Sweet Child O’ mine
MM
Leggereditore
22 Maggio 2025
cartaceo, ebook
540
Ethan è cresciuto sapendo una sola verità: i Cross sono il nemico. Gliel’hanno insegnato prima ancora che imparasse a stare in piedi. Per la sua famiglia il mondo è diviso in due categorie nette: noi e loro. E Asher Cross appartiene alla seconda.
Peccato che il destino abbia deciso di chiuderli nello stesso spazio, week-end dopo week-end, sotto il tetto della signora Wells: un’anziana eccentrica, amante dei tarocchi e dei gatti, che ignora completamente la faida che li separa.
Costretti alla convivenza, Ethan e Asher scoprono che dietro l’odio imposto si nascondono crepe pericolose: sguardi che insistono troppo a lungo, silenzi carichi di tensione, una vicinanza che diventa impossibile da ignorare. Perché l’attrazione non chiede permesso, e il confine tra nemici e alleati è più sottile di quanto entrambi vogliano ammettere.
Questa non è una classica storia d’amore. È una storia di odio tramandato, di divari sociali, di famiglie tossiche e di due ragazzi costretti a guardarsi davvero... proprio quando farlo potrebbe distruggerli.
“Sweet Child O’ mine”, romanzo young adult mm di D. Bee, edito Leggereditore è un enemies to lovers canonico, in cui lui odia lui e viceversa, in quella che ci appare da subito come una vera e propria guerra, alimentata da un’ostilità viscerale.
“Asher aveva giurato di distruggerlo un’infinità di volte, invece lo stava tenendo insieme con delicatezza.”
Come nelle più classiche storie d’amore che nascono da questi presupposti, accade qualcosa che costringe i due ad avvicinarsi, a conoscersi e ad andare al di là della rivalità. Nasce l’amicizia, la comprensione e poi qualcosa di più. Un romance in cui l’amore tra due diciassettenni che si erano sempre detestati, arriva e travolge le loro vite. Ci saranno litigate furiose e furiose riappacificazioni, ci saranno lacrime, parolacce, rabbia, gentilezza, cura e sostegno.
Ethan Marie (Mary per chi vuole beffeggiarlo) è il ragazzo perfetto, che viene da una famiglia perfetta, religiosa e ossessionata dalle convenzioni. Lui, impeccabile, mai stropicciato, irreprensibile, in realtà si nasconde dietro camice ben stirate e una calma apparente, mentre dentro di lui si agitano tempeste, il vero sé stesso, quello che fuma, prende pillole come se fossero caramelle, desidera il suo migliore amico e sogna, disperatamente sogna di diplomarsi per poter andare lontano da una famiglia che è più di una prigione. E poi c’è Asher, la sua nemesi da sempre, il suo esatto opposto. Ash ha un padre in galera e una madre che è un raggio sole, il classico bad boy vestito di nero e senza un soldo. Ma guardando meglio chi ha la famiglia più accogliente e chi sta perdendo l’ultimo barlume di serenità?
“Il problema era che Asher amava quando restavano solo loro due, perché Ethan sembrava sé stesso solo quando non c’erano spettatori a guardarlo. Metteva da parte quell’ aria da miracolo ambulante e si mostrava per quello che era: divertente, imperfetto, umano. Si scompigliava i capelli, si sbottonava il colletto della camicia, faceva smorfie. Diceva parolacce. Un ragazzo come qualsiasi altro, ma speciale.”
In “Sweet Child O’mine” c’è la delicatezza dei sentimenti, quelli timidi e impacciati che sbocciano inaspettati; c’è la travolgente corsa sfrenata del cuore che fa a gara con la pelle per sentire di più, per avvicinarsi di più. Ci sono fragilità, cadute che sembrano incidenti disastrosi, che ti spezzano e poi ricompongono diverso, più consapevole. È un racconto feroce di famiglie disfunzionali, di dipendenze da farmaci, di legami tossici più di quelle pillole con cui si cerca di annientarsi. Ma su tutto quel dolore, quel ferire e ferirsi, D. Bee fa brillare una supernova: l’amore che accoglie, cura e protegge.
“Le loro difese stavano crollando mattone dopo mattone ma, anziché cercare di arrestare quel graduale cedimento, entrambi se ne stavano in attesa di scoprire cosa ci fosse dall’ altra parte del muro.”
Belle e sfaccettate le personalità dei protagonisti, multicolore l’universo che li circonda, tra personaggi oscuri, altri luminosi e avvolgenti, si crea un intreccio coinvolgente, accattivante e ricco di pathos. La scrittura è curata, intrisa di emozioni travolgenti, il ritmo è veloce, le pagine scorrono e i capitoli volano trasportati da ali di farfalle e venti di tempesta. Ti ritrovi, dopo più di cinquecento pagine, alla fine di un viaggio da fiato in gola, sorprendente, emozionante, sofferto, dolcissimo e spiazzante.
Mi è piaciuto molto come l’autrice ha trasformato l’enemies to lovers in found family: perché oltre all’ innamoramento, ciò che rende speciale la storia sono i legami che si creano, l’essere, diventare famiglia, al di là di tutto. Un romance intenso, una storia di crescita e accettazione, di paure che tolgono letteralmente il fiato, di fragilità che rischiano di annientare un’anima troppo sensibile se non ha qualcuno accanto pronto a sorreggere, capire, ascoltare. Non è solo una storia d’amore, ma un universo di sentimenti e emozioni.
“E lui desiderava Asher. Con ogni fibra del suo corpo. Le sue mani volevano toccarlo, gli occhi guardarlo, le orecchie ascoltarlo. Le labbra baciarlo. Lui voleva, voleva e voleva. E quel desiderio bruciava senza lasciargli un attimo di tregua, riducendo tutto il resto in cenere. Paura, senso di colpa, vergogna. Non c’era spazio per quelle cose, quando gli stava vicino.”

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.