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Recensione: “Storia di una balena bianca” di Luis Sepulveda, Guanda

Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa Book Cover Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa
le Gabbianelle
Luis Sepúlveda
narrativa, favola, narrativa per bambini
Guanda
15 novembre 2018
ebook, cartaceo, audiolibro
117

Da una conchiglia che un bambino raccoglie su una spiaggia cilena, a sud, molto a sud del mondo, una voce si leva, carica di memorie e di saggezza. È la voce della balena bianca, l'animale mitico che per decenni ha presidiato le acque che separano la costa da un'isola sacra per la gente nativa di quel luogo: la Gente del Mare. Il capodoglio color luna, la creatura più grande di tutto l'oceano, ha conosciuto l'immensa solitudine e l'immensa profondità degli abissi, e ha dedicato la sua vita a svolgere con fedeltà il compito che gli è stato affidato da un capodoglio più anziano: un compito misterioso e cruciale, frutto di un patto che lega da tempo immemore le balene e la Gente del Mare. Per onorarlo, la grande balena bianca ha dovuto proteggere quel tratto di mare da altri uomini, i forestieri che con le loro navi vengono a portare via ogni cosa anche senza averne bisogno, senza riconoscenza e senza rispetto. Sono stati loro, i balenieri, a raccontare finora la storia della temutissima balena bianca, ma è venuto il momento che sia lei a prendere la parola e a far giungere fino a noi la sua voce antica come l'idioma del mare.

La minuscola sardina non attacca un’altra sardina, la lenta tartaruga non attacca un’altra tartaruga, il vorace pescecane non attacca un altro pescecane.
A quanto pare gli uomini sono l’unica specie che attacca i propri simili.

 

                      Historia de una ballena blanca (Spanish Edition) eBook: Sepúlveda ...

 

Libro letto in spagnolo per un compito scolastico. All’inizio devo ammettere che mi sentivo spaesata. Un po’ per la lingua, un po’ perché è strano leggere la vita di una animale marino raccontata dal suo punto di vista.

Sicuramente è stata un’esperienza speciale vedere come noi esseri umani siamo “l’unica specie che attacca i propri simili”. Il rapporto con gli altri e la nostra etica dovrebbero sempre essere filtrate. Dovremmo avere un qualcosa che ci impedisca di agire nel modo sbagliato con i nostri simili, in questo modo, eviteremo di ferire gli altri e noi stessi.

Si è soliti attribuire alla favola un solo messaggio (forse proprio perché è quello più evidente): il rispetto per l’ambiente. Ma, a mio parere, riguarda proprio il rispetto in tutti i campi: il rispetto per noi stessi, per ciò che ci circonda,  per gli animali, per l’ambiente. Rispetto credo sia l’esatta parola chiave. Il tutto viene narrato nel romanzo breve con intensità e poeticità, arricchendo senza ombra di dubbio, il lessico marino.

 

E con nove arpioni conficcati nel dorso guadagnai il mare aperto, in cerca di altre baleniere, perché adesso ero io a inseguirle, io, il grande capodoglio del colore della luna che gli uomini tremando di paura chiamavano Mocha Dick.

 

Il lettore viene catturato dalle parole della balena. La realtà viene percepita attraverso gli occhi del grande cetaceo bianco, perché è così che comunicano le balene: con gli occhi. Così Sepúlveda è riuscito ad ‘umanizzare’ le balene. Perché in fondo, tutti noi sappiamo che la più grande forma di espressione sono i nostri occhi, rispecchiano il nostro cuore e la nostra anima.

In poche parole, cos’è “Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa”? Un classico costruito sul classico. Non solo adatto per i bambini, ma ovviamente per tutte le età, specialmente per chi il rispetto non è ancora a conoscenza del significato. Consiglio di leggerlo lentamente, così da gustarlo e riflettere vivamente.

E ricordiamoci che adesso, la balena bianca color luna, è diventata la maledizione che li avrebbe perseguitato i balenieri senza tregua, la forza di chi non ha più nulla da perdere e l’implacabile giustizia del mare. Quindi, signori balenieri irrispettosi, vi consiglio di stare attenti a ciò che fate. Perché lei, la balena bianca color luna, non avrà paura di affrontarvi!

 

 

 

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LUIS SEPÚLVEDA

Nasce il 4 ottobre 1949 a Ovalle, Cile. Passa i primi anni della sua vita a Valparaíso, in compagnia del nonno paterno, dello zio e degli amici di carta, che ben presto gli trasmettono l’amore per la scrittura e l’avventura. Ha viaggiato a lungo in America Latina e poi nel resto del mondo, anche al seguito degli equipaggi di Greenpeace. Autore di libri di poesia, «radioromanzi» e racconti ha conquistato la scena letteraria con il suo primo romanzo, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore. Ha pubblicato da allora numerosi altri romanzi, raccolte di racconti e libri di viaggio, tra i quali spicca Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Dal 1996 vive a Gijon, in Spagna, con la compagna Carmen, i figli e il cane Zarko. Muore il 16 aprile 2020.

 

 

Le parole sono il suo pane quotidiano: fra libri, serie tv, film e il suo scrivere racconti passa le giornate. È amante delle piccole cose, dei gatti, e ammira chi dal niente riesce a trarre di tutto. Il suo ispiratore maggiore è Albert Einstein, infatti condividono la stessa filosofia di vita: 'La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto', 'Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido', 'La creatività è contagiosa. Trasmettila!'

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