Storia della stregoneria
Singolo
Saggio divulgativo
Netwon Compton Editori
27 febbraio 2026
Cartaceo
320
Dalle streghe di Shakespeare al folklore medievale, dai roghi in tutta Europa alle cronache più recenti, la stregoneria attraversa i secoli e l’immaginario collettivo come un filo invisibile che unisce paura, superstizione e fantasia. Questo libro ricostruisce la lunga storia delle pratiche magiche e delle credenze che hanno alimentato miti, persecuzioni e leggende, mostrando come l’ombra delle streghe sia ancora presente nella nostra cultura contemporanea, in grado di resistere alle religioni, alla ragione illuminista e alla modernità tecnologica. Ancora oggi, infatti, accuse di stregoneria possono condurre a violenze reali in diverse parti del mondo, mentre nella letteratura e nel cinema i maghi e le streghe continuano a popolare e accendere la nostra immaginazione. Una rassegna affascinante rivolta al grande pubblico, che svela con uno stile semplice e colloquiale come la stregoneria continui a riflettere le paure e i desideri più profondi dell’umanità.
“Nell’era moderna delle AI nessuno crede più alle streghe, alla magia, al malocchio o ai filtri d’amore. Oppure no?”
“Storia della stregoneria” di Alessandro Moriccioni, edito Newton Compton Editori, è un saggio divulgativo che accompagna il lettore in un viaggio storico e culturale attraverso il fenomeno della stregoneria e dello sciamanismo analizzandone origini, evoluzione e rappresentazioni nel tempo.
Il pensiero di base è: se il mondo della magia esiste è perché qualcuno ci crede. Moriccioni inizia questo interessante manuale facendo un buon excursus sulla stregoneria nel mondo antico. Ma l’opera racchiude la sua vera essenza nel Basso Medioevo, quando la stregoneria smette di essere solo credenza popolare e diventa oggetto di persecuzione mirata.
La portata di “Storia della stregoneria” è enorme. Ciò che spicca fin da subito è il lavoro sopraffino di ricerca e di studio fatto da Moriccioni, anche grazie al contributo di autori, etnologi e antropologi che negli anni hanno registrato e documentato il fenomeno della stregoneria; tra cui Giordano Berti, Brian P. Levack, Ronald Hutton, Joseph Campbell.
Insomma, si capisce che è un’opera voluta e pensata con grande scrupolosità. La scrittura di Moriccioni è fluida e raffinata e riesce a rendere armonioso un testo dai temi impegnativi. La cura e le numerose citazioni e note a piè pagina sono alcune delle finezze che ho gradito.
“È insita nell’uomo la necessità di disporre di super poteri in grado di piegare la natura al volere individuale o comunitario.”
L’arte della stregoneria, della quale abbiamo tracce già nel Paleolitico, ha subìto trasformazioni nel corso dei secoli.
La costante è sempre la stessa: le pratiche occulte sono considerate una devianza, un peccato.
Per alleggerire i toni degli argomenti, l’autore usa ironia e un certo slang giovanile, accessibile a tutti. Tuttavia “Storia della stregoneria”, a mio avviso, è un libro da non prendere con leggerezza. L’opera è così fitta di dettagli e richiami storici che la lettura richiede un ritmo lento.
Ma entriamo nel vivo del libro.
Stregoneria e sciamanismo. Streghe e fattucchiere. Magia bianca e magia nera.
Tanti i modi per definire la magia e le pratiche occulte, ognuna con sottili differenze che l’autore spiega con chiarezza. Mi ha coinvolto particolarmente la parte dedicata allo sciamanismo, del quale conoscevo poco o nulla.
“È una mente collettiva, che pensa in modo intuitivo e analogico, rimando con la natura e il cosmo, usando e perpetuando dei linguaggi dell’essere non necessariamente verbali, filosofici e “razionali””.
