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Recensione: “Su ali di farfalla” di Ambra Sansolini

Su ali di farfalla. Il volo dalla violenza alla libertà. Book Cover Su ali di farfalla. Il volo dalla violenza alla libertà.
Ambra Sansolini
self publishing
23 marzo 2018
cartaceo
252

Agnese è una giovanissima ragazza romana che si appresta a trasformarsi in "farfalla", a diventare una donna  dalla bellezza prorompente: alta, formosa, attira gli sguardi maliziosi dei suoi coetanei. In lei è insito però il germe della non accettazione del suo corpo. Agnese vuole esser solo anima; l'anoressia è la risposta per questo suo desiderio insano tanto comune tra gli adolescenti di oggi. La ragazza riesce comunque ad uscire da questo tunnel e ad aprirsi alla vita per mezzo dell'amore con Alberto, un suo coetaneo. Un amore che poi rinnegherà perché, spinta da una corsa a tutta velocità verso la crescita e l'indipendenza,  accetterà le avances del  subdolo Leonardo, un ragazzo dodici anni più grande di lei. Per Agnese ha inizio il  calvario: la giovane sarà vittima della violenza psicologica e fisica del suo compagno che scoprirà sulla sua pelle essere un narcisista perverso. Dovrà subire anche le angherie dei genitori di Leonardo e dei suoi amici, coalizzati contro di lei.Solo una grande forza d'animo e il dialogo mai interrotto con i suoi amici e parenti, l'aiuteranno a far uscire dal bruco la farfalla che c'è in lei e a farla volare lontano dal suo crudele cacciatore.

 

L’amore che salva, ecco il più grande inganno. Nessuno arriva per salvarti e tu non devi salvare alcuna persona fuorché te stesso. Due esseri umani che si amano, si sono già salvati da soli e per questo sono capaci di amore.

La violenza prende forza da chi guarda e giustifica, si rinvigorisce nel silenzio e non cesserà di esistere finché anche solo un essere sulla terra farà finta di non vedere e non sentire.

 

Ambra Sansolini  attraverso la storia di Agnese ci racconta un “anti-favola”: non c’è nessuna principessa addormentata o principe azzurro pronto a salvare la sua bella; nessuna fata buona  e chi dovrebbe ricoprire il ruolo del  buono (vedi le assistenti sociali) spesso non se lo ricorda, o peggio, aiuta i cattivi. E’ l’anti-favola per eccellenza e purtroppo è a tutti noi nota: quasi ogni giorno, con nostro grande rammarico, veniamo raggiunti dall’eco di cronache nere provenienti da varie parti dell’Italia  e del mondo, aventi come protagonista principale, la violenza contro le donne. L’autrice, con calma e meticolosità,  si mette a tavolino e dipana la matassa di questa agghiacciante piaga sociale; scioglie tutti i nodi e rende chiari ai lettori, ma soprattutto alle vittime che non hanno il tempo di rendersene conto, gli ingranaggi perversi che mettono in moto questa macchina di dolore e morte. Finalmente possiamo gettare uno sguardo nel dietro quinte, prima che venga messa in scena questa tragedia; conoscere cosa è nascosto nell’animo dei suoi attori. In Agnese troviamo una ragazza inizialmente fragile, ingenua, vogliosa di crescere velocemente. Come tutte le principesse attende il principe azzurro che erroneamente crede di trovare in Leonardo, un ragazzo molto più grande di lei. Leonardo la studia per molto tempo per comprenderne i punti deboli e far cadere nella sua rete questa bellissima ragazza; comprende che Agnese vuol esser notata prima per il suo essere che per il suo apparire; si finge un uomo pio e religioso che non è interessato al  suo corpo di donna ma al suo spirito. Così la ragazza cede alle sue avances, si lega sempre più a quest’uomo sul quale aleggia il mistero. Decide di andare a convivere con lui e da questo momento  la loro storia d’amore non è ha più il profumo delle rose e dei  fiori. Leonardo inizia a rivelarsi per quello che è: un uomo violento, opprimente, geloso, subdolo e perverso. Leonardo vuol far lasciare l’università alla giovane ragazza, isolarla da tutti; l’accusa delle cose più disparate, come del fatto che lui vuol cambiare lavoro. La fa vivere in casa sotto il continuo controllo di sua madre, definita la mamma-cerbero, una donna arida e materialista. Durante la loro relazione, Agnese avrà tre gravidanze: la prima, in seguito a un litigio con il suo compagno, non andrà a buon fine; la seconda sarà portata a termine; alla terza la povera Agnese sarà costretta a rinunciare interrompendola, viste le condizioni precarie del suo rapporto con Leonardo. Per quest’ultimo i figli sono solo un modo per tenere legata a sé la compagna e per esercitare potere su di essa. Ma Agnese sarà più forte di tutto: riuscirà a rialzarsi, a superare la morte del padre, a trovare un lavoro che le piace e prendere il volo distante dall’uomo che voleva distruggerle la vita.

