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RECENSIONE: “Spiacente, non sei il mio tipo” – Anna Zarlenga

Spiacente, non sei il mio tipo Book Cover Spiacente, non sei il mio tipo
Anna Zarlenga
Romance
Newton Compton Editori
8 marzo 2019
Cartaceo - E book
284 p.

I matrimoni, per antonomasia, sono preludio di gioia e spensieratezza, racchiudendo un momento della vita che resterà impresso per sempre nella memoria, e nel cuore, degli sposi e di chi li ha circondati con affetto…sembrerà strano, se non impossibile, ma c’è qualcuno  che in realtà, i matrimoni, e tutto quell’amore lanciato a profusione nell’aria, li odia. Profondamente. Un odio viscerale e smodato tanto da considerare il famoso detto “e vissero per sempre felici e contenti”, soltanto come il prevedibile e consueto epilogo delle fiabe, odio talmente smisurato da far sentire il bisogno di vestirsi, da capo a piedi, con un abbigliamento talmente funereo da far invidia persino ad un impresario di pompe funebri.

Considerare la preziosa vera che circuisce con delicatezza l’anulare sinistro come uno stringente cappio al collo dal quale non si intravede via d’uscita.

Ma si sa, al peggio sembra non esserci mai fine: così, oltre a dover celebrare la perdita del proprio migliore amico, compagno di venture, fedele alleato nei bagordi notturni, ci si mette anche il destino che, beffardo, ti pone davanti l’unica donna alla quale mai si penserebbe anche solo di sfiorarle le labbra e per di più infagottata in un out fit da far concorrenza ad una qualsiasi donna anziana.

Ma il destino sa bene ciò che fa: due protagonisti il cui “scontro”, loro malgrado, sarà solo l’inizio di un qualcosa che, nonostante cerchino di negare oltre ogni evidenza, e persino a sé stessi, li condurrà sulla stessa strada, perché quando l’amore bussa non c’è sordo che non senta o cieco che non veda: non si può resistere al battito del cuore che alla vista dell’altro accelera come un’auto in corsa.

 

«Non c’è niente da cacciare, carina. Non sei proprio il mio tipo» … «Spiacente, mio caro, ma non sei il mio tipo»

 

Un single incallito ed impenitente, un uomo capace di far capitolare ai propri piedi tutte le donne che incrocia al suo passaggio con un solo sguardo; donne, ovviamente, che rispecchino determinati canoni: la bellezza prima di tutto, se poi il cervello è grande quanto un chicco di grano che importa?

Ciò che conta è non abbassare il livello di guardia, non scegliere nessuna le cui forme non rasentino la perfezione; un uomo che del proprio aspetto fisico ne ha fatto uno stile di vita, lui stesso ama definirsi come il latin-lover per antonomasia, uno scansafatiche cronico il cui unico “lavoro” consiste nel sedurre ogni appetibile donzella:

 

«non ho bisogno di altro, solo il mio stipendio mensile, la mia auto da capogiro e donne in quantità. Ho una vita assolutamente perfetta».

 

La sua “perfetta” vita subisce un duro colpo quando il suo migliore amico, colui  che lo ha sempre accompagnato in questo suo beato vivere, decide di convolare a giuste nozze: niente di più terribile, tanto tremendo da presentarsi al matrimonio, che segna l’inesorabile fine di quella che era l’apoteosi della felicità, totalmente vestito di nero. I modaioli parlerebbero di total black, ma qualcun’altro lo vede come un “uccello del malaugurio”, tanto che alcuni, alla sua vista, non perdono occasione di lasciarsi andare al più classico degli scongiuri.

La vita del nostro protagonista sembra essere destinata a cambiare irrimediabilmente: uno scherzo che potremmo definire “da prete”, sarà per lui la fine – o l’inizio, dipende dal punto di vista – perché una donna alta come un tappo di sughero e dagli occhiali spessi come fondi di bottiglia, gli si presenta dinanzi e lui, con il savoir faire e il tatto di un elefante, non si lascerà sfuggire, in maniera poco velata, commenti al vetriolo sulla giovane donna.