Ad un certo punto l’autore mette sul piatto del lettore questa lucidissima realtà:
“Se la stregoneria si è diffusa così tanto, è colpa della donna, di fede inferiore, che con le sue grazie rimbambisce gli uomini sin dall’epoca di Eva.”
Fin dagli inizi si è creduto che la magia fosse più una cosa femminile. Una teologia antifemminile che condanna la donna come “ianua diaboli” (porta del diavolo).
Con quest’opera Moriccioni denuncia la profonda disonestà e l’ingiustizia storica nei confronti delle donne. Da donna, ho particolarmente apprezzato, perché è un aspetto che emerge chiaramente, pagina dopo pagina. L’autore è efficace nel mettere in luce le responsabilità e le distorsioni culturali che hanno contribuito a costruire e alimentare l’immagine della donna come strega. Un aspetto che mi ha profondamente turbato è che la maggior parte delle migliaia streghe condannate e finite sui roghi fossero adolescenti o poco più. Ne è esempio Giovanna d’Arco (la Pulzella), che venne bruciata a diciannove anni.
Fin dai primi secoli, il cristianesimo dichiara la propria avversione nei confronti della magia, accostandola al Diavolo. 
Tutto si complica con l’avvento dell’Inquisizione.
In pratica la parola “stregoneria” viene associata a “eresia”. Questo momento sigilla la battaglia secolare oggi nota come “caccia alle streghe”.
Tolleranza zero, per quasi quattrocento anni. Una vera e propria persecuzione sistematica sulla base di accuse formulate per reati praticamente inesistenti. Come ben spiega Moriccioni, ne è un esempio emblematico il volume “Malleus Maleficarum”, un’opera fondata su presupposti inconsistenti che forniva agli inquisitori una legittimazione per colpire le presunte ‘streghe’. Questo per me è il lato più inquietante.
L’Italia ha vissuto marginalmente la persecuzione delle streghe. La “caccia alle streghe” italiana non è stata così efferata come in altre parti d’Europa (Paesi Bassi, Francia e Germania).
Un fattore interessante che sottolinea Moriccioni è questo:
“Per la gente che viveva nel Cinquecento e Seicento il principale problema non era sapere quante streghe fossero state messe a morte, ma quante ce ne fossero ancora in circolazione.”
In sostanza, fa specie aver scoperto che mentre io, durante la lettura, contavo le vittime, all’epoca contavano le persone ancora da uccidere. Si faceva il pensiero inverso.
Recensire “Storia della stregoneria” non è stato facile, perché per poter fare bene una panoramica di ciò che contiene l’opera avrei dovuto dilungarmi troppo. E questo fa riflettere. Non tanto perché l’autore abbia voluto ‘buttar lì’ tanti concetti o numeri, ma perché il mondo della stregoneria è talmente ampio (sia storicamente sia concettualmente) che Moriccioni riesce, in poco più di 300 pagine, a trasmettere una quantità di informazioni davvero notevole.
È un libro facile da leggere? No, tutt’altro. È talmente articolato che richiede attenzione. Pertanto è una lettura valida per chi cerca informazioni approfondite, precise e ben argomentate su un fenomeno tanto affascinante quanto oscuro.
Tutto vero o tutto finto?
“La magia è diventata sinonimo di fantasticheria infantile e che qualsiasi fede nei fenomeni sovrasensibili è considerata con diffidenza; ciononostante, per quanto possa sembrare incredibile, la magia non ha mai perso il suo fascino, lottando strenuamente per il suo primato sulla scienza.”

Ciao! Mi chiamo Ivonne, sono sposata con Francesco e mamma di tre splendide figlie. Amo i bambini (infatti sono un’insegnante d’infanzia), la corsa e… ovviamente i libri.
Non ho un vero genere preferito, anzi, mi piace spaziare fra i vari generi anche se m’incuriosiscono di più i fantasy, i romantasy, i thriller psicologici, il gotico, l’horror… e sono anche una gran lettrice di manga giapponesi.
“Leggere è nutrire l’anima”.