazione poiché a rischio ricaduta. Il suo fascino suscita nelle donne desiderio di protezione e l’illusione di poter essere la sua salvezza. Ma David non è una persona equilibrata. E’ incapace di creare legami stabili, è troppo inquieto e tormentato per potersi fermare. Il suo bisogno di adrenalina e di stimoli sempre nuovi, lo portano a fuggire deludendo le persone che hanno creduto in lui.
“Abraham, David è come una spugna… Lui prende e basta. Ha facilità a costruire le relazioni ma poi non sa come mantenerle, sa solo distruggerle, sa solo deludere le persone. Ecco perché ti senti così”
Questo libro è dedicato proprio a David Smith, un’amicizia importante quanto impegnativa per l’autore (voce narrante). Mi sarebbe piaciuto essere un’appassionata di tennis per poter cogliere le metafore tra questo sport e la vita presenti nella narrazione. Si fanno brevi digressioni dove si citano ex campioni di un passato che ricordo bene, raccontando interessanti aneddoti.
E’ una storia molto profonda che lascia il segno poiché narra di temi universali come la solitudine e il suo combatterla eternamente. Esplora il tema del fallimento e la relativa capacità di ricostruirsi. La difficoltà di mantenere vivo un legame, l’autenticità dell’amicizia, la solidarietà ma anche la tossicità di alcune relazioni dalle dinamiche patologiche. Ci parla del baratro delle dipendenze in modo realistico e a tratti sconvolgente. Delle ferite provocate dalle delusioni soprattutto se inflitte da coloro verso le quali avevamo teso la mano.
“L’amicizia tra me e David aveva portato con sé la promessa di condurci da qualche parte, a qualcosa di straordinario, di vitale”
E’ una storia a volte cruda ma quasi sempre emozionante poiché si parla di sentimenti autentici anche se troppo spesso traditi. Invita a farsi molte domande alle quali non ho trovato risposta ma ho formulato una serie di teorie. Il ritmo è discreto all’inizio per poi acquisire rapidità sorprendente pagina dopo pagina. Lo stile dell’autore è fluido, schietto e pulito. Si tratta di vita reale quindi preparatevi alla sua dose di amarezza, tuttavia non potrete fare a meno di provare commozione (e rammarico). Non vi lascerà sicuramente indifferenti!
Preferite leggere storie di vita reale o storie di fantasia?