Lei, una donna che di certo, dalla sua, non ha la tipica beltà delle top model, a partire dalle curve e a finire con lo stile in fatto di abbigliamento; ma è arguta, dotata di grande intelligenza e perspicacia, sagace al punto giusto e velenosa quel tanto che basta – e forse anche più – per tenere testa al nostro “super uomo”:

«…la mia belligeranza raggiunge i livelli di guardia mentre lui mi scruta quasi stesse per scrivere una recensione su di me. Dal suo sguardo comprendo che mi darebbe una sola stellina».

 

 

Due esseri talmente diversi da poter essere accostati al Sole e alla Luna, due persone che in comune sembrano avere poco o nulla, un odio profondo, che non si preoccupano di celare, sin dal primo sguardo: sguardi che lanciano saette ma non di passione: cosa accade quando la vita, per pura fatalità, ti pone dinanzi un essere che rappresenta l’antitesi di quello che è il tuo tipo ideale?

Due protagonisti, un uomo e una donna totalmente agli antipodi tra loro, un romanzo fresco e brillante che ti mette di buonumore e che non mancherà di farti sorridere – oltre che sognare -.

L’autrice utilizza sapientemente i termini, non mancando di miscelare tutto con una frizzante ironia che rende il contesto irresistibile:  si legge con leggerezza, la scrittura scorre senza intoppi, appartiene a quella schiera di libri che “più leggi, e più vorresti leggere”; il romanzo viene suddiviso in brevi capitoli, e questo a mio avviso, aiuta a mantenere alta la concentrazione e a far si che la lettura proceda velocemente: una scelta saggia.

Non si riscontrano refusi, la sintassi è grammaticalmente corretta e i termini utilizzati sono ricercati e mai monotoni.

E’ vero che i più potrebbero obiettare che si tratta sempre del solito romanzo d’amore, che si rientra nei cliché già visti e rivisti, ma permettetemi di replicare a quanti esplicitino questo pensiero: sono un’accanita lettrice del genere romance e tutte le volte è sempre come sognare, perché, benché lo schema dei romanzi rosa sia sempre più o meno il medesimo, non si è mai né troppo stanchi, né troppo adulti per lasciarsi cullare da sogni romantici che ti facciano battere il cuore e vibrare l’anima.

Nello specifico, questo romanzo è molto accattivante ed ha dalla sua il fatto che un’autrice italiana abbia ambientato la sua storia in Italia, e precisamente a Napoli: non ha pensato di narrare la storia utilizzando i consueti Paesi stranieri, i più gettonati, per collocare questa storia d’amore, non che ci sia qualcosa di negativo nell’utilizzare Città a noi lontane chilometri di distanza, anzi, ma è anche piacevole sfruttare le amene località che la nostra bella Penisola ci offre.

Ho apprezzato entrambi i personaggi, lui per un verso, lei per un altro: entrambi così caratterialmente diversi, con le loro spigolosità e le loro sfaccettature, ma, devo ammettere, che ho adorato in maniera smisurata il personaggio maschile: principalmente per il suo essere così ironico, talmente ironico da riuscire a sdrammatizzare anche nei momenti imbarazzanti o particolarmente delicati.

Ma soprattutto perché, benché si tratti di uno scapolo incorreggibile e nonostante consideri le donne come un bell’oggetto da usare e collezionare, così strafottente nei confronti della vita in genere, e del lavoro nello specifico, in realtà, sotto quella corazza da homme fatale, si nasconde un ragazzo che si è sempre crogiolato sul fatto di essere considerato solo per la sua bella presenza, un ragazzo senza arte né parte e senza un benché minimo obiettivo da perseguire nella vita, ritenendosi lui stesso di non essere in grado di portare a compimento alcun piano di vita.

«E il mio cuore si scioglie. Come si è sciolto quando l’ho baciato per la prima volta. Come si è sciolto quando abbiamo guardato le stelle all’Osservatorio. Come si è sciolto quando mi ha inseguita all’Università. Lo sapevo allora, anche se non volevo ammetterlo, e lo so più chiaramente adesso. Teo non à assolutamente il mio tipo. Eppure, nonostante tutto, è perfetto per me».

 

 

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