Narrativa

Recensione: “Spegnere il buio” di Teresio Asola, Casa Editrice “Eretica”.

Spegnere il buio Book Cover Spegnere il buio
Teresio Asola
Narrativa
Eretica
2019
cartaceo
84
https://www.amazon.it/Spegnere-buio-Teresio-Asola/dp/883344077X

Spegnere il buio narra il viaggio di lavoro di Tiziano Oi in Madagascar. Un luogo, che egli sperava di cambiare, ma da cui rimane invece influenzato: il protagonista scopre i sorrisi illuminanti degli abitanti, che comportano un'evoluzione interiore in lui.

 

La voce narrante in terza persona ci presenta Tiziano Oi, un uomo prossimo a vivere un viaggio di lavoro in Africa, verso il Madagascar.

Il titolo, “Spegnere il buio”, è molto evocativo all’interno della narrazione:

“Tutto testimoniava un mondo sveglio come lui. Non era più solo, Tiziano. C’era vita.”

La luce, infatti, è sinonimo di vita, di speranza, di una nuova possibilità, di un’evoluzione. Tiziano vola in Madagascar proprio per proporre questa “luce” a ministri, ambasciatori dell’ONU e docenti di Università importanti. Lo scopo è quello di illuminare la nazione africana, di spegnere il buio.

Quello a cui assistiamo, però, non è solo un viaggio di lavoro, o per questioni di affari. Il narratore ci permette di entrare nella mente del protagonista, di ascoltare i suoi pensieri, tramite i quali siamo in grado di comprenderne la persona, la vita e il passato. Le sue riflessioni sono chiave della sua personalità, dei suoi desideri e sogni, come quando sull’aereo osserva il GPS e nota alcuni luoghi che avrebbe voluto visitare:

“E invece solo nomi, segni artificiali tracciati su una mappa, mentre fuori il sole tramonta.”

Il buio è, come dire, una condizione ben osservata dal protagonista:

“Dopo poche centinaia di metri tutto si fece nero, attorno. Strano, per essere nelle vicinanze dell’aeroporto. Quasi nulla illuminazione pubblica. Le poche presenze apparivano all’improvviso, annegate nel buio. Nei radi punti benedetti da un lampione, sulla strada e al ciglio della carreggiata, s’intravedevano cani morti.”

La crudele realtà, e sì, anche la tremenda verità africana, sono un colpo secco. Le descrizioni, precise e dettagliate, riescono ad evocare ogni immagine, odore, sapore, anche calore, in cui il protagonista si imbatte.

Come spesso accade, si è consapevoli del mondo a cui si va incontro, ma non si è mai del tutto preparati, alla fine ci sono sempre delle sorprese, un qualcosa che non era atteso, una rivelazione: per Tiziano è stata quella di scoprire che una nazione al buio è ben illuminata dai sorrisi di persone semplici, umili.

Interessante è anche la sensazione di una forma di disagio provata dal protagonista nel sentirsi “bianco” :

“Ricordò che dall’atterraggio non aveva visto un bianco. Si sorprese, e si vergognò, di questo pensiero.”

Infine, è presente nel testo una verità che tutti quanti conosciamo: la differenza fra i due mondi, per cui si è fortunati a vivere dall’altra parte, dalla parte fortunata. Tale divisione è perfettamente descritta nella differenza che viene fatta tra l’interno dell’Hotel e l’esterno: da una parte uomini in cravatta, silenzio, stile, benessere e pasticceria francese; dall’altra, fuori, rumori, polvere e “sorrisi africani”.

“Spegnere il buio” è un testo narrativo che richiama alla realtà, non è più finzione, non è più un mondo in cui evadere, ma solo in cui spostarsi. Informazioni, situazioni, particolari sono presenti senza giri di parole, come se fossero urlati dal narratore. Un libro di poche pagine, ma di molteplici emozioni.

Consigliato a chi viaggia, soprattutto in Africa, ovviamente. A chi soffre di mal d’Africa e non ne ha mai abbastanza. A chi si sente pronto ad affrontare le prove di ciò che si conosce solo teoricamente. A chi vuole scoprire un mondo lontano, ma “vero”, forse un po’ buio, ma presente.

 

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