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Recensione: “Sulle tracce di Jack lo Squartatore” di Kerri Maniscalco, Mondadori

Sulle tracce di Jack lo Squartatore Book Cover Sulle tracce di Jack lo Squartatore
Kerri Maniscalco
Horror
Mondadori
15 settembre 2020
cartaceo, ebook
405

È stata cresciuta per essere la perfetta dama dell'alta società vittoriana, ma Audrey Rose Wadsworth vede il proprio futuro in modo molto diverso. Dopo aver perso l'amatissima madre, è decisa a comprendere la natura della morte e i suoi meccanismi. Così abbandona l'ago da ricamo per impugnare un bisturi da autopsia, e in segreto inizia a studiare Medicina legale. Presto viene coinvolta nelle indagini sull'assassino seriale noto come Jack lo Squartatore e, con orrore, si rende conto che la ricerca di indizi la porta molto più vicina al suo mondo ovattato di quanto avrebbe mai creduto possibile.

Ispirato agli efferati crimini irrisolti che hanno insanguinato la Londra di fine Ottocento, lo strabiliante romanzo d'esordio di Kerri Maniscalco tesse un racconto ricco di atmosfera che intreccia bellezza e oscurità, in cui una ragazza vittoriana molto moderna scopre che non sempre i segreti che vengono sepolti lo rimangono per sempre.

“Mi presi il tempo necessario per individuare il giusto posizionamento della lama sulla pelle, cercando l’angolazione per un’incisione netta. Sentivo gli occhi dello zio puntati addosso, intenti ad analizzare ogni singolo movimento della mano, ma la mia attenzione era totalmente focalizzata sulla lama che stringevo tra le dita. Spostai il bisturi dalla spalla allo sterno senza esitazioni, esercitando una forte pressione”.

 

In questo romanzo ho trovato: mistero, giallo e suspense oltre a un briciolo di romance. Audrey Rose, la protagonista, è una giovane ragazza, appassionata di  medicina legale, cosa molto sconveniente per l’epoca, coraggiosa pronta a sfidare le convenzioni per essere libera e non sottostare alle pesanti regole che la sua posizione le impone. È una donna attenta, finemente intelligente e bellissima: un mix perfetto.

Vive in un’enorme magione con suo fratello Nathaniel e suo padre, in quanto sua madre è morta cinque anni prima.
Personaggio molto interessante è  lo zio paterno al quale Audrey Rose si avvicina quando decide di intraprendere gli “studi” in medicina legale.

«Difficile credere che tra poche settimane l’inverno avrà distrutto tutta l’erba.» Nathaniel sembrava esasperato. «Sì, be’, fino alla prossima primavera, quando risorgerà con caparbietà dalla sua tomba ghiacciata sperando nell’eternità.» «Se esistesse una cura per la malattia più letale della vita…» mormorai tra me. «Che sarebbe, esattamente?» Lanciai uno sguardo a mio fratello e lo distolsi subito, facendo spallucce. «La morte.»

La calma esistenza degli Wadsworth viene sconquassata quando a Londra iniziano a verificarsi una serie di efferati omicidi.

Audrey Rose, insieme allo zio, vaglierà ogni caso per cercare di trovare il serial killer. Ad affiancarli ci sarà anche Thomas, il nostro protagonista maschile. Thomas ha un carattere ben costruito, irriverente e senza peli sulla lingua; in molti casi si mostra saccente ma è anche dolce. Insieme sono un mix esplosivo: si punzecchiano continuamente  per mascherare l’interesse reciproco.

La parte romantica è presente ma non invasiva, ed è assolutamente in linea con i costumi dell’epoca. L’autrice ha saputo sapientemente costruire una storia romantica perfettamente contestualizzata e soprattutto è riuscita a far sì che non soffocasse il principale tema del romanzo.

Kerri Maniscalco ha approfondito il caso e, come da lei dichiarato nelle ultime pagine, ha apportato delle modifiche agli accadimenti storici, unendo alla realtà la sua immaginazione dando vita a una trama credibile e soprattutto molto intrigante. Nulla è epurato: le scene violente sono crude, le descrizioni dell’autopsie dettagliate ma senza mai cadere nel macabro.

Sentii del trambusto in fondo all’isolato e m’infilai svelta nel vicolo più vicino per evitare di essere vista. Le voci erano trasportate dalla nebbia che serpeggiava, aggiungendo un che di sinistro al paesaggio già di per sé spettrale. Contai i respiri, in attesa che le persone mi superassero, pregando che nessuno s’intrufolasse nel mio nascondiglio. Il vento mi solleticava la nuca, facendomi accapponare la pelle. Mi metteva a disagio essere intrappolata tra due edifici.

La scrittura è pulita, semplice, mai noiosa. Le descrizioni sono accurate e sembra realmente di trovarsi di notte nei vicoli di Londra. A tal proposito in alcuni passaggi sembra quasi di percepire gli odori e sentire la nebbiolina penetrare nelle ossa del lettore. In questi paragrafi ho rivissuto per un’attimo la visita da me fatta a Madame Tussaud’s a Londra dove è stata ricreata una parte della città nella quale Jack the Ripper colpiva le sue vittime.

Un romanzo ben scritto adatto sia dagli amanti del genere ma anche da chi predilige romanzi rosa.
Una chicca, nelle ultime pagine dopo i ringraziamenti la Maniscalco ci omaggia di alcuni capitoli con il POV di Thomas.

Non importava chi fosse l’assassino o quanto ci avrei messo a stanarlo, giurai a me stesso che avrei fermato per sempre la sua furia distruttrice. Avrei dato la caccia all’omicida, perdendomi tra gli abissi della mia stessa anima un migliaio di volte, se fosse servito a salvare anche solo una vita. Tra me e me, sfidai l’assassino a compiere la mossa seguente. Era l’inizio di una partita che non avevo intenzione di perdere.

 

 

L’autrice
Kerri Maniscalco
è cresciuta in una casa semistregata nei dintorni di New York, dove è iniziata la sua passione per le atmosfere gotiche. Nel tempo libero legge tutto ciò che le capita a tiro, cucina ogni sorta di cibo con amici e familiari, e beve davvero troppo tè mentre discute delle sottigliezze della vita con i suoi gatti.
I romanzi con protagonista Audrey Rose Wadsworth (
Sulle tracce di Jack lo Squartatore, Alla ricerca del Principe Dracula, In fuga da Houdini e A caccia del Diavolo), tutti bestseller nella classifica del “New York Times”, uniscono il suo amore per la scienza forense all’interesse per i misteri irrisolti della storia.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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