Frida Kahlo Unos Cuantos Piquetitos 1935

Con una minuzia di particolari  degna di un detective l’autrice ci svela l’identità psicologica di quest’uomo: il suo disturbo di personalità narcisistico, perverso, che è una costante in questi uomini violenti. Più che il racconto di una storia di violenza su una donna nello specifico, questo libro è l’analisi a posteriori di una cronaca più vasta, che abbraccia varie storie con un minimo denominatore comune, il non amore. La voce che si ode tra queste pagine non è solo quella di Agnese: è quella di tutte le donne che si sono trovate nella sua stessa situazione. Con continui riferimenti legislativi, psicologici, socio-culturali, l’autrice fa luce su un dramma quasi taciuto, vissuto all’interno delle quattro mura domestiche. Fa comprendere ai lettori come purtroppo si arriva spesso agli atroci epiloghi che siamo abituati leggere sui giornali; il calvario di queste donne viene analizzato senza far sconti a nessuno. Con fermezza Ambra Sansolini  denuncia le falle di un sistema giudiziario, di assistenza sociale, delle forze armate dello Stato ancora acerbo, sordo al grido di dolore di queste donne bisognose d’aiuto.

Questa rabbia inespressa verso l’ingiustizia sociale si ripercuote sullo stile e il ritmo narrativo incalzante, pieno di domande, di perché che nella vita reale non hanno trovato riscontro. C’è in questo libro la ferrea volontà non di raccontare semplicemente una favola al contrario, nella quale la principessa rischia sempre la vita, ma di porre lungo la strada delle giovani donne e della società in generale la segnaletica di pericolo circa la presenza di uomini manipolatori e narcisi, per evitare nuovi “incidenti di percorso”, nuove morti ingiustificate. L’autrice tiene molto a mostrare le caratteristiche psicologiche dell’uomo violento, che rappresenta un vero e proprio pericolo per la società tutta, così da poterlo riconoscere e vincere. Il narciso perverso è un vampiro emotivo: una persona incapace di provare emozioni perché da piccolo un trauma, “una ferita narcisistica”, gli ha fatto rifiutare questa parte di sé. Si circonda soprattutto di donne empatiche per sfruttare la loro forza interiore. Il libro è un invito alle donne a imparare a riconoscere questi vampiri, a smettere di vedere il nemico dentro di sé (come il manipolatore vuol far credere) credendosi pazze e ad ascoltare di più il proprio istinto. Conoscere il nemico è il primo atto per non capitolare e Su ali di farfalla ci dà tutti gli strumenti per capire e sapere. Non aspettatevi da queste pagine descrizioni di violenze fisiche o psicologiche; non sgorgheranno mai le lacrime fini a se stesse di chi subisce violenza. Agnese non reciterà mai il ruolo della vittima: è una donna che vuole evolversi, perdere il suo aspetto da bruco e diventare farfalla per prendersi finalmente i suoi spazi. Un libro per gli amanti del saggio e delle scienze sociali (oltre alla violenza di genere, si parla di aborto, mobbing, stalking), per chi odia i dialoghi (del tutto assenti); un libro che è un inno a non arrendersi mai, a usare lo studio e la conoscenza come strumento di difesa personale. Per chi ama la vita e non si lascia mai piegare, buona lettura!

Ambra Sansolini

Ambra Sansolini è giornalista e amministratrice del sito web contro la violenza sulle donne, dove scrive articoli che approfondiscono il fenomeno sotto ogni punto di vista: psicologico, sociale e giuridico. “Su ali di farfalla” è il suo primo romanzo.

Cullata dalle pagine di un buon libro come dalle onde del mio amato Ionio, trascorro la maggior parte del mio tempo libero a creare nuovi mondi con le parole. Spesso la realtà può esser una prigione e l’arte una possibile via di fuga. La mia curiosità è senza fondo e mi ubriaco con nuovi stimoli, storie, emozioni, luoghi. Se non vi rispondo subito è perché sto sognando tra le nuvole un mondo migliore!